Lanciato nel dicembre 2025, punta a creare un sistema unico per i 26 Comuni della costa ionica
MESSINA – La VI commissione consiliare, presieduta da Antonino Bonfiglio, ha parlato oggi del programma di sviluppo territoriale METAblue. A lanciarlo nel 2025 sono stati il sindaco di Messina Federico Basile e il primo cittadino di Taormina Cateno De Luca, con l’obiettivo di rendere l’asse tra le due città, passando per la “Costa Blu”, maggiormente competitiva, oltre che “integrata e diversificata”. Il programma, coordinato dall’architetto Alessandro Tinaglia, ha come referenti scientifici i professori Michele Limosani (coordinatore) e Giuseppe Ioppolo del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Messina.
Bonfiglio: “Il futuro non si improvvisa”
Bonfiglio ha spiegato che “METAblue non è soltanto un brand, né un semplice progetto di promozione turistica ma la costruzione di un vero meta piano strategico. Significa riunire territori, istituzioni, università, imprese e filiere produttive per dare forma a competitività e sviluppo economico”. Il progetto coinvolge tutti i 26 Comuni per garantire equilibrio tra le aree e costruire un sistema turistico duraturo. Bonfiglio ha sottolineato che “la parola chiave è costruzione, perché il futuro non si improvvisa. Una prospettiva prende forma quando si riesce a mettere in relazione ciò che già esiste: il porto, le infrastrutture, l’Università, le imprese, il patrimonio culturale, i borghi, il mare, l’agricoltura, la pesca, l’enogastronomia. La VI Commissione vuole essere lo spazio in cui questa visione diventa concreta e si traduce in opportunità”.
Ioppolo: “Creare un sistema che generi valore”
METAblue porterebbe a una governance integrata tra Comuni, non più competitor ma squadra, ognuno con il proprio ruolo. Il tutto tra le due “porte”: Messina la Porta dello Stretto e Taormina, che ha respiro internazionale. Nel mezzo borghi e terre da valorizzare, per accogliere sempre più visitatori. Giuseppe Ioppolo, presente in commissione, ha spiegato: “La qualità totale deve diventare un metodo di governo del territorio. L’obiettivo non è soltanto aumentare i flussi turistici, ma creare un sistema capace di generare valore, misurarlo e redistribuirlo. La sfida è integrare turismo, imprese, infrastrutture, comunità e risorse territoriali in un’unica strategia”.
La sfida di METAblue
L’assessore al Turismo Enzo Caruso ha aggiunto: “È importante che un programma di questa portata poggi su una solida base scientifica perché il futuro della nostra città e del nostro territorio deve fondarsi su dati, competenze e una visione di lungo periodo. METAblue ci permette di ragionare in termini di sistema e di collegare le grandi opportunità che Messina sta vivendo al tessuto economico e produttivo locale”. La sfida è quella di trasformare i grandi flussi turistici, come quello crocieristico, in sviluppo economico diffuso. Per farlo è il porto il vero accesso. Bisognerà proporre esperienze culturali, enogastronomiche, legate al mare, agli antichi mestieri e ai prodotti locali.
Bonfiglio ha parlato “occasione che dobbiamo saper cogliere” visto che “si apre una fase in cui infrastrutture, turismo e sviluppo economico possono finalmente parlare la stessa lingua. Il compito della politica è creare le condizioni perché questa crescita non resti confinata ai numeri degli arrivi, ma produca lavoro, investimenti e valore per le nostre imprese”. E ancora: “Servono una visione e un metodo. METAblue prova a offrire proprio questo: un grande sistema territoriale in cui Messina non sia soltanto un luogo di passaggio, ma il punto di partenza di un’esperienza, di un’economia e di una nuova prospettiva di sviluppo. La sfida è costruire oggi la competitività di Messina di domani.
Il percorso già avviato
Il percorso delineato prevede già nel 2026 la costituzione della DMO e del Piano di Sviluppo Turistico, l’avvio del Data Hub con l’Università di Messina e il progressivo sviluppo di strumenti e servizi comuni, fino alla piena strutturazione del sistema e al traguardo di 3,3 milioni di presenze nel sistema METAblue nel 2029-2030.


I soliti giochetti made in Ciuminisy tirati fuori dal cassetto al momento opportuno, cioè in vista di qualsivoglia tornata elettorale. E vai di sapienti, esperti, maghi amministrativi. Caro contribuente, e alla fine se ci saranno contributi e accentramento di risorse, be, il kaporione ha un bel programmino che non è certamente per voi. È un tragico déja vu