Successo per il corso sulla medicina narrativa organizzato alla Cittadella della Salute "Mandalari"
MESSINA – È stato un successo il corso dal titolo “La medicina narrativa strumento di cura”, progetto ideato dalle Unità operative complesse Assistenza sanitaria paziente fragile e Psicologia. Le due unità, dirette dai dottori Natale Molonia e Antonina Santisi, hanno aperto il confronto con medici, psicologi e operatori sanitari mettendo al centro l’ascolto, come strumento terapeutico concreto. Ascolto e relazione empatica, quindi, diventano centrali nel processo di cura e nel rapporto medico-paziente.
Nel corso delle due giornate formative, rivolte a medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali e fisioterapisti, è emerso come questo approccio porti vantaggi concreti a tutto il sistema di cura. Ad esempio, così si arriva a terapie più personalizzate ed efficaci grazie a strumenti innovativi come la cartella clinica narrativa, dove il racconto del paziente si integra significativamente nella documentazione medica. Questo permette all’équipe sanitaria di comprendere meglio l’impatto della malattia sulla vita quotidiana e di calibrare le cure in modo più mirato.
I benefici
Tra i benefici, la migliore aderenza alle cure. Quando il paziente, infatti, si sente compreso e ascoltato, si crea un forte legame di fiducia, una “alleanza terapeutica”. Il malato diventa parte attiva del proprio percorso di guarigione e segue con maggior convinzione le indicazioni terapeutiche. Infine, la medicina narrativa contribuisce alla prevenzione del burnout negli operatori che grazie alla narrazione condivisa riescono a gestire meglio lo stress emotivo e a riscoprire le motivazioni profonde del proprio lavoro. L’equipe dei formatori, composta da professionalità interne dell’Azienda Sanitaria Nina Santisi, Francesco Caronzolo, Grazia Tribulato, Marinella Ruggeri, Santa Paratore, Roberta Rosa, Angelica Ullo, Viviana Carlotta ed Elisabetta Privitera, ha approfondito con rigore scientifico e testimonianze dirette l’enorme potenziale clinico ed umano di questa disciplina.
Cura, workshop e musica
Le sessioni di lavoro, strutturate con lezioni teoriche al mattino e workshop pratici di gruppo nel pomeriggio, sono state impreziosite dagli interventi musicali del violinista Daniele Testa e del chitarrista Davide Scimone, che hanno offerto un suggestivo momento di pausa e riflessione melodica. Intensa anche l’intervista in remoto a Francesco Saporito, autore di poesie e romanzi affetto da SLA. Nel dialogo condotto dal dott. Ruggeri, responsabile scientifico del progetto formativo, Saporito ha raccontato come la scrittura rappresenti un potente mezzo di comunicazione, affermazione di sé e riscatto contro le limitazioni della disabilità. Tra le note della musica e la forza della parola scritta, il corso lascia in eredità un messaggio profondo: laddove il corpo trova un confine o la malattia impone un limite, l’ascolto e la narrazione aprono uno spazio infinito. È qui, nella relazione autentica tra chi cura e chi viene curato, che la medicina compie il suo gesto più nobile

