L'associazione Messina in Progresso riaccende il faro sulla copertura del torrente Annunziata, citando il progetto per Larderia
“Il futuro della mobilità di Messina passa dalla capacità di affrontare questioni che da troppo tempo attendono una risposta. Tra queste c’è il completamento della copertura del torrente Annunziata, un tema discusso da oltre quindici anni e tuttora irrisolto per un’area strategica della zona nord.
Chi percorre il viale Annunziata conosce le difficoltà quotidiane: strettoie, congestione nelle ore di punta, intersezioni problematiche, carenza di spazi per la sosta e percorsi pedonali da migliorare. Un asse viario che serve residenti, lavoratori e studenti, interessato dagli spostamenti verso scuole, università e principali collegamenti urbani.
Per un genitore che accompagna un figlio a scuola, per una persona anziana che deve attraversare la strada o per chi cerca di tornare a casa, non sono soltanto minuti persi. Sono condizioni che pongono domande sulla sicurezza di tutti. E se un’ambulanza dovesse raggiungere rapidamente una casa durante un blocco della circolazione?”.
Lo dice l’associazione Messina in Progresso, per voce del presidente Emanuele Paleologo, specificando di non voler “alimentare allarmi: chiediamo che tempi di intervento, accessibilità e punti critici vengano misurati e resi pubblici”.
I precedenti, i dissesti e l’esempio del torrente Larderia
“Non siamo davanti a un problema soltanto percepito – prosegue -. Il 5 luglio 2026 il Comune ha comunicato un cedimento del manto stradale vicino alla rotatoria della scuola Beata Eustochia, disponendo misure temporanee per la viabilità. Già nel parere ambientale regionale numero 302/2022 erano descritti sei dissesti puntuali e due estesi dell’alveo, con criticità per la stabilità della sede stradale dovute a infiltrazioni. Quegli accertamenti vanno rapportati allo stato attuale: non dimostrano che la copertura sia la soluzione, ma rendono necessaria una verifica complessiva delle condizioni di sicurezza.
La recente presentazione del progetto da 82 milioni di euro per il torrente Larderia, con opere idrauliche, nuove strade e cinque attraversamenti, dimostra almeno una cosa: la sicurezza del territorio e l’organizzazione della mobilità possono essere affrontate in un’unica programmazione. Le condizioni dei due torrenti sono differenti, ma la necessità di una visione d’insieme è la stessa”.
Perché, allora – chiede Mip -, non riaprire una riflessione altrettanto seria sul futuro del torrente Annunziata? “Non partiamo da zero. Nel 2010 il Comune approvò un progetto preliminare per la copertura, stimato allora in quasi 10 milioni di euro. Seguirono proposte di coperture parziali e attraversamenti localizzati.
Nel programma triennale comunale 2024–2026 figura inoltre un intervento di riqualificazione urbana, viabilità e messa in sicurezza del tratto urbano dell’Annunziata, stimato in 6 milioni: una previsione programmatoria, non la prova di un finanziamento per la copertura. Chiediamo di recuperare gli elaborati, chiarirne i rapporti e ricostruirne gli esiti”.
Quadro normativo e la necessità di dati certi
Mip ricorda il Regio Decreto numero 523/1904 che disciplina le opere negli alvei e l’articolo 115 del Decreto legislativo 152/2006, che vieta nuove coperture, “salvo quelle imposte da ragioni di tutela della pubblica incolumità. Le direttive siciliane del 2022 richiedono rigorose verifiche di compatibilità idraulica. Occorre chiarire se le criticità della viabilità e dell’accesso dei soccorsi possano integrare i presupposti di legge: ogni ipotesi dovrà comunque dimostrare la propria necessità e sicurezza idraulica.
Ma un conto è riconoscere un rischio possibile; un altro è affermare che qualsiasi soluzione di copertura dell’Annunziata sarebbe inevitabilmente pericolosa. Su quali studi idraulici aggiornati, su quali portate di piena, su quali simulazioni del trasporto dei detriti e su quali confronti con lo stato attuale si fonda un giudizio così definitivo?”.
La direttiva regionale non si limita a evocare la pericolosità: indica verifiche da svolgere. “Un eventuale progetto ammissibile dovrà dimostrare di non ridurre la capacità di deflusso né aggravare il rischio idraulico. Non chiediamo di ignorare questi vincoli, ma di verificarli su soluzioni concrete, confrontando copertura integrale, piastre localizzate e alternative viarie. Se esistono studi che escludono alcune ipotesi, siano pubblicati; se mancano, si individui un percorso per elaborarli”.
Contesto urbano, detriti e mappature del rischio
Nel caso dell’Annunziata, il contesto conta. “Il tratto interessato attraversa un quartiere fortemente urbanizzato, con un alveo già artificializzato e in parte coperto: non si interviene su un ambiente fluviale integro. La compatibilità ambientale di un’eventuale opera va quindi valutata rispetto alle condizioni effettive del luogo e agli effetti aggiuntivi del progetto, senza dare per scontato che ogni soluzione produca il medesimo impatto.
Anche sul piano idraulico occorre accertare quanto materiale solido e galleggiante possa arrivare da monte, dove si accumuli e quali ostruzioni possa provocare. Gli atti del progetto di sistemazione idraulica documentano infatti detriti alluvionali anche nei tratti già coperti. Non sosteniamo che il rischio sia assente: chiediamo di misurarlo, confrontando scenari e opere possibili, anziché invocarlo in modo generico per chiudere il confronto.
C’è un ulteriore elemento che merita chiarezza: nel parere istruttorio ambientale numero 302/2022, relativo al progetto di sistemazione idraulica, viene riportato che, secondo la documentazione del Comune, l’area d’intervento non risultava individuata dalle mappe del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni come area a rischio alluvioni o a potenziale rischio significativo. Questo non certifica l’assenza di pericolo e non autorizza nuove coperture. Impone, però, di distinguere tra classificazioni cartografiche, pericolosità effettiva dell’alveo e rischi aggiuntivi di ciascuna opera”.
La contraddizione della sicurezza a senso unico
Mip evidenzia una contraddizione sulla quale chiede una risposta: “la tutela della pubblica incolumità viene giustamente invocata per limitare le coperture; può essere dimenticata quando si valutano, ogni giorno, strettoie, criticità stradali, accessi ai soccorsi e condizioni di sicurezza di chi attraversa il quartiere? La sicurezza idraulica e quella delle persone sulla strada non possono essere trattate come due questioni separate.
A rendere urgente il confronto si aggiungono le criticità segnalate nel cantiere di sistemazione idraulica dell’Annunziata, per il quale la stampa ha riferito l’avvio di una procedura di risoluzione contrattuale. È necessario conoscere dagli atti ufficiali lo stato del cantiere, le misure di sicurezza, i tempi previsti e la sorte delle opere già finanziate”.
Le richieste e i prossimi passi
Le richieste avanzate dall’associazione si articolano su più punti: Messina in Progresso chiede infatti al Comune di rendere pubblici i progetti precedenti, compreso l’intervento da 6 milioni, i pareri tecnici e gli esiti amministrativi. Viene inoltre richiesto di chiarire lo stato del cantiere e di acquisire dati aggiornati su sicurezza idraulica, traffico e accesso dei soccorsi. Tra le istanze figura anche la richiesta di promuovere un confronto con l’Autorità di Bacino, il Genio Civile, l’Università e i rappresentanti del territorio, arrivando a un primo riscontro pubblico entro 30 giorni che indichi gli uffici competenti e i passaggi successivi.
“Non chiediamo di mettere a rischio il torrente per guadagnare qualche metro di strada. Chiediamo di non usare un rischio non quantificato come argomento conclusivo per rinunciare a valutare ogni possibilità. Se la copertura non è praticabile, lo si spieghi attraverso atti, studi e numeri, indicando nel contempo quale alternativa si intende realizzare”.
Mip intende aprire un percorso pubblico di ascolto con residenti, associazioni e attività della Quinta Circoscrizione, per raccogliere segnalazioni documentate e contribuire alla definizione di una proposta credibile da sottoporre alle istituzioni.
“La sicurezza delle persone deve essere il punto di partenza e il risultato di ogni scelta. Sul torrente Annunziata è tempo di dimostrarlo”.

