Zafferia, giardini pubblici dimenticati tra erba alta e rifiuti

Zafferia, giardini pubblici dimenticati tra erba alta e rifiuti

Autore Esterno

Zafferia, giardini pubblici dimenticati tra erba alta e rifiuti

giovedì 09 Luglio 2026 - 08:40

Tra giochi transennati e degrado, via dell'Anno Santo e via Nicola Giordano meritano maggiore attenzione a Messina

MESSINA – A Zafferia, quartiere della zona sud di Messina, basta fare due passi per capire che qualcosa non funziona nella cura del verde pubblico. In via dell’Anno Santo e in via Nicola Giordano ci sono due piccoli giardini comunali che dovrebbero essere il cuore verde del quartiere, un posto dove i bambini giocano e i genitori si siedono a chiacchierare. Le foto raccontano invece un’altra storia: erba che nessuno taglia da mesi, altalene e scivoli sommersi dalle sterpaglie, rifiuti lasciati sotto gli alberi e persino giochi transennati con nastro da cantiere perché ormai pericolanti.

Via Anno Santo, a Zafferia giardini pubblici dimenticati

Il parco giochi di via dell’Anno Santo doveva essere uno spazio a misura di bambino, con altalena, scivolo e panchine per i genitori. Oggi è quasi irriconoscibile. L’erba secca arriva a superare il metro di altezza e nasconde quasi del tutto l’altalena: il seggiolino spunta a fatica tra le spighe, mentre il tappeto antitrauma in gomma è invaso dalle erbacce che crescono nelle fessure. Lo scivolo rosso resta strutturalmente in piedi, ma raggiungerlo tra i rovi non è semplice.

Via N. Giordano, a Zafferia giardini pubblici dimenticati

Le panchine in cemento, addossate a un muro con un murale marino ormai scolorito, sono quasi inghiottite dai rampicanti. Nell’erba giacciono copertoni abbandonati, usati un tempo forse come fioriere, e un lampione con la calotta rotta racconta che il degrado riguarda anche l’illuminazione. Tra la vegetazione spuntano sacchetti di plastica e altri rifiuti dimenticati.

A pochi passi, il giardino di via Nicola Giordano è più esteso e alberato, ma soffre delle stesse ferite. Ai lati dei vialetti presenti cumuli di erba secca, segno di uno sfalcio fatto ma mai completato con la raccolta del materiale tagliato.

Le foto scattate più di recente in quest’area mostrano un dettaglio che colpisce ancora di più: la struttura in legno di un’altalena, ormai priva dei seggiolini e delle catene, è stata completamente avvolta da nastro segnaletico bianco e rosso e bianco e arancione, lo stesso usato per delimitare i cantieri. È il segno che qualcuno ha riconosciuto il gioco come pericolante o non sicuro, ma si è fermato lì: ha transennato senza poi ripristinare o rimuovere la struttura. Il risultato è uno scheletro di legno isolato al centro di uno spiazzo in cemento. Poco distante, alcune biciclette parcheggiate testimoniano che, nonostante tutto, l’area continua a essere frequentata da bambini e famiglie.

Zafferia chiede da tempo una manutenzione vera e continuativa

Sotto gli alberi, ai piedi del muro di cinta, si notano poi un sacchetto di rifiuti rosa abbandonato, una lattina vuota e altri piccoli detriti sparsi tra l’erba secca: segno che, oltre alla manutenzione del verde, manca anche un servizio regolare di pulizia e raccolta dei rifiuti in questa porzione del giardino.

In entrambi i giardini l’erba alta e secca, con l’arrivo dell’estate, è anche un rischio concreto di incendio. Può nascondere ostacoli o rifiuti taglienti, un pericolo in più dove ci sono giochi per bambini. E un’altalena transennata da mesi, invece di essere riparata o rimossa, resta lì a ricordare a chi passa che qualcosa è stato notato, ma nessuno se n’è più occupato.

Chi vive a Zafferia chiede da tempo una manutenzione vera e continuativa per entrambe le aree: tagliare l’erba e portare via il materiale di risulta, ripulire da rifiuti e copertoni abbandonati, sistemare l’illuminazione e, soprattutto, decidere finalmente cosa fare dei giochi rotti o pericolanti – ripararli o toglierli del tutto, invece di lasciarli lì transennati e dimenticati. Interventi semplici, che restituirebbero ai due giardinetti la funzione per cui sono nati: essere un punto di ritrovo per le famiglie del quartiere, e non l’ennesimo simbolo di incuria nelle periferie della città.

Tito Lanciano

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