L'ex comandante della Polizia locale, scontratosi col sindaco De Luca, sceglie Saponara e si congeda con una lunga lettera aperta ai taorminesi
TAORMINA – Con una lettera aperta indirizzata alla città di Taormina e a tutti i taorminesi, l’ex comandante della Polizia Locale di Taormina, Daniele Lo Presti, attuale responsabile di Area e del Comando di Polizia Locale di Saponara, si è congedato ufficialmente dalla città del Centauro.
“Dopo un anno di servizio svolto in posizione di comando presso il Comune di Saponara, ho deciso di partecipare all’avviso di mobilità indetto dallo stesso ente – ha spiegato il commissario capo Lo Presti – su volontà dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco uscente Giuseppe Merlino che mi ha accolto, sin da subito, con rispetto e stima, assegnandomi incarichi apicali di responsabilità e consentendomi di tornare a svolgere pienamente il mio ruolo in divisa. Con questa scelta si conclude il mio rapporto di servizio con il Comune di Taormina, realtà che ha rappresentato per me un prestigio assoluto”.
Lo Presti ha ripercorso l’iter professionale che lo ha portato fino a Taormina, dove però è finito per scontrarsi con l’Amministrazione del sindaco Cateno De Luca. “Circa Vent’anni fa – ha scritto Lo Presti – ho compiuto una scelta chiara e consapevole: servire la collettività nella Polizia Locale. Ho iniziato il mio percorso professionale nella città di Milano e, alla fine del 2017, mi sono trasferito, con l’istituto della mobilità per interscambio, a Taormina. Nel 2024, tuttavia, sono venute meno le condizioni ambientali e professionali per poter proseguire serenamente il mio percorso, alla luce di valutazioni da parte dell’amministrazione comunale (che comunque ringrazio per il nulla osta definitivo) in contrasto con le mie attitudini professionali e con il mio percorso di studi”.
“Un saluto e ringraziamento particolare – continua il commissario – va ai colleghi della Polizia Locale di Taormina, ai volontari della protezione civile di radio valle Alcantara, ai dipendenti ASM , con i quali ho condiviso anni di servizio, sacrifici e importanti momenti di crescita professionale, e a tutti i dipendenti comunali per la collaborazione, il rispetto e il senso di appartenenza dimostrati nel tempo. Rivolgo inoltre un deferente saluto ai sacerdoti della Città di Taormina/Trappitello, padre Carmelo e padre Tonino, per la loro costante vicinanza alla comunità, al Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza, dott. Maurizio Lento, per la leale e proficua collaborazione istituzionale nonché punto di riferimento per l’intero comprensorio, e ai rappresentanti locali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera che si sono succeduti nel tempo”.
“Rivolgo infine un sentito ringraziamento alla stampa locale, che con puntualità, correttezza e professionalità ha sempre dato adeguata visibilità alle attività e alle azioni del Comando da me diretto, svolgendo un ruolo fondamentale nel garantire una comunicazione trasparente al servizio dei cittadini. Porterò con me un importante bagaglio umano e professionale maturato in questi anni e ritengo, al tempo stesso, di aver dimostrato sempre un forte attaccamento al territorio e al servizio.
Nel corso della mia attività non ho mai esitato, quando necessario, a mettere a rischio la mia stessa incolumità per tutelare la sicurezza dei cittadini. Tra i tanti episodi vissuti, desidero ricordare l’indagine svolta nell’immediatezza dei fatti nel maggio 2018 che ha poi portato all’arresto dell’aggressore dell’ispettore capo Cacopardo e quello del settembre 2021, quando, pur essendo libero dal servizio, non esitai da solo ad intervenire prontamente per inseguire e fermare tre soggetti pluripregiudicati responsabili di una rapina nel centro cittadino, riuscendo a bloccarli e a trarli in arresto in flagranza di reato”.
“Il mio percorso professionale, tuttavia, non si ferma qui: guardo al futuro con entusiasmo e determinazione, puntando a raggiungere livelli sempre più alti di responsabilità e impegno al servizio della comunità. Concludo rivolgendo alla Città di Taormina e a tutti i taorminesi, che in più occasioni mi hanno dimostrato stima e apprezzamento personale, i miei più sinceri auguri per un futuro di crescita, sicurezza e serenità”, conclude l’ex comandante della Polizia locale taorminese.

RICORDIAMO COSA VOLEVA FARE DE LUCA CON IL COMANDANTE DANILO LO PRESTI… TOGLIERGLI LA DIVISA E METTERLO NEL SETTORE AMMINISTRATIVO😳 …..A CHI HA LA PROFESSIONE GLIELA LEVA E A CHI NON CE L HA GLIELA DA 😖😤….SEMPRE A DECIDERE LUI ARBITRARIAMENTE DEL LAVORO ALTRUI…..LO HA FATTO CON IL COMANDANTE FERLISI LICENZIANDOLO E POI REINTEGRATO GIUSTAMENTE DAL GIUDICE,LO HA FATTO CON GLI AUTISTI MANDANDOLI IN PREPENSIONAMENTO FORZATO,LO HA FATTO CON UFFICI AL COMUNE FACENDO PERDERE LAVORO,HA TOLTO COOPERATIVE PER I SERVIZI SOCIALI E DI CONSEGUENZA POSTI DI LAVORO PER CREARE LA MESSINA SOCIAL CITY E METTERE CHI HA VOLUTO LUI….NE HA FATTO DI COSE SBAGLIATE CHE NON SI DOVEVA ASSOLUTAMENTE PERMETTERE DI FARE EPPURE MENZIONA SOLO MIRABOLANTI IMPRESE…..UN SIGNORE DANILO LO PRESTI NEL NON RISPONDERE PER LE RIME PER IL TORTO SUBITO E CHE SCATENÒ ALL’ EPOCA L’ INDIGNAZIONE DI 100 COMANDANTI CONTRO LA DECISIONE ARBITRARIA DI CATENO DE LUCA .
A Messina nel 2021 ha tolto la divisa a diciotto vigili e li ha ridotti ai ranghi civili contro la loro volontà. Su questo non si è indignato nessuno. 18 persone costrette a cambiare mestiere, che non hanno avuto la possibilità, che fortunatamente ha avuto Lo Presti, di potersi affrancare. Un sacrificio silenzioso, un’ ingiustizia muta come tante altre se ne sono consumate tra le mura di Palazzo Zanca.
Direttore generale Città Metropolitana: fra 170.000 e 183.000 euro annui per indennità di carica e altre retribuzioni legate alle funzioni da espletare, che prevedono anche “premi di produttività”;
Direttore generale Comune di Messina: 120.000 euro all’anno circa, più altre retribuzioni legate alle diverse funzioni attribuite;
Segretaria generale della Città Metropolitana e del Comune di Messina: per il doppio incarico circa 140.000 euro all’anno per le varie funzioni aggiuntive attribuite per i due enti locali;
Sindaco di Messina: 168.000 euro nel 2024;
Vicesindaco di Messina: 128.000 euro annui per il 2024;
Assessori comunali (nove componenti la giunta) e Presidente del Consiglio comunale: il massimo previsto dalle tabelle, 9.300 euro mensili e 116.000 euro nel 2024.
Presidenti società partecipate: 30.000 euro all’anno; componenti Cda delle società partecipate: 25.000 euro all’anno, dati risalenti al 2022, tranne che non ci siano stati recentemente ulteriori aumenti per gli amministratori delle sei società partecipate comunali. Sono i parametri più alti possibili, come se Messina fosse una metropoli quale Roma o Milano. E con quali risultati? Messina città e provincia in fondo a tutte le varie classifiche relative agli indicatori di settore, compreso l’ultimo report del “Sole 24 Ore”. Uno schiaffo a tutte quelle fasce di popolazione o categorie sociali che non riescono ad arrivare a fine mese, che sono costrette a ricorrere alle mense di carità, che non hanno un tetto sotto cui vivere, che sono disoccupate, che non avranno regali a Natale, e sempre più gente sarà costretta a ricorrere agli enti di beneficenza perché facente parte della fascia dei “nuovi poveri”. QUINDI, CARO LO PRESTI, LA DIGNITà IN QUESTO CASO PAGA E CONSENTE DI CAMMINARE A TESTA ALTA E NON è POCO.