La situazione critica di una storica struttura salesiana cattura l'attenzione. Polemica la Cgil: "Ci si ricorda del diritto allo studio quando va in crisi una scuola privata"
MESSINA – Il caso ha catturato l’attenzione dei messinesi. Una primaria svuotata e una fuga di una parte degli insegnanti e delle famiglie dalla scuola “Domenico Savio” ha avuto un impatto eclatante. Docenti e personale scolastico, e altri tipi di collaboratori, come ci ha confermato l’avvocato Vincenzo La Cava, legale di diversi di loro, avanzano delle retribuzioni per mensilità non corrisposte. Da qui una diffida al “Domenico Savio”. Alcuni di questi si sono dimessi e questa scuola storica avrebbe registrato un calo rilevante di iscrizioni e personale, soprattutto in relazione alla scuola primaria.
Sul tema caldo interviene pure la Cgil, con Patrizia Donato, segretaria generale della Flc Messina: “La vicenda della scuola paritaria Domenico Savio di Messina pone interrogativi che non possono essere ignorati. La primaria di questo istituto privato non si è fermata per caso. La crisi che ha portato allo svuotamento delle classi nasce dai ritardi nel pagamento degli stipendi, che hanno spinto docenti e personale a lasciare l’istituto per cercare condizioni di lavoro migliori. Quando lavoratrici e lavoratori restano senza stipendio non siamo di fronte a una semplice difficoltà organizzativa. Siamo davanti a una situazione che mette in discussione il rispetto di chi nella scuola lavora ogni giorno. La continuità didattica si garantisce pagando regolarmente gli stipendi, rispettando i contratti e garantendo condizioni di lavoro dignitose. Non si può chiedere al personale di farsi carico dei problemi economici di una struttura scolastica”.
“Dov’era questa indignazione quando la provincia di Messina ha perso nove autonomie scolastiche statali a causa del dimensionamento?”
E ancora: “Oggi assistiamo a un coro unanime che richiama il diritto allo studio perché una scuola privata attraversa una fase di crisi. Ma dov’era questa indignazione quando, negli ultimi tre anni, la provincia di Messina ha perso nove autonomie scolastiche statali a causa del dimensionamento? Anche quella è una ferita profonda al diritto allo studio, al diritto di studenti e famiglie a restare. Lo è quando si accorpano le scuole, quando si riducono gli organici di docenti e personale Ata, quando si privano interi territori di un presidio educativo e culturale fondamentale. In quei casi, però, tutto viene raccontato come razionalizzazione, il cui significato è uno solo: taglio della spesa pubblica».
La segretaria della Flc Cgil Messina richiama quindi il tema delle scelte politiche sull’istruzione: “Lo stesso governo che rivendica l’aumento dei finanziamenti alle scuole paritarie continua a ridurre il perimetro della scuola statale attraverso definanziamento, accorpamenti e riduzione delle autonomie. È una contraddizione che non può essere ignorata. Ricordiamo che l’articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di enti e privati a istituire scuole, prevedendo espressamente che ciò avvenga “senza oneri per lo Stato. Da anni assistiamo invece a un incremento delle risorse pubbliche destinate alle scuole paritarie, mentre alla scuola statale vengono chiesti continui sacrifici”.

