Giovedì 19 marzo il seminario universitario all'Accademia peloritana dei Pericolanti
Messina – Mentre l’intelligenza artificiale si fa strada, si espandono le esigenze di tutela di privacy e identità, i cui contorni si ampliano nel cyberspazio. Nascono così i neurodiritti. Ma ne avevamo davvero bisogno?
Il seminario di studi

E’ la domanda che si pone il seminario di studi in programma giovedì 19 marzo alle 15.30 all’Accademia peloritana dei Pericolanti – piazza Pugliatti 1 – organizzato dal Centro universitario studi di bioetica di UniMe e l’Istituto italiano di bioetica. Al tavolo ci saranno Luca Valera, direttore del Dipartimento di filosofia dell’Università di Valladolid, Marianna Gensabella, presidente della sezione Messina dell’Istituto di bioetica e Stefano Agosta, presidente del Centro studi UniMe. A coordinare i lavori, che si muoveranno tra filosofia ed etica, sarà Maria Laura Giacobello, associata di filosofia morale al Dicam di Unime.
Tra filosofia e diritto
La discussione sui neuro diritti è iniziata da qualche anno in ambiente scientifico e giuridico e mira a valutare la possibilità di esplicitare strumenti di tutela di concetti come l’identità personale, la privacy mentale e la parità di accesso a tecnologie sempre più raffinate, come le interfacce cervello-computer, che promettono interessanti applicazioni in campo medico ma che alimentano timori di vario genere.
