Lucia Bruna è una studentessa di Medicina originaria di Imperia: “Grideremo e studieremo per te”
MESSINA – “Ciao Sara, camminando nei corridoi del Policlinico penseremo a te”. È con queste parole che una studentessa di Medicina e Chirurgia, Lucia Bruna, nata a Imperia, ha voluto lanciare un messaggio forte durante il corteo in ricordo di Sara Campanella, uccisa nel pomeriggio del 31 marzo sul viale Gazzi.
“Dopo Giulia Cecchettin speravamo che qualcosa cambiasse”
“Dopo Giulia speravamo che qualcosa potesse cambiare e gridavamo – Voglio essere l’ultima – ma chi sarà l’ultima? Quale delle oltre 106 donne ammazzate dopo Giulia sarà l’ultima dell’infinita lista. Quando potremo scrivere la parola fine? Perché poi siamo noi a doverci difendere? Perché non può essere la società, la famiglia, la scuola ad educare gli uomini ad essere umani invece di insegnare alle donne a nascondersi e a proteggersi? A queste domande però Sara io non so rispondere”.
La giovane ha poi concluso il suo discorso con i versi di una canzone di Alfa dal titolo “Frida”, che parla appunto di femminicidi.
Il testo della canzone “Frida”
Che grande differenza c’è tra innamorarsi e amare
La prima è un’ascensore, la seconda sono scale
Si ripetono un po’ come l’acqua nelle fontane
Ma ti fan sentire libero come l’acqua nel mare
La prima in un secondo, la seconda serve tempo
La prima è un bel ricordo, la seconda chiede impegno
La prima ti fa scemo e la seconda ti fa saggio
Entrambe possono finire e tu devi accettarlo
Ora che la TV mi parla di un femminicidio nuovo
Io dentro di me provo vergogna a essere uomo
Però che cos’è l’odio? Una conseguenza
Forse è il bisogno di provar lo stesso qualcosa di forte
Per me l’amore è chiave, non sarà mai un lucchetto
Non c’è un filo spinato che potrà tenere il vento
Che se una persona vuole che ti chiudi dentro
È manipolazione, non è senso del rispetto
Voglio fare come dice Frida Kahlo d’ora in poi
“Ama te stesso, poi la vita, poi chi vuoi
Che grande differenza c’è tra innamorarsi e amare
La prima è un’ascensore la seconda sono scale
Io non lo so
Indietro ci tornerei
Ma non si può
Fingo che sia tutto okay
Sto K.O
Ho fatto qualche cazzata
Amarti non lo è mai stata
Mai no, mai no
Non so chi ha creato il mondo
Ma so che era innamorato

basta col solito slogan del patriarcato questo è vero odio verso gli uomini che non hanno mai fatto niente non facciamo di un erba un fascio