Lo sciopero della fame Nord-Sud unisce l'Italia. "Noi, partite Iva e autonomi in ginocchio"- VIDEO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Lo sciopero della fame Nord-Sud unisce l’Italia. “Noi, partite Iva e autonomi in ginocchio”- VIDEO

Rosaria Brancato

Lo sciopero della fame Nord-Sud unisce l’Italia. “Noi, partite Iva e autonomi in ginocchio”- VIDEO

giovedì 21 Maggio 2020 - 12:46

Un imprenditore di Brescia, un libero professionista di Messina, Sandra Milo. Uno sciopero della fame che unisce l'Italia. Ecco perchè

Uno sciopero della fame che vede unito il Nord e il Sud, l’Italia che parla con un unica voce di fronte al dramma. Un imprenditore di Brescia, un libero professionista di Messina, un’artista internazionale. Yuri Carnevali, Daniele Zuccarello, Sandra Milo. Sono in sciopero della fame da lunedì sera a nome del movimento Partite Iva ed Autonomi. I turisti tedeschi, e di altri Paesi europei, stanno già prenotando altrove. Maiorca, ma anche Grecia, là dove in particolare la Germania è molto presente. In Italia, da Nord a Sud, l’allarme delle imprese che lavorano nel settore turistico è altissimo. “Il futuro è nero”, spiegano. Partite Iva, liberi professionisti, autonomi, artisti, provano a far sentire la loro voce. Hanno richieste precise. C’è chi non riaprirà, c’è chi deve fare i conti con un crollo di centinaia di migliaia di euro, chi si appresta ad aprire sapendo però che non ci saranno turisti. Yuri Carnevali racconta dell’albergo di sua moglie, messo a disposizione a marzo per gli operatori sanitari impegnati nella zona rossa. E di una seconda struttura, che ospitava il 95% di turismo tedesco e che adesso resterà vuota perchè i turisti stanno andando altrove. “Le misure del governo sono inadeguate ma anche pensate in modo errato. Noi abbiamo 3 richieste- spiega l’imprenditore – Sono richieste semplici ma immediate. Abbiamo scelto lo sciopero della fame perchè è una protesta pacifica, non ci piace urlare, vogliamo semmai essere ascoltati” GUARDA IL VIDEO DELLA DIRETTA #ASTRETTOCONTATTO (REGIA MATTEO ARRIGO)

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4 commenti

  1. non riesco a commuovermi, lo confesso, ma neanche a dispiacermi quando leggo questi articoli. Non ci riesco perché penso sempre che covid o non covid io le tasse le ho sempre pagate per intero, al contrario di molti tra quelli che si lamentano. Non ci riesco pensando ai tanti bar che frequento che per fare uno scontrino devi chiederglielo, ai ristoranti che ti portano un pezzo di carta invece della ricevuta, all’idraulico che l’altro giorno ha voluto 300 € in nero perché se no sono 400- scusi ma l’IVA sarebbe 66 €- e ma quella se la prende lo Stato che poi vuole pure pagate le tasse. Al meccanico, all’elettricista, al fruttivendolo a tutta quell’economia in nero che strozza facendo concorrenza sleale chi le tasse le paga, raddoppiandogliele.
    No non mi dispiace!

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    1. Condivido in pieno.
      Mi dispiace invece moltissimo per i loro dipendenti: quelli si che sarebbero da sostenere, per un ragionevole intervallo di tempo.
      Partite IVA ed autonomi, semplicemente, rientrano nelle logiche del mercato a cui hanno liberamente scelto di aderire tanto tempo fa: se il cliente ti sceglie guadagni, se non ti sceglie non guadagni.
      Che il cliente non ti scelga per motivi che non dipendono da te (per esempio per Covid-19) è rischio d’impresa. Tutto qui.

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  2. Parliamo di quante tasse lo stato pretende da un imprenditore. Parliamo del fatto che un imprenditore per pagare quelle tasse con precisione e senza incappare nell’ennesimo codicillo che ti fa andare in sanzione anche di diverse migliaia di euro, spesso ha bisogno di un fiscalista, un consulente aziendale, un consulente della sicurezza, un giuslavorista e spesso anche un avvocato. E tutto questo solo per pagare le tasse. Quelle tasse che servono a pagare i servizi per tutti. Anche per chi non paga e non ha mai pagato nulla, o per chi viene da un altro paese e in Italia non ha mai versato una lira di tasse, Lo stato con quelle tasse paga anche gli stipendi ai propri dipendenti che ovviamente lavorano anche per permettere al tessuto imprenditoriale di lavorare e produrre e far lavorare altre persone. Stipendi che vengono pagati anche a chi non lavora come dovrebbe, o a chi fa di tutto per mettere in difficoltà un’azienda che per esempio, non ha presentato correttamente fino all’ultimo virgola, l’ennesima sfilza di documenti e adempimenti necessari, anzi obbligatori per poter lavorare, produrre e pagare le tasse. Sono stato un poco prolisso, ma giusto per far capire con quale stato d’animo un imprenditore, o un professionista o un artigiano, paga le tasse. Abbassiamole per carità, e riduciamo la burocrazia. Facciamo in modo che sia più semplice pagare le tasse che evaderle.

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  3. Nessuno dice che lo stato spende anche miliardi di euro per astronavi e astronauti da tutti applauditi come eroi. Per trovare nuovi mondi, nuove risorse. Mentre qui i poveri mortali…

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