Secondo l'architetto messinese non si tratterebbe di una necropoli di epoca tardo romana, come ipotizza la Soprintendenza
MESSINA – La scoperta è avvenuta durante i lavori al liceo Seguenza di Messina. Nel corso degli scavi per i lavori di efficientamento energetico, sono state trovate delle tombe. Sull’argomento è intervenuto, su Facebook, l’architetto Nino Principato: “Non dovrebbero essere di epoca tardo romana, come ritiene la Soprintendenza ai beni culturali di Messina (oltretutto sono state trovate a poca profondità), le tre tombe rinvenute nel cortile, ma apparterrebbero a cavalieri templari che proprio lì avevano la loro Domus e il cimitero. I “Poveri Cavalieri del Tempio di Gerusalemme”, comunemente intesi Templari, facevano parte di un Ordine che si costituì proprio a Gerusalemme nel 1118 o 1119 o 1120 ad opera di nove cavalieri della Borgogna e della Champagne, alla guida di due nobili francesi, Hugues de Payns e Geoffrey de Saint-Omer”.
Un pezzo di storia di Messina dall’epoca normanna ai giorni nostri
Sostiene Principato: “A Messina, in piena epoca normanna, fondarono nel 1131 la prima Domus Templare in Italia, in quello che sarebbe poi diventato il monastero benedettino con Chiesa annessa di Santa Maria Maddalena della Valle di Giosafat (oggi, sullo stesso sito, sorge la “Casa dello Studente”). Agli inizi del sec.XIII, a questa prima commenda Templare si aggiunse l’altra composta dalla Chiesa di San Marco, il convento e l’ospedale di Santa Maria dei Bianchi, proprio nella stessa area dove sorgono oggi il palazzo della Città metropolitana e il Seguenza. Il tutto su progetto dell’ingegnere capo dell’Ufficio tecnico provinciale Alessandro Giunta dopo il sisma del 1908”.
Prosegue l’architetto: “Le commende templari avevano tutte la stessa tipologia, dotate cioè di magazzini e foresteria; forni; stalla e porcile; scuderia selleria; prigione; castello armeria; infermeria; convento; chiesa; cimitero; cortile piazza d’armi; giardino e orto. E in quell’area c’era, appunto, anche il cimitero da dove sono state rinvenute queste tre tombe povere, come poveri erano i Cavalieri della “Militia Christi”. Tutto ciò lo dimostrai io a suo tempo nel volume ormai introvabile “I Templari a Messina” del 2007, ricco di immagini e documenti coevi, alcuni fino ad allora inediti. Un ordine glorioso e innocente, sospeso allora dal Papa Clemente V in combutta col re di Francia Filippo il Bello per depredarlo di tutti i suoi beni, con la bolla del 22 marzo 1312 “Vox clamantis in excelso”. E che ebbe il solo “torto” di essere totalmente al servizio di Dio, e, ad ogni costo, ne seguì con obbedienza e senza reagire la sua volontà. Fino in fondo”.
Foto dalla pagina Fb dell’architetto Principato

