Caminiti, il rup Currò e il presidente della circoscrizione Cardile in commissione per spiegare cosa si sta facendo: "Ma queste non sono piogge normali"
MESSINA – I violenti temporali che hanno colpito Messina la scorsa settimana hanno causato non pochi disagi ad abitanti e automobilisti. Tra le zone più interessate c’è stata, ancora una volta, Ganzirri, dove la strada si è allagata in pochi minuti. Un problema che si ripropone ogni inverno che si potrebbe risolvere con il completamento dei lavori attualmente in corso. Si tratta del primo stralcio di un progetto che interesserà tutto il lago grande, come è stato spiegato in prima commissione consiliare. Il presidente Calogero Brancatelli ha invitato l’assessore al ramo Francesco Caminiti, il rup dei lavori Domenico Currò e il presidente della sesta circoscrizione Sacha Cardile.
Caminiti e le piogge “straordinarie” di questi giorni
Caminiti in premessa ha fatto un punto sulle opere di urbanizzazione della zona nord e sui decenni di costruzioni che si sono “accumulate” senza, però, gli adeguati sottoservizi. Su questi sottoservizi, realizzati negli ultimi anni, si è poi concentrato l’assessore, tra vasche di accumulo e sistemi di pompaggio e depurazione delle acque reflue. “Vorrei tornare sugli acquazzoni di settembre – ha poi spiegato -. Gli interventi che si progettano, vengono fatti in funzione delle piogge e non degli eventi estremi. Le piogge forti vanno da 10 a 30 mm l’ora. Quelle dei giorni scorsi hanno toccato quota 50 mm l’ora. Questi eventi avrebbero causato allagamenti in qualsiasi città siciliana. Quindi, al netto dell’intervento in corso di realizzazione, Ganzirri si è allagata e queste piogge avrebbero allagato altre zone di qualsiasi altra città. Questi sono nubifragi, temporali intensi, non piogge normali”.

Il progetto: primo stralcio completo entro dicembre
Caminiti ha mostrato i dati sulle piogge del 2026, sottolineando come a settembre in 3 giorni si è arrivato a 270 mm, contro i circa 40 complessivi degli altri mesi. E ha aggiunto che “Ganzirri non è un posto qualsiasi, per la sua conformazione. Si arriva subito alla falda del lago sotto il livello della strada, quindi non è semplice far defluire le acque. Il progetto riguarda 3 interventi su tutto il lago grande. Il primo stralcio è già in corso di esecuzione e i lavori dovrebbero concludersi a dicembre. Quindi non si può parlare di cattivo funzionamento dei lavori, perché l’intervento è ancora incompleto. È prevista ad esempio una tubazione che farà da serbatoio verso il lago. Sistemi di pompaggio invieranno queste acque al sistema di acque bianche di Ganzirri. Ma parliamo sempre di piogge normali, non stiamo parlando di nubifragio. Con la Riserva Naturale è stato complicato progettare e realizzare l’intervento e nella parte in cui la falda è più alta sarà ancora più complesso. In ogni caso è un progetto sperimentale che non è mai stato né pensato né realizzato dagli anni ’90”.
Il “tubo-serbatoio”
Domenico Currò, Responsabile unico della progettazione, ha poi spiegato gli aspetti tecnici, spiegando il funzionamento del “tubo serbatoio che accumulerà le acque di prima pioggia, che portano con sé idrocarburi o oli dalla strada, e che quindi saranno trattate prima di essere immesse in altri recettori. Nello stesso tubo serbatoio si accumuleranno 5 mm di pioggia, come da normativa. Questa seconda pioggia sarà smaltita direttamente nel terreno e non nel lago, perché siamo limitati dalle normative regionali. L’unica soluzione per questa situazione specifica di Ganzirri era questa dello smaltimento diretto nel terreno”.
Cardile: “Progetto voluto da tutti”
Presente in commissione anche il presidente della sesta circoscrizione Sacha Cardile, che ha spiegato come “questo progetto sia voluto da tutti perché non se ne poteva più di questo problema. Ci sono dei disagi per i cantieri, ma è normale che ci siano per opere come queste. Si tratta comunque di un progetto strategico e rilevante per Ganzirri”. Dopo il dibattito, durante il quale le opposizioni hanno sollevato dubbi sulla pulizia delle caditoie, sui progetti precedenti e sui problemi che si ripresentano ormai da anni, nonostante i cantieri, Caminiti ha anche parlato degli altri interventi nella Riserva. E ha spiegato che proprio per la natura delicata dell’area, molte opere siano complesse e, quindi, servirà tempo.






