"Salviamo la costa messinese", associazioni ed esperti dicono no al Pudm

“Salviamo la costa messinese”, associazioni ed esperti dicono no al Pudm

Redazione

“Salviamo la costa messinese”, associazioni ed esperti dicono no al Pudm

giovedì 09 Luglio 2026 - 07:34

Annunciato "un fronte comune di organizzazioni ambientaliste e scienziati per fermare l'attuale Piano di utilizzo del demanio marittimo a Messina"

MESSINA – Legambiente e altre organizzazioni bocciano il Pudm, Piano di utilizzo del demanio marittimo del Comune di Messina. “Un fronte comune di associazioni e scienziati per fermare il Piano e avviare un percorso alternativo”. E sono state depositate tre osservazioni a tutela del litorale, rivolgendosi all’autorità procedente, il Comune, e all’autorità competente, la Regione siciliana. Ieri a Palazzo Zanca sono stati illustrati i rilievi critici: “Cartografie approssimative, violati i vincoli dei 150 metri e dimenticata la biodiversità. Pronti a scrivere un piano alternativo basato sulla natura e sulla bellezza. No allo sfruttamento economico selvaggio”.

In occasione delle iniziative che precedono l’arrivo della  Goletta Verde, che approderà in Sicilia dal 14 al 18 luglio, la conferenza stampa promossa dal cartello delle associazioni ambientaliste, con il contributo del mondo della ricerca scientifica, è servita per illustrare le osservazioni congiunte depositate.

All’incontro hanno preso parte figure chiave dell’ambientalismo e della scienza del territorio: Daniele Ialacqua (Circolo Legambiente Messina), l’avvocata Aurora Notarianni (in rappresentanza di Wwf, Greenpeace, Lipu e Man), Gianni Mento (ambientalista storico dell’associazione “Il Gabbiano”) e Salvatore Granata (Osservatorio sull’erosione delle spiagge della provincia di Messina). Fondamentale il contributo scientifico del professore Giovanni Randazzo (presidente del Gnrac – Gruppo nazionale per la Ricerca ambientale costiera) e del professore Alessandro Crisafulli (botanico e ricercatore dell’Università di Messina).

Tre osservazioni per salvare la costa

Sono tre i pacchetti di osservazioni formali presentati per smontare l’attuale impianto del piano comunale:

1.           La prima siglata da Legambiente Messina, “forte del rigoroso contributo scientifico dei professori Randazzo e Crisafulli”;

2.           La seconda presentata dal nucleo storico delle grandi sigle nazionali: Wwf, Greenpeace, Lipu e Man;

3.           La terza avanzata dall’associazione ambientalista territoriale “Il Gabbiano”.

“Serve una pianificazione ecologica, non un catalogo di offerte ai privati”

Il messaggio emerso è netto: “Il Pudm non può e non deve ridursi a un mero strumento di regolazione geometrica degli spazi da dare in concessione per fini economici. Al contrario, ha il dovere di pianificare il delicato e fragile rapporto tra l’ambiente marino, le spiagge, la terraferma e le comunità residenti, traguardando la tutela della risorsa e della biodiversità nell’interesse delle attuali e delle future generazioni. Purtroppo l’approccio del Pudm di Messina è totalmente improntato allo sfruttamento economico selvaggio. Il piano ignora l’inestimabile patrimonio di biodiversità e di bellezza paesaggistica dello Stretto, dettagliatamente illustrato durante la conferenza dalle slide botaniche del professore Crisafulli”.

Le associazioni hanno evidenziato che l’attuale proposta:

•              “Contiene previsioni in palese incompatibilità con il Piano paesaggistico regionale e con habitat di rilievo europeo;

• Viola la normativa regionale (L.R. 78/76) che impone il vincolo di inedificabilità assoluta e vieta impianti non amovibili a meno di 150 metri dalla battigia;

•              Si sovrappone pericolosamente, depotenziandoli, ai valori e ai vincoli già tutelati all’interno della Riserva naturale di Capo Peloro;

•              Non tiene in alcun conto la reale evoluzione dinamica delle spiagge e si basa su cartografie incerte e approssimative che “cancellano” i siti di interesse naturale: su oltre 60 chilometri di costa messinese, il piano censisce infatti un solo sito naturale di appena poche centinaia di metri”.

La richiesta: “Fermare il Piano e avviare un percorso alternativo”

La richiesta formale all’amministrazione comunale è quella di “fermare immediatamente l’iter di questo Piano e avviarne una totale riscrittura basata su studi scientifici aggiornati, consultando realmente le espressioni e le competenze della società civile messinese”.

Nelle prossime settimane verranno avviate iniziative pubbliche di approfondimento aperte alla cittadinanza. Nel frattempo, le associazioni presenti ieri mattina hanno siglato un patto d’azione: si riuniranno stabilmente in un tavolo tecnico permanente per elaborare una proposta di Pudm alternativa. “Un contro-piano partecipato che metta al primo posto la natura, l’ecologia e la bellezza della costa messinese”.

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