La città colpita dal terremoto del 1908 non poteva restare indifferente, come si sta muovendo la solidarietà
Messina e Caracas. Due città unite da un terremoto che ha devastato entrambe. E’ una ferita che conosce bene, Messina, quella della devastazione provocata da una terribile scossa. E’ arrivata presto quindi la voglia di aiutare i venezuelani colpiti dal disastro. Così da Messina si è mossa una imponente raccolta di donazioni: abiti, cibi e medicinali, destinati ai tanti sfollati e feriti di Caracas e le altre città demolite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. Ad oggi i morti censiti in Venezuela sono oltre 2600 e si scava ancora tra le macerie. Tra loro ci sono anche i siciliani Francesca Mannino, di Balestrate, e Giovanni Colaianni di Calascibetta.
La solidarietà corre sul web
A muoversi immediatamente, con un pacco già spedito ed altri che partiranno a breve, è stato il gruppo delle volontarie che gestisce “Te lo dono con il ❤️”, il gruppo Facebook che aiuta soprattutto le mamme in difficoltà. Tra loro c’è infatti Rosa Romero. Di origini venezuelane, Rosa è sposata con un italiano (nella foto il giorno delle nozze) e abita a Messina da tre anni. Tutta la sua famiglia, compresi i suoi due figli grandi, sono rimasti in Venezuela. “Nessuno di loro abita nelle zone danneggiate e per fortuna sono tutti salvi – racconta – mio figlio abita però poco lontano da uno dei principali centri colpiti e la voglia di aiutare, di fare qualcosa, è sorta immediatamente. Nel mio paese ero assistente sociale e quando mi sono trasferita qui ho continuato nel cercare di aiutare. Sono entrata nel gruppo “Te lo dono con il cuore” con questo spirito e già da mesi, da prima del terremoto, molti degli abiti che raccoglievo, donati da chi non li usava più, sono arrivati in Venezuela a chi più ne aveva bisogno. Subito dopo il terremoto, abbiamo lanciato l’appello ad una raccolta specifica e abbiamo già raccolto davvero tanto. Adesso servono soprattutto cibo e medicine”.
Da Facebook all’aiuto concreto
Il primo grosso pacco per il Venezuela è partito. A farsi carico delle spese, 15 euro a chilo, è proprio Rosa, che ora attende di avere anche il denaro a disposizione per programmare le prossime spedizioni. “Ho pensato tante volte di tornare lì per aiutare, ma sono convinta che da qui posso essere ancora più utile al mio paese. Lì c’è mio figlio che aiuta nei soccorsi, mi racconta quello che accade. Purtroppo non tutti sono stati aiutati, c’è ancora tanta gente che è senza aiuto, senza sostegno, che è rimasta senza nulla e ha perso tutto e tutti, non si fa abbastanza per loro”.
Messina, in tempo di pandemia la beneficienza corre sui social

