La replica del sindaco allo sfogo del presidente dell'ACR Messina: "Non ci attribuisca responsabilità che non abbiamo"
MESSINA – Il sindaco di Messina, Federico Basile, ha accolto con “stupore” la lettera aperta del presidente dell’ACR Messina, Justin Davis. Quest’ultimo aveva sottolineato che per rilanciare il calcio a Messina servono strutture adeguate e il supporto delle istituzioni, ponendo la questione dell’utilizzo degli stadi. “Non possiamo pensare di vincere un campionato allenandoci in un campo dove, dopo un’ora e mezza, ci sono già due squadre in attesa, che giustamente hanno anch’esse diritto ad allenarsi”, ha sottolineato Davis.
Uno sfogo in piena regola, concluso dal presidente con parole che pesano: “Ho fatto una promessa a questa città, e se non potrò mantenerla per la mancanza di strutture adeguate o per scelte che non tengono conto delle esigenze di chi rappresenta Messina sul campo, preferisco essere chiaro con la città che mi ha accolto: salutare e ringraziare tutti“.
“La realtà raccontata oggi alla città non corrisponde a quella che emerge dalle comunicazioni ufficiali”, ha replicato Basile questo pomeriggio. Per prima cosa, il sindaco ha ricostruito le interlocuzioni intercorse nei mesi scorsi tra il Comune e l’ACR Messina in merito all’utilizzo degli impianti sportivi cittadini.
Le richieste dell’ACR Messina sull’utilizzo degli stadi
“Con nota prot. n. 190130 del 28 maggio 2026 – ha ricordato Basile – l’ACR Messina ha chiesto la disponibilità del Celeste per le gare e per gli allenamenti della stagione 2026/2027. Con nota prot. n. 197887 dell’8 giugno, la società ha nuovamente ribadito la possibilità di disputare le gare interne e svolgere gli allenamenti al Celeste. E, sempre l’8 giugno, con nota prot. n. 197867, ha chiesto la disponibilità sia del Franco Scoglio sia del Celeste”.
“Il Comune – ha proseguito Basile – ha risposto, ha dato disponibilità e ha seguito l’iter amministrativo necessario. Successivamente, però, la società ha nuovamente modificato la propria richiesta. Con nota prot. n. 213643 del 22 giugno ha chiesto la concessione in uso del Franco Scoglio. A settembre, con nota prot. n. 290263 del 7 settembre, l’ACR Messina è tornata a chiedere il Celeste per le gare ufficiali e per gli allenamenti. Pochi giorni dopo, con le note prot. n. 303363 e n. 303366 del 16 settembre, ha nuovamente cambiato richiesta, chiedendo il Franco Scoglio per tutte le gare del campionato di Eccellenza e per gli allenamenti della prima squadra”.
Basile ha sottolineato che “l’Amministrazione ha cercato, di volta in volta, di accompagnare queste richieste e di individuare le soluzioni possibili. Per questo riteniamo non corretto affermare che il Comune non abbia messo la società nelle condizioni di svolgere la propria attività”.
L’utilizzo del “Franco Scoglio”
Il sindaco ha ricostruito anche lo scambio di comunicazioni con l’ACR Messina relativamente all’utilizzo del “Franco Scoglio”. “Il 18 settembre – ha detto Basile – con verbale n. 755, la Commissione Comunale di Vigilanza ha espresso parere favorevole all’utilizzo del Franco Scoglio sia per le gare sia per gli allenamenti dell’Eccellenza e della Coppa Italia Dilettanti. Il 22 settembre, con nota prot. n. 309993, il Comune ha semplicemente ricordato alla società una cosa ovvia: le richieste relative agli impianti comunali non possono essere modificate unilateralmente e ogni utilizzo deve essere preventivamente autorizzato dall’Amministrazione. Alla società è stato quindi chiesto di indicare giornate e fasce orarie degli allenamenti. E la risposta della società – ha aggiunto il sindaco – è arrivata con nota prot. n. 314748 del 25 settembre, con la quale l’ACR Messina ha trasmesso la programmazione degli allenamenti, ringraziando per la comunicazione e per la collaborazione assicurata fino a quel momento”.
Basile: “Non è corretto lanciare ultimatum”
“Questa realtà documentale – ha sottolineato Basile – racconta di un’Amministrazione che sta rimettendo in funzione impianti trovati in condizioni difficili e che oggi sta restituendo questi spazi alla città. C’è una società che, legittimamente, può chiedere ciò che ritiene più utile per la propria attività, ma che non può pretendere che ogni propria esigenza diventi automaticamente un obbligo per il Comune. Non ci sembra corretto, inoltre che la città venga posta di fronte a una sorta di ultimatum: “o ci date quello che chiediamo oppure ce ne andiamo”. Il Messina non può diventare terreno di contrapposizione. È patrimonio della città, dei suoi tifosi e della sua storia”.
“L’ACR non può avere condizioni di utilizzo esclusive”
Basile è perentorio: “Il Comune mette a disposizione gli impianti che ha e continuerà a farlo nel rispetto delle regole e delle esigenze di tutte le società sportive della città. Non può però garantire a una sola squadra condizioni di utilizzo esclusive, sottraendo gli impianti alle altre realtà sportive”.
“Detto questo – ha concluso il sindaco di Messina – restiamo, come siamo sempre stati e come dimostrano gli atti, pienamente disponibili al dialogo e al confronto per individuare soluzioni concrete. Un dialogo, però, che deve svolgersi nel rispetto dei ruoli, delle regole e della verità dei fatti, senza forzature e senza attribuire all’Amministrazione responsabilità che non le appartengono. Il futuro del calcio messinese non può essere affidato agli ultimatum, ma alla capacità di lavorare insieme, ciascuno assumendosi le proprie responsabilità”.

