L'inaugurazione con il ministro Giuli: "Trabocchiamo di vita, luce e creatività. E il maestro Pizzi Cannella è qui a ricordarcelo"
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Fontana Ferma, inaugurata l’opera d’arte all’interno del nuovo parco urbano in Fiera. Quattro vasi neri d’arte contemporanea in mezzo al verde del prato. Il gruppo scultoreo del maestro Piero Pizzi Cannella unisce le due sponde dello Stretto: una fontana ferma a Messina, nel nuovo lungomare appunto, e un’altra gemella a Reggio Calabria. Entrambe inaugurate oggi, 2 luglio, dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.

“Fontana solo apparentemente ferma, è più viva che mai”
A presentare l’opera non c’era l’artista ma il figlio, l’attore Arturo Pizzi Cannella. “Questa fontana è apparentemente ferma, ma in realtà è viva più che mai e interagisce cono ogni luogo in cui si trova, e lo riempie e lo vive”, ha detto. Alla sua voce è stata affidata la lettera scritta dall’artista.

“I vasi della fontana sono tornati a casa”
“La fontana è ferma, è silenziosa. Il suo silenzio è un punto raggiunto, l’acqua lo riempie e mai si allontana da lei. La fontana non è sola, entra in contatto con ciò che la circonda e diventa complice con il tempo, con la storia, con lo spazio. Ogni lieve spostamento cambia la sua ragione di esistere, io posso solo intervenire come a scacchi, suggendone varianti pronte a determinare finali di partita inesistenti prima”, ecco le parole del maestro Pizza Cannella. E conclude con un post scriptum: “Credo che i vasi della Fontana Ferma siano tornati a casa”.

L’opera inaugurata dal ministro Giuli
A scoprire l’opera insieme ad Arturo Pizzi Cannella c’era il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ecco un suo commento pochi istanti dopo: “La prima sensazione è di una grandissima ispirazione, di qualcosa che trabocca di vita, di luce e di creatività e il maestro è qui per ricordarcelo”, conclude Giuli.
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Di fermo, per ora, c’è solo quello che il Ministro ha lasciato in dote al termine della gita peloritana: l’inaugurazione di una bellissima fontana, ferma. Rigorosamente senz’acqua, in perfetta, macabra e quasi poetica coerenza con la condizione di una città perennemente a secco. Ciliegina sulla torta: l’opera è di fattura romana (dell’artista Piero Pizzi Cannella). Perché evidentemente, in tutta Messina, di artisti capaci di scolpire una fontana, magari non asciutta, vista la crisi idrica, non se ne trovavano.
P.S. A presidio di chiarezza: l’area chiamata “Agorà dello Stretto” è il risultato concreto (anche se non condivisibile fino in fondo) per il quale i messinesi devono ringraziare l’Autorità di Sistema dello Stretto. Il Comune non c’entra.