L'allenatore torna sugli obiettivi della stagione e sulla questione impianti dichiara: "Lavoriamo in condizioni di difficoltà enormi"
MESSINA – Alla vigilia del quarto impegno nel campionato di Eccellenza, da prima della classe, l’Acr Messina ospiterà lo Gymnica Scordia e cerca la prima vittoria casalinga nel girone B al “Franco Scoglio”. Ancora qualche rinuncia in organico per mister Alfio Torrisi che presenta il momento vissuto dalla squadra così: “È tempo di continuare il nostro percorso, è questa la cosa più importante al di là della prima vittoria in casa. Questo mese di ottobre potrà essere determinante, dobbiamo gettare le basi definitive. Noi dobbiamo cercare di portare punti per consolidare la nostra classifica, dobbiamo farlo attraverso la prestazione che ci porti ad un risultato positivo. È difficile dire a che livello sia la squadra, è un gruppo totalmente nuovo. Credo che il miglioramento dovrà essere graduale e per chi come noi lavora nel dettaglio la perfezione non ci sarà mai. Siamo al 30/40% di quello che dovrà essere il Messina. Noi dobbiamo vincere partite, fare risultato e farlo attraverso la prestazione non estetica. Quando rappresenti il Messina fai un mestiere diverso rispetto agli altri, l’aspettativa qui è diversa, enorme. Giochiamo in una categoria che non ha nulla a che fare con il nome del Messina. Il nostro obiettivo è vincere il campionato e andare in Serie D, dobbiamo salvaguardare l’investimento della proprietà e le ambizioni della piazza, quest’anno abbiamo un progetto a brevissimo tempo”.
Sul Messina che sfiderà lo Scordia
Su come vuole vedere la sua squadra aggiunge: “Quando parlo di prestazione dobbiamo istigare gli avversari a pressarci alto, dobbiamo avere il coraggio di proporre ciò su cui lavoriamo in settimana con pazienza, fare pressione con ferocia agonistica e prendere lo spazio, difendere con blocco basso. Serve la generosità di mettersi sotto palla e avere la cattiveria di andare a prendere i cross e tirare in porta con fame e voglia. Tutto questo ci porta a fare meglio dell’avversario, ogni avversario quando incontra il Messina ce l’ha già cerchiato nel calendario. Noi non dobbiamo essere belli ma concreti e cinici per portare il risultato a casa. Sappiamo che dobbiamo migliorare, c’è tempo e lo faremo, il tempo per vincere le partite non c’è”.
Riguardo l’avversario aggiunge: “Verranno qui a vendere cara la pelle, noi dobbiamo dare continuità. Le partite che affrontano i nostri avversari quando vengono qui non saranno mai le stesse. Domani sarà una partita che potrebbe far passare il messaggio di una squadra che ha mandato l’allenatore e qualche giocatore a casa, noi dobbiamo fare un approccio devastante e non abbassare di un centimetro la voglia di vincere. Sarà la partita più complicata che da quando abbiamo iniziato, domani potrebbe essere una partita in cui abbassiamo la guardia. Ai ragazzi li ho avvisati che i campionati li vincono le squadre che fanno più punti contro le piccole. Massimo rispetto per loro che verranno qui a vendere cara la pelle, ma non possiamo permetterci pause”.
Circa la situazione dell’infermeria, out Sartore, Bollino e La Spada, e chi sarà a disposizione nella partita di domani spiega: “Al di là delle assenze la squadra deve avere sempre lo stesso dna e rispettare il mio pensiero e modello di gioco, specialmente in questa fase. Noi dobbiamo essere sempre una squadra intense, andare forte in avanti e avere coraggio. A partita in corso ci sarà spazio per chi entrando darà qualcosa in più”.
Questione Scoglio-Celeste
Infine sulla questione stadio, Scoglio-Celeste, il mister taglia corto: “Su questo la società è stata abbastanza chiara ed esplicita, l’obiettivo nostro va oltre queste questioni, noi dobbiamo fare stare la squadra nel miglior modo possibile, dar meno fastidi ai giocatori. Sono loro che ci fanno vincere le partite e saranno loro a farci andare in Serie D. Al momento questo è complicato lavoriamo in condizioni di difficoltà enormi e voglio ringraziare i nostri magazzinieri Cirino e Ortale che sono stacanovisti incredibili e fanno tanti sacrifici, viviamo in una situazione indegna dal punto di vista logistico. La società è attiva a 360° per dare un vantaggio alla squadra e non uno svantaggio e al momento giocare al San Filippo è uno svantaggio. È importante per noi allenarci dove poi giochiamo e al momento non riusciamo. Altre squadre fanno in questa categoria un dopo lavoro, con tutto il rispetto per noi è diverso, qui c’è una proprietà che fa investimenti importanti, al momento la cartolina della squadra di calcio per la città è brutta. Chi investe in maniera seria va coccolato”.
Su chi non ha dato spazio al Messina aggiunge: “Sui miei predecessori non mi voglio esprimere. Penso che però ora va sottolineato che c’è una società che investe soldi veri, vuole fare campionati di prim’ordine non sono in questa categoria ma anche in quella superiore. La società non lo sta potendo fare perché quanto fatto fuori dal campo non può essere completato con il modus operandi che vorremmo, non abbiamo la possibilità di fare una palestra. Non entro nelle dinamiche politiche che non fa parte del mio lavoro, noi abbiamo gente di una competenza importante che gestisce la società che sta provando in tutti i modi a trovare soluzioni e sono fiducioso che cambi il pensiero che c’è sull’Acr Messina. Questo è quello che conta, è l’unica squadra che si chiama Messina e può fare qualcosa di importante nel calcio. I tifosi vanno aspettati, sono molto delusi e negli ultimi anni hanno preso solo delle collere, dobbiamo crescere per fare innamorare di nuovo la gente, la nuova generazione deve rinnamorarsi della squadra della propria città”.

