Festeggia 13 anni al Policlinico di Messina dopo essere stata salvata da polmonite necrotizzante

Festeggia 13 anni al Policlinico di Messina dopo essere stata salvata da polmonite necrotizzante

Redazione

Festeggia 13 anni al Policlinico di Messina dopo essere stata salvata da polmonite necrotizzante

martedì 30 Giugno 2026 - 13:38

La piccola ora è fuori pericolo e sarà dimessa nei prossimi giorni

MESSINA – È fuori pericolo la ragazzina di 13 anni che ad aprile scorso ha rischiato di morire per un batterio che le aveva danneggiato gravemente i polmoni.

La piccola si trova ancora ricoverata nella Terapia Intensiva Pediatrica dell’Unità Operativa Complessa di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, guidata dalla professoressa Eloisa Gitto, ma nei prossimi giorni sarà dimessa per proseguire con un percorso di riabilitazione.

Una degenza lunga scandita da momenti complessi, ma durante la quale la mamma e alcuni familiari – tutti residenti fuori regione – le sono rimasti sempre vicino grazie agli alloggi presenti all’interno del padiglione NI gestiti dall’Associazione “Il Bucaneve”. E proprio qui venerdì 26 giugno la famiglia, insieme a tutta l’équipé medica che l’ha avuta in cura, ha organizzato una festa a sorpresa per celebrare i suoi 13 anni. Un compleanno speciale e ancor più significativo per la battaglia affrontata; un momento di allegria e spensieratezza che testimonia al tempo stesso il valore di una struttura ospedaliera che può ospitare anche le famiglie, offrendo quell’apporto di umanizzazione che è parte integrante delle cure.

“Un’occasione – ha sottolineato la direttrice amministrativa Elvira Amata – per celebrare la vita e la tenacia di questa nostra piccola paziente che in questi mesi ha stupito tutti per la sua forza. L’augurio è quello di poter presto tornare alla vita di ogni giorno, scandita dagli affetti e dalle sue passioni, come quella della danza. Un pensiero lo rivolgo anche alla sua mamma che, con fiducia e fede, ha scelto di affidarsi alle cure dei nostri professionisti dosando sempre coraggio e amore”.

In occasione della festa la famiglia ha voluto condividere un ringraziamento: “Troppo spesso sentiamo parlare delle difficoltà della sanità, ma oggi sentiamo il dovere di testimoniare che esistono realtà che rappresentano una vera eccellenza. Il Policlinico di Messina e il Ccpm di Taormina hanno dimostrato che la sanità siciliana è fatta anche di grandi professionisti e di persone dal cuore immenso, che ogni giorno combattono per restituire speranza alle famiglie. A tutti voi che avete lottato insieme a noi e che avete riportato il sorriso nei nostri cuori, diciamo semplicemente grazie. La vostra professionalità, la vostra umanità e il vostro amore per questo lavoro resteranno per sempre impressi nella nostra memoria.

Un pensiero colmo di affetto e gratitudine desideriamo rivolgerlo anche all’Associazione “Il Bucaneve”, che durante la lunga degenza ci ha accolti e sostenuti facendoci sentire come una grande famiglia. Per chi è costretto a vivere lontano da casa, affrontando giorni carichi di paura e incertezza, trovare un luogo fatto di solidarietà e calore umano è un dono prezioso. Un ringraziamento speciale va alla signora Letizia, una donna straordinaria, dalla storia intensa e commovente, che attraverso la condivisione delle sue esperienze ci ha trasmesso forza, speranza e coraggio, insegnandoci che anche nei momenti più difficili non bisogna mai smettere di credere nella vita”.

Un percorso clinico complesso, quello di questa giovane paziente, che ha visto in campo più professionisti e più strutture sia del policlinico universitario, come la chirurgia vascolare diretta dal prof. Filippo Benedetto e l’Otorinolaringoiatria guidata dal prof. Francesco Galletti; sia esterne come la Cardiochirurgia del Ccpm di Taormina, diretta dal dottor Sasha Agati. Nelle prime fasi significativo il ruolo della Microbiologia Clinica del Policlinico di Messina, diretta dal prof. Giuseppe Mancuso, che in sinergia con la professoresa Stefania Stefani, del Policlinico di Catania – ha reso possibile una diagnosi precisa con la possibilità di iniziare una terapia mirata nel più breve tempo possibile.

La ragazzina era giunta in condizioni gravissime a causa di uno choc settico. Nonostante il tempestivo trattamento intensivo, che ha consentito di stabilizzare il quadro infettivo ed emodinamico, l’evoluzione clinica è stata complicata dallo sviluppo di gravi lesioni polmonari. Di fronte a un quadro clinico così complesso e in rapida evoluzione, il team dell’Unità di Patologia e Tin, in sinergia con la Cardiochirurgia del Ccpm di Taormina, ha scelto di dare una chance di vita e l’unica opzione terapeutica percorribile è stata individuata nella circolazione extracorporea (Ecmo). La paziente, una volta migliorata, è poi ritornata all’ospedale universitario di Messina dove ha proseguito le cure.

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