Natura, borghi e panorami al centro del percorso che collega i due santuari. A idearlo sono stati Pasquale e Danilo D'Andrea di Camminare i Peloritani
di Giuseppe Fontana, riprese e montaggio di Silvia De Domenico
MESSINA – Si chiama Cammino dell’Anima e unisce due santuari immersi nella bellezza, cioè quello di Dinnammare e quello di Tindari. E cos’è? È un percorso di 7 giorni, un cammino che attraversa i Peloritani e diversi borghi antichi e storici della provincia messinese, ideato da Pasquale D’Andrea e dal figlio Danilo, fondatori e promotori dell’associazione “Camminare i Peloritani“. In un momento storico e socio-culturale in cui il trekking e la riscoperta della natura sono sempre più al centro della quotidianità di tanti giovani (e non), anche Messina punta a farlo, attraverso un cammino sul modello di altri in tutta Italia. E che non ha nulla da invidiare a nessun altro, senza scomodare percorsi secolari come quello di Santiago.
Cos’è e quali borghi tocca il Cammino dell’Anima
I borghi attraversati durante il cammino sono Fiumedinisi, Mandanici, Antillo, Fondachelli Fantina, Novara di Sicilia, Basicò e Oliveri. In totale sono 125 km, con una media di circa 20 km al giorno da percorrere. Il tutto condito da storia e natura, da bellezza e panorami. Spesso, infatti, a fare “compagnia” ai camminatori sono non uno ma due mari: a sinistra lo Ionio e a destra il Tirreno. Un tuffo nel verde tra albe e tramonti, condito dalla ricca biodiversità siciliana, come testimoniato dalle immagini girate e prodotte per l’associazione dal videomaker Matteo Arrigo.
A raccontare com’è nato il Cammino dell’Anima sono proprio Pasquale e Danilo D’Andrea. Ormai da 13 anni la loro associazione, “Camminare i Peloritani”, porta tanti uomini e donne di ogni fascia d’età alla scoperta del territorio. “Mi sono chiesto come mai sui Peloritani, con tanta bellezza che abbiamo, non ci fosse un cammino che attraversasse tutti questi posti meravigliosi – ha raccontato Pasquale D’Andrea -. Il Cammino dell’Anima non è soltanto religioso. Una particolarità che tutti ci invidiano è che possiamo vedere il Mar Ionio e sposandoci di poco il Mar Tirreno. O nello stesso punto alba e tramonto, no?”. Il sogno “è avere un cammino fruito da tutta Italia. Ad oggi ci vengono molte persone dall’estero”.








La raccolta fondi
Ora “Camminare i Peloritani” ha lanciato una petizione online sul portale Go Fund Me. La raccolta fondi (qui il link) punta a una cifra di 2mila euro per produrre circa 1.500 cartelli da installare lungo tutto il percorso, così da rendere autonomi i viaggiatori. Danilo D’Andrea ha spiegato: “Il cammino è pronto ed è sempre più fruito dall’Italia e dall’estero, ma manca l’ultimo step. Si tratta della segnaletica. Abbiamo avviato questa raccolta fondi per poter costruire questa segnaletica. Già dal prossimo mese vorremmo poter iniziare”. L’associazione “vuole far scoprire la città ai propri cittadini. Ci siamo accorti che spesso Messina e le sue bellezze sono più conosciute fuori che dagli stessi cittadini”.
Il messaggio: “Messina è speciale, venite a vedere”
“Un messaggio? – ha concluso -. Venite a Messina perché è speciale sotto ogni punto di vista. Abbiamo un panorama fantastico in ogni percorso e una biodiversità unica su tutto il territorio, con pochi minuti tra mare e montagna”.

Sarebbe ancora più di impatto e di rilevanza per la città se il cammino venisse allungato fino al mare, consentendo così di partire dalla sempre più rinnovata e ristrutturata costa messinese per poi arrivare alle nostre stupende montagne, non solo, grazie a questo prolungamento del punto di partenza si potrebbero congiungere anche altri storici siti mariani in maniera tale da celebrare ancora di più il legame tra le meraviglie paesaggistiche uniche della nostra città e la sua anima spirituale mariana onnipresente