I consiglieri d'opposizione si appellano al Regolamento sul decentramento e chiedono l'intervento delle istituzioni. "La vicepresidenza spetta alle minoranze"
MESSINA – “In base al regolamento sul decentramento amministrativo, il ruolo di vicepresidente e del vicario del Consiglio spetta alle opposizioni a garanzia delle minoranze”. I consiglieri dell’opposizione della VII Municipalità contestano l’elezione alla carica di vicepresidente del consigliere Francesco Perrone, appartenente al gruppo “Caprì Presidente”, nell’area di Sud chiama Nord.
Giovanni Francesco Russo (capogruppo Rete dei Casali), Francesco Pagano (capogruppo gruppo misto), Giuseppe La Scala (capogruppo Grande Sicilia) e Santi Previti (capogruppo Pagano Presidente), del centrodestra, hanno scritto alla segretaria generale del Comune di Messina Rossana Carrubba, all’assessore ai Rapporti con le municipalità Antonino Carreri, e per conoscenza al sindaco Federico Basile, all’assessora regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica Elisa Maria Lucia Ingala e al presidente della VII Circoscrizione Antonino Caprì. E mettono in discussione la regolarità della seduta consiliare del 10 luglio.
La loro è una richiesta di parere e di attivazione delle procedure di autotutela. E ritengono che sia stato violato l’articolo 9 del Regolamento sul decentramento amministrativo, il cui comma 4 “dispone testualmente”: “Nell’elezione del vicepresidente e del vicario il Consiglio, a garanzia delle minoranze, attribuisce all’opposizione le funzioni di vicepresidente e di vicario”.
“Vicepresidente e vicario spettano alle opposizioni, il regolamento è chiaro”
Sostengono i consiglieri d’opposizione: “La disposizione regolamentare appare inequivoca nel riservare entrambe le cariche ai rappresentanti dei gruppi consiliari di opposizione, quale presidio del principio di tutela delle minoranze e di equilibrio istituzionale all’interno dell’Ufficio di presidenza”.
“Nel corso della seduta, il primo firmatario della presente, Giovanni Francesco Russo, ha tempestivamente eccepito l’illegittimità della procedura, evidenziando il contrasto tra l’esito della votazione e la previsione regolamentare. È stato pertanto richiesto al presidente del Consiglio della VII Municipalità di sospendere la procedura al fine di consentire un approfondimento della questione, anche mediante lettura e interpretazione della disposizione regolamentare da parte del segretario verbalizzante, nell’interesse esclusivo della regolarità degli atti. Tale richiesta non è stata accolta. Il presidente ha infatti ritenuto di validare le operazioni di voto senza consentire al segretario verbalizzante di esprimersi sulla questione sollevata, né ha accolto la successiva richiesta di porre ai voti del Consiglio la proposta di sospensione finalizzata all’approfondimento interpretativo del Regolamento”.
Continuano i consiglieri d’opposizione: “Questa decisione ha impedito al Consiglio di pronunciarsi su una questione pregiudiziale concernente la corretta applicazione delle norme regolamentari, comprimendo le prerogative dei consiglieri di minoranza e incidendo sul corretto svolgimento dei lavori d’aula. A supporto di quanto rappresentato, si evidenzia che può costituire elemento istruttorio rilevante anche il verbale della seduta consiliare, una volta approvato, dal quale emergeranno le eccezioni formulate dai consiglieri di minoranza e le determinazioni assunte dalla presidenza nel corso dei lavori”.
Ora i consiglieri chiedono alla segretaria generale e ai rappresentanti delle istituzioni, “a ciascuno per quanto di rispettiva competenza, di voler esprimere un parere in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 9 del Regolamento sul decentramento amministrativo”.
Sud chiama Nord asso piglia tutto anche nelle vicepresidenze
Il tema di una vicepresidenza da assegnare alle opposizioni riguarda pure il Consiglio comunale, dove (tra le polemiche) ancora deve essere eletto un secondo vicepresidente. Sud chiama Nord, forte della sua maggioranza, continuerà a fare da asso piglia tutto? La tendenza sembra questa.

