Stamattina l’inaugurazione dello spazio riqualificato con il presidente della Regione e commissario al Risanamento Schifani
di Silvia De Domenico
MESSINA – Una lunga passeggiata fra le aiuole. Ecco come si presenta il nuovo giardino urbano di via Macello Vecchio. Lo spazio per decenni occupato da baracche è stato completamento riqualificato. Stamattina l’inaugurazione con il presidente della Regione siciliana Renato Schifani e commissario al Risanamento, che consegna l’area all’amministrazione comunale.


Le tracce della vecchia baraccopoli che per decenni hanno segnato via Macello Vecchio, sotto l’area di Cristo Re, lasciano definitivamente spazio a un nuovo polmone verde e a uno spazio rigenerato.
Dal degrado alla valorizzazione di una zona panoramica e di valore storico a Messina
L’intervento, curato direttamente dalla Struttura commissariale con l’esecuzione affidata all’impresa Emma Lavori, ha permesso di cancellare il degrado ereditato dal passato, trasformando il sito in una zona panoramica di valore storico e paesaggistico lungo il viale Principe Umberto. Si sono però registrati dei ritardi perché è stato necessario un nuovo intervento sulla pavimentazione drenante e una nuova pulizia del verde.

Alla cerimonia di riconsegna prendono parte il sindaco Federico Basile, il subcommissario Santi Trovato e il presidente di Arisme, Massimo Rizzo. L’appuntamento istituzionale offre anche l’occasione per fare il punto sullo stato generale degli interventi di sbaraccamento e rigenerazione urbana in città, con un focus sui prossimi cantieri in agenda da parte del dipartimento regionale e della struttura commissariale.


I numeri del risanamento a Messina
Mantenendo l’andamento degli ultimi anni servirà ancora un decennio per cancellare definitivamente le baraccopoli da Messina. Tempi che possono sembrare lunghi ma che comunque fotografano una realtà diversa rispetto al passato: se si considera che dal 1994 al 2018 sono state consegnate appena 650 case, cioè una media di 27 all’anno, con quei ritmi sarebbero serviti altri ottanta o novant’anni.
Dal 2018 il cambio di passo per il risanamento a Messina
Dal 2018 ad oggi il ritmo è salito a circa 130-140 case all’anno, grazie soprattutto all’acquisto diretto di immobili sul mercato privato e all’accelerazione impressa dalla gestione commissariale.
Oggi il quadro complessivo vede 1.479 famiglie che ancora abitano in baracca. Un conteggio che, proiettato sull’operatività reale dei cantieri e dei programmi in corso, si ridimensiona: considerando il centinaio di alloggi in costruzione nei comparti di Fondo Basile/De Pasquale e Fondo Saccà, insieme all’ottantina di case già acquistate o in fase di ristrutturazione pronte per l’assegnazione, il fabbisogno effettivo scende a circa 1.300 unità.


Quello stabile potrebbe diventare una casa di riposo per gli anziani e toglierli da case di riposo che assomigliano ad un carcere.
Altrimenti Sindaco quello che è stato fatto è stato inutile.
A prescindere che pagano una marea di soldi per rimanere detenuti da innocenti.