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Reggio Calabria. La diga del Menta ottiene il collaudo finale. VIDEO

Elisabetta Marcianò

Reggio Calabria. La diga del Menta ottiene il collaudo finale. VIDEO

mercoledì 21 Aprile 2021 - 07:37

"La diga del Menta, lunga 450 metri, alta 90 metri con volume di 19 milioni di metri cubi d’acqua, rientra tra le grandi opere idropotabili della Calabria."

La diga del Menta supera tutte le verifiche tecniche-funzionali disposte dalla Commissione di collaudo e ottiene, quindi, il collaudo finale dal Ministero delle Infrastrutture, della Mobilità Sostenibili. L’importante traguardo è stato celebrato, ieri, martedì 20 aprile, dai Commissari della Sorical, avvocati Mario Ferri e Cataldo Calabretta, con un evento web organizzato da Sorical, la Regione, rappresentata dall’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio, dal Ministero delle Infrastrutture Mobilità Sostenibili.

I partecipanti all’evento

Folta la delegazione istituzionale del Ministero guidata dall’ing Angela Catalano, dirigente della Direzione generale Dighe e Infrastrutture Dighe e composta dall’ing Vincenzo Chieppa -dirigente Div 4 coordinamento istruttorie progetti e vigilanza lavori; ing Francesco Santoro – dirigente divisione 5 Controllo dighe in eservizio; l’ing Calogero Morreale – dirigente
dell’ufficio tecnico Dighe di Palermo, l’ing Sergio Sicoli – responsabile Ufficio Tecnico per le Dighe sezione di Cosenza; l’ing Stefano Mazzolani – responsabile Divisione 6 Strutture e Geotecnica.

Altri partecipanti evento

La gestione della diga del Menta – sottolineato la dirigente del ministero, Angela Catalano, di recente nominata dal Governo Draghi commissario di tutti gli interventi sulle Infrastrutture idriche – è il classico esempio di come le cose debbano funzionare, gestore, ministero e mondo accademico. Bisogna raccontare quello che facciamo nel controllo delle infrastrutture”. All’iniziativa erano presenti tutti i componenti della Commissione di Collaudo, il presidente ing Mauro Franceschini e in componenti ing Paolo Croce e l’avv Massimo Pensato; il modo accademico che ha supportato Sorical nella fase di controllo e monitoraggio, i professori Giacomo Russo, associato di Ingegneria Geotecnica dell’università Federico II° di Napoli, la professoressa Manuela Cecconi Associata di Ingegneria Geotecnica dell’Università di Perugia e il prof Giancarlo Principato, già professore Associato di Costruzione di Dighe e Sistemazione Idraulico Forestali dell’Unical.

La struttura della diga

Nel corso dell’iniziativa, ricordati anche i tecnici che hanno lavorato alla diga e che non ci sono più, principalmente l’ing Domenico Barrile, dirigente della Regione Calabria, scomparso di recente, che in modo determinate ha contribuito alla realizzazione della diga. La diga del Menta, costruita in materiali sciolti, lunga 450 metri, alta 90 metri con volume di invaso di 19 milioni di metri cubi d’acqua, rientra tra le grandi opere idropotabili della Calabria. Costruita nel cuore dell’Aspromonte, in un’area incontaminata e interessata da abbondanti piogge è nata per soddisfare il fabbisogno idrico della città di Reggio Calabria.

La storia del progetto

Inserito nel piano di sviluppo infrastrutturale delle Cassa per il Mezzogiorno, l’iter per la progettazione risale al 1968, solo nel 1978 è stato presentato il progetto di massima e nel 1985 aperti i cantieri.Dopo 15 anni, nel 2000, lo sbarramento viene completato. Il cantiere per 4 mesi ogni anno viene, quindi, fermato per le impervie condizioni meteo. Nel 2006 Sorical, poi, subentra alla Regione per il completamento delle opere di derivazione, condotte e impianto di potabilizzazione. “Di questa diga sapevamo poco – ha detto l’ing Sergio De Marco – Sorical, perciò, ha raccolto e riordinato criticamente le informazioni e implementato la rete di controllo. Creando, quindi, le condizioni affinché ci fosse il riempimento del lago, prime che venissero realizzate le opere a valle, sull’utilizzo ai fini idropotabili.”

Dettagli del progetto

Solo con la costruzione della galleria di derivazione e delle opere di presa è stato possibile invasare il lago e procedere all’avvio della fase sperimentale. Nel 2017 il completamento dell’opera. A novembre 2018 l’inizio dell’utilizzo idropotabile per la città di Reggio Calabria. “La fase degli invasi sperimentali, che comunque non preclude in alcun modo la possibilità di
poter utilizzare la risorsa idrica
, – ha ricordato Andrea Fiorino, Responsabile del Settore Dighe della Sorical – prevede il riempimento dell’invaso per step successivi autorizzati man mano dal Ministero, a seguito della verifica di regolare comportamento dell’opera di sbarramento e, ovviamente, influenzato dalla quantità di piogge.”

Monitoraggio per il collaudo

Per giungere, perciò, al collaudo finale, le attività di monitoraggio sono iniziate nel 2010 con l’avvio del riempimento parziale dell’invaso. Verifiche tecniche con una centralina e successive autorizzazioni hanno consentito il raggiungimento della quota di massima regolazione, avvenuta con le
abbondanti piogge nell’autunno del 2018. “Il comportamento della diga – spiega l’ing Fiorino – è effettuato attraverso un costante monitoraggio del sistema di controllo. 65 strumenti di misura, manuali e automatici, convogliati da centraline elettroniche le cui informazioni confluiscono ad un server centrale. Ricostruzione dello sbarramento in 3D con i sensori e centraline. I dati sono, quindi, elaborati ed analizzati dai tecnici della Sorical e mensilmente trasmessi al ministero delle Infrastrutture.”

Lo studio semestrale

Ogni sei mesi, a cura del responsabile Dighe della Sorical, previa
asseverazione, la Direzione Generale Dighe del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti riceve i report di analisi. Nel 2018, si iniziativa della Sorical, la diga è stato oggetto di studio sul comportamento sismico di
12 tra le più grandi società di ingegneria società al mondo. Il 10 settembre del 2019, al Politecnico di Milano, su iniziativa di Icold, in una sezione plenaria a cura di Itcold sono illustrati alla comunità scientifica internazionale il risultati dello studio.

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