Le cavalcate con Twister, le risate in scuderia, le prove a scuola affrontate mano nella mano con le amiche. Ecco chi era Giulia Scimone
Di Alessandra Serio e Simone Milioti
Messina – E’ un bagno di folla che accoglie sulla piazza il feretro candido di Giulia Scimone, alla fine delle esequie in Duomo, mentre gli altoparlanti intonavano la canzone “Dedicato a te – immensamente Giulia” de Le Vibrazioni. In silenzio sommesso, grandi e piccoli si sono stretti intorno ai familiari abbracciati, i giovanissimi compagni della sedicenne, lo striscione con su scritto “Giulia vive x sempre”, le amiche che reggevano la stampa su telo dell’immagine in cui Giulia sorride dietro le spalle l’azzurro del mare e del cielo, il fondo alla quale è stata strappata troppo presto. Poi gli applausi ad accompagnare lo strazio di mamma e papà che poggiano il feretro in macchina, si avvicina anche il fratellino, mentre in aria si liberano palloncini bianchi e rosa.
I genitori: “Non deve più accadere”

Papà Nuccio, mamma Tiziana e il fratellino Francesco chiedono rispetto per il loro lutto, non ce la fanno a parlare e il loro ringraziamento viene letto all’altare: “E’ un momento duro e doloroso. Ce la faremo grazie a tutti, ricordate che con l’amore tutto questo non deve accadere più”.
Le cavalcate col suo Twister

Poco prima erano state le sue compagne di equitazione a ricordare la sedicenne vittima del tragico incidente in via Circuito: “Cara Giulia non avremmo mai immaginato di salutarti così e facciamo fatica a crederci, in scuderia mancherà la tua risata contagiosa e la tua presenza rendeva tutto più vivo. Ad equitazione ti sentivi libera e mettevi tutta te stessa, con Twister avete affrontato tante sfide e ti ha insegnato tanto. Ogni volta che sentiremo una risata tra i box o ci rialzeremo dopo la caduta ci sarà qualcosa di te, tanta luce non se ne va davvero”.
Le compagne di scuola

“Cara Giulia – dice la compagna di scuola Arianna – non avrei mai immaginato di dover scrivere una lettera come questa. La tua vita è stata sbalzata via così davanti ai miei occhi, vorrei aver voluto uscire qualche secondo dopo da quel locale, mi restano i ricordi delle interrogazioni insieme tenendoci la mano. Voglio tornare ai pigiama party e mi resta il suono della tua voce, mi manchi ogni giorno, grazie per essere stata la mia migliore amica. Porterò sempre qualcosa in te, hai lasciato un segno importante. Ti voglio bene oggi domani e per sempre”.
Il ricordo della professoressa
La sua professoressa di italiano, commossa come tutti dentro il Duomo, ha detto rivolta più ai compagni: “Cara Giulia, professori e compagni ti danno l’ultimo saluto ed è uno strazio essere presenti qui, dobbiamo accettare il dolore e la strada che sarà durissima. Sarà dura vedere il banco vuoto e sentire il silenzio. La tua tragica scomparsa deve diventare monito, il sacrificio della tua giovane vita deve farci crescere nella responsabilità e cautela nelle strade. Deve essere anche compito nostro di insegnanti nell’educare i giovani. Il mio pensiero va ai tuoi coetanei che si avvicinano per la prima volta alla perdita, noi continueremo a volerti bene da quaggiù e tu sarai a proteggerci da lassù. Ciao Giulia”.








