Lunghe file di camion in autostrada e l'invito ai cittadini "a unirsi alla protesta. Non c'è nessun accordo sul caro gasolio. Solo promesse", sostengono i camionisti
MESSINA – “Lo sciopero va a oltranza. Accordi non ce ne sono stati. Solo promesse. Vogliamo i fatti. Il gasolio manco a due euro deve essere. E i cittadini devono unirsi a noi per chiedere soluzioni concrete”. Due chilometri dopo il casello di Tremestieri, il commerciante messinese Simone Vartuli e il napoletano Salvatore Napolitano spiegano le ragioni della protesta, con lunghe file di camion in autostrada. In sostanza, altro che stop al blocco tir, “bisogna continuare”.

Loro non credono alll’accordo. Il Comitato trasportatori siciliani, con portavoce Salvatore Bella, aveva annunciato la revoca del fermo dopo l’incontro con il ministro Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, pur annunciando la continuazione dello stato di agitazione. Al contrario, Giuseppe Richichi, presidente dei trasportatori siciliani dell’Aias, ha rinnovato le ragioni della protesta e smentito le dichiarazioni di Bella su pressioni e minacce: “Ma quali violenze? Le uniche violenze sono quelle che subisce la povera gente che sciopera per il caro gasolio. Semmai le subiamo noi che non portiamo nulla a casa. Ieri a Milano sono stati ‘sganciati’ solo i soldi per il ‘mare bonus’ e si sapeva” (fonte Ansa).
Di sicuro Vartuli (“ho chiuso la mia attività a Messina per partecipare alla lotta”) e il camionista Napolitano credono che sia giusto non mollare: “Da qui non si passa”. E a sua volta il signor Daniel, camionista di origine rumena e che vive a Barcellona Pozzo di Gotto, sottolinea “le condizioni inumane in cui lavoriamo noi a bordo di tir, senza regole per mantenere le nostre famiglie”.

In tanti ora sperano che la mobilitazione coinvolga la cittadinanza. “Il governo ci deve ascoltare”. E mentre gli scaffali dei supermercati sono sempre più vuoti, una parte di autotrasportatori e camionisti non intende arrendersi.

