Chi ha parlato e chi ha tenuto la bocca chiusa agli interrogatori di garanzia dopo il blitz anti droga a Mangialupi
Messina – Si apre una falla nel granitico muro di cinta, fatto di omertà e di un quartiere-fortino fisicamente quasi inespugnabile nel clan di Mangialupi? La sensazione è che tanti altri equilibri potrebbero essere svelati, dopo il blitz anti droga della Polizia denominato Gerarchia e dopo gli interrogatori di garanzia effettuati ieri dalla giudice Arianna Raffa, la stessa che ha autorizzato i 14 arresti chiesti dalla Direzione distrettuale anti mafia di Messina.
Pentiti e gole profonde
Agli atti dell’indagine ci sono infatti le dichiarazioni di diversi collaboratori con la giustizia. Primo fra tutti Settimo Corritore, storico braccio destro dei vertici del gruppo che traffica droga tra Messina e la Calabria, che nel 2022 ha scelto la strada del pentimento svelando tanti retroscena negli affari delle famiglie messinesi della droga. Hanno raccontato tanti particolari delle importazioni di cocaina dal reggino anche Domenico Parisi, Giovanni Cangemi e Mario Rella. Dopo aver rilasciato una serie di dichiarazioni, Parisi non si è completamente dissociato dal gruppo, per questo è stato comunque arrestato nell’operazione Gerarchia ed è ai domiciliari. Ora è atteso per un nuovo confronto coi giudici, l’interrogatorio di garanzia che effettuerà nei prossimi giorni e in quella occasione deciderà se rispondere o tenere la bocca chiusa.
Chi ha parlato e chi no
Ma già ieri sono stati diversi gli arrestati che hanno deciso di parlare. Ha risposto alle domande della giudice per esempio Tania Turiano, zia di Santino Di Pietro, al centro degli accertamenti della Polizia con l’accusa di aver continuato a gestire i suoi traffici anche da dietro le sbarre. Proprio la zia Tania sarebbe stato il suo principale contatto con l’esterno, attraverso un telefonino a sua disposizione in cella. Le cimici della Polizia lo hanno beccato a pianificare anche la festa di compleanno della compagna attraverso quel cellulare. Ma in alcune conversazioni, secondo gli inquirenti, non parlava affatto di regali di compleanno ma di droga.
Tania, riferimento storico di Mangialupi, ha fatto delle dichiarazioni spontanee, si è difesa chiamandosi fuori dal traffico imputato al nipote, ha reso la sua versione dei fatti e si è detta innocente. Non è la sola che ha scelto di rispondere. Bocche cucite, invece, da parte di Santino Di Pietro, Salvatore Minniti, Giuseppe Fisichella e Natale Lo Duca, questi ultimi due già condannati per la gambizzazione di Marcello Nunnari sul via Europa nel 2023.
Tutti gli indagati
Dopo gli interrogatori la parola passerà probabilmente al Tribunale del Riesame, che si pronuncerà sull’ordinanza che ha portato in carcere 14 persone. I difensori, gli avvocati Giuseppe Bonavita, Tino Celi, Salvatore Silvestro, Gianmarco Silvestro e Tino Celi valuteranno nei prossimi giorni se depositare o meno appello.
Gli indagati sono invece in totale 23: Teresa Acesti, Giuseppe Astuto, Domenico Coppolino, Nunzio e Santino Di Pietro, Giuseppe Fisichella, Antonino Guerrini, Giuseppe Lo Cascio, Natale Lo Duca, Salvatore Maiorana, Giacomo Mamone, Salvatore Minniti, Davide e Domenico Parisi, Raffaele e Giorgio Raco, Filippo Raso, Alessio Romeo, Michele Sorrenti, Carmela e Tania Turiano, Massimo Famà D’Assisi. La Dda aveva chiesto l’arresto di tutti quanti, ma la giudice Raffa ne ha autorizzati soltanto 14.
