Domenica la suggestiva festa di S. Lucia a Savoca. Appuntamento da non perdere. VIDEO



Anche quest’anno nelle bellissime vie di Savoca “u diavulazzu” tenterà S. Lucia. Tornerà a svolgersi, infatti, domenica prossima a partire dalle 16,30 la secolare rappresentazione dedicata alla martire siracusana.

La prima notizia documentata sul culto della Santa a Savoca risale al 1465, anno in cui fu costruito nella località jonica il Convento dei Domenicani, dedicato proprio a S. Lucia, patrona del paese. La ricorrenza di S. Lucia ricade il 13 dicembre, data in cui si svolgono solenni funzioni religiose, un tempo precedute da un'importante fiera.

La festa patronale, tuttavia, si svolge tradizionalmente la seconda domenica di agosto. La suggestiva rappresentazione vivente del martirio di Santa Lucia affonda le sue radici nel Medioevo e ancora oggi viene organizzata dalla confraternita che porta il nome della Santa, quest’anno guidata dal Governatore Vincenzo Pasquale.

Nella rappresentazione scenica del martirio, ai fianchi di Lucia, tradizionalmente impersonata da una giovane fanciulla savocese, è annodata una corda, legata all’altro capo al giogo di due buoi, a simboleggiare metaforicamente il trascinamento della Santa in luoghi di perdizione. La fanciulla, vestita di bianco, siede sulla spalla di un uomo che la porta per le vie del centro storico, essa viene legata, come racconta il martirio, con una corda a dei buoi, che a loro volta vengono trainati da soldati romani.

Per tutto il tempo della rappresentazione, la fanciulla porta nelle mani giunte una palma d’argento che fissa costantemente, mentre viene tentata da un uomo, che rappresenta il diavolo (U diavulazzu). Quest’ultimo, vestito di rosso, indossa dei campanacci legati ai fianchi, una maschera lignea (scolpita da un pastore savocese nel 1600) che raffigura il volto del diavolo ed ha tra le mani un bastone di legno, u croccu, con cinque punte ricurve nella sommità, che muove convulsamente per tentare la giovane al male.

I buoi, addobbati con nastri colorati, procedono davanti alla Santa insieme a un folto numero di “Giudei”, i soldati del Governatore romano Pascasio. Questi, indossano elmo e vesti sgargianti di colore giallo e porpora, durante la rappresentazione rimangono aggrappati alla corda, inscenando il tentativo di trascinare la Santa. Narra la storia, che non riuscendo a trascinare Lucia, la corda che la legava ai buoi si spezzò. I giudei sorpresi dall’improvvisa rottura della corda, cadono a terra travolti e impauriti per poi disperdersi nella folla.

Il bovaro, che durante la processione siede sul giogo dei buoi, scende e scappa con essi. La fuga finale dei buoi, dei Giudei e del diavulazzu, simboleggia la vittoria del bene – Santa Lucia – sulle forze del male. La giovane fanciulla protagonista di quest’anno è Miriana Folti.