Dalla birra e dagli scarti agroalimentari alla plastica bio, s'inaugura il Polo olivettiano

Dalla birra e dagli scarti agroalimentari alla plastica bio, s’inaugura il Polo olivettiano

Redazione

Dalla birra e dagli scarti agroalimentari alla plastica bio, s’inaugura il Polo olivettiano

martedì 07 Luglio 2026 - 10:30

Nei capannoni dell'ex zona artigianale di Roccavaldina, iniziativa della Fondazione Messina. "Zero impatto ambientale e forte impatto produttivo e sociale"

ROCCAVALDINA – Bioplastiche, produzione, ricerca, occupazione, formazione, educazione, arte e co-working per rilanciare un’area interna soggetta a spopolamento e con ridotte opportunità di occupazione. “Dalla birra e dagli scarti agroalimentari alla plastica bio: zero impatto ambientale e forte impatto produttivo e sociale”. Così viene presentato il Polo olivettiano a Roccavaldina.

Polo olivettiano a Roccavaldina
Polo olivettiano a Roccavaldina

Venerdì 10 luglio dalle 17, nell’area artigianale trasformata, la Fondazione Messina inaugurerà il Polo olivettiano (dal nome di Adriano Olivetti e del suo modello socio-imprenditoriale), realizzato in partnership con l’ente locale, con numerose realtà dell’economia sociale e solidale locali, nazionali e internazionali e con importanti istituzioni della ricerca scientifica.

Laboratori educativi Life Restart EDU  finanziati da Enel Cuore

“Nei capannoni dell’ex zona artigianale alla periferia di questa area interna del Messinese, la Fondazione Messina ha infatti promosso un sistema socio-economico che ruota attorno a un Polo di produzione, ricerca, formazione, sede di co-working e di laboratori educativi, per una metamorfosi territoriale che punta alla giustizia sociale e ambientale. Perché si può fare impresa, comunità e rigenerazione urbana all’insegna dell’economia circolare e di uno sviluppo sostenibile e solidale per le persone e per i territori”, viene sottolineato in una nota.

«È un’esperienza innovativa dal carattere olistico – sottolinea Gaetano Giunta, presidente della Fondazione Messina – esplicitamente ispirata ad approcci di complessità. Esperienza che dimostra come si possa fare economia interconnessa a più complessivi processi di sviluppo umano e come si possano elaborare e sperimentare teorie economiche capaci di porre quali vincoli esterni alle logiche mainstream di massimizzazione del profitto, la progressiva espansione delle libertà delle persone più fragili, la costruzione di capitale sociale, la sostenibilità ambientale e la ricostruzione di bellezza».

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