Perchè a Messina il 15 agosto senza la Vara non è festa... VIDEO - Tempostretto

Perchè a Messina il 15 agosto senza la Vara non è festa… VIDEO

Matteo Arrigo

Perchè a Messina il 15 agosto senza la Vara non è festa… VIDEO

domenica 15 Agosto 2021 - 07:00

"Per colpa del Covid, saremo ancora orfani di corde e virate. Anche quest’anno sarei stato... sotto la Vara con la mia videocamera"

Green pass, vaccino. “Fai la foto alle prime portate”. Tamponi. “Io il vaccino non lo faccio”. Ballo con i genitori. “Io ho fatto Astra Zeneca senza problemi”. Foto con gli amici, la hit dell’estate, “Mio cugino è entrato al ristorante senza green pass”; apri i regali, taglia la torta. Stralci di una discussione al ristorante fra fotografo e dj in una normale festa di 18 anni… al tempo del covid. Quanto sono lontani quei tempi in cui fra colleghi si parlava di ultimi modelli di fotocamere e tendenze musicali. Qualche giorno fa, in una rovente notte a ridosso di ferragosto, non potevo non notare ancora di come tutto sia stato stravolto. A margine dell’ennesimo compleanno infinito, ci siamo salutati chiedendoci cosa avremmo fatto a ferragosto: niente spiaggia, niente falò. Alcune tradizioni sono già state spente insieme ai fuochi a mare prima del covid, “Il 15 lavoro, sarò ad un battesimo” mi ha salutato Roberto, e poi ha aggiunto: “Ma solo perché non c’è la Vara, altrimenti questa festa non l’avrei presa”. Non ho più fatto in tempo a chiedergli se alla fine il vaccino lo avrebbe poi fatto o no. Quella frase che avevo appena sentito era una vera dichiarazione d’amore alla città, alla Vara, alla fede, alla tradizione, all’Assunta, all’anguria sotto l’acqua, al pranzo con il pollo, al sacchetto con la “calia”, alla virata in via I° Settembre, ai fuochi alla Madonnina. Perché ogni messinese, nessuno escluso, è stato almeno una volta coinvolto in questa festa, perché anche il meno religioso che esista in città ha scandito il suo ferragosto con il tempo della processione della Vara, che è appunto tradizione, identità popolare, vita di tutti.

“Orfani di corde, virate e… imprecazioni”

Per il secondo anno consecutivo, ancora per colpa del Covid, saremo orfani di corde, virate e imprecazioni. Anche quest’anno sarei stato in mezzo alle corde, sotto la Vara, con la mia videocamera, a filmare tirate e tiratori. Il covid purtroppo ci ha tolto la presenza ma non ci toglierà mai l’essenza del “mezz’agosto” messinese.

Tornando a casa dopo il ristorante, di notte, ho ricercato su YouTube un mio video di qualche anno fa. Una processione della Vara ormai datata, era il 2014, parliamo di un’altra era digitale e professionale, una qualità tecnica da fare rizzare i capelli a colleghi più esperti di me. Non condivido questo video certo per la qualità dunque, ma per quello che rappresenta, perché è stato il mio primo video realizzato alla vara da video operatore-giornalista. Fu il mio debutto da cronista alla festa di mezz’agosto, con il tesserino in tasca ancora senza nessuna piega.

Non sono bravo a scrivere, preferisco filmare, quindi perdonatemi le immagini, in quelle scene ci ho rivisto la dichiarazione d’amore di Roberto, di me che quel giorno ho lavorato: “Solo perché c’era la Vara”. La speranza è di riaccendere il prossimo anno la videocamera sotto la macchina votiva, in mezzo alle corde. Diciamocelo pure, ci manca la folla in via Garibaldi, ci manca anche la macchina parcheggiata a chilometri di distanza e i dibattiti su dove andare per vedere meglio i fuochi a mezzanotte. Vogliamo tornare a raccontarci di noccioline, tiratori, sudore, bancherelle e giganti, perché a Messina il ferragosto senza Vara non è festa.

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Un commento

  1. Bellissimo articolo… è vero….senza la nostra amata vara il ferragosto messinese è una festa a metà….

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