Chiesta anche la convocazione di un tavolo tecnico. Ad innescare la polemica, la lunga lettera del presidente di Messinambiente (su approfondimento il testo completo) che denuncia la difficile situazione economica delle società e non esclude il rischio di nuovi licenziamenti
“Tutte scuse, per non pagare i lavoratori”. Basta poco per sintetizzare il punto di vista della Fp Cgil rispetto alle ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente di Messinaambiente Nino Dalmazio, in una lettera pubblicata sul giornale Dicearco. Lettera in cui il numero uno della società spiega per filo e per segno le ragioni che determinano l’attuale crisi economica di Messimabiente: una situazione complessa legata principalmente “all’insufficienza delle somme erogate dal Comune di Messina per l’igiene pubblica cittadina e dalla mancata corresponsione dei giusti corrispettivi da parte dell’Ato Me3 alla Messinambiente”, così come si legge nella lettera. Condizioni che, come ha fatto intendere lo stesso Dalmazio, non possono permettere di ritenere superato il rischio di licenziamenti.
Proprio il tasto dolente su cui oggi interviene la segretaria del sindacato Clara Crocè che torna a chiedere la convocazione di un tavolo tecnico e soprattutto annuncia lo stato di agitazione dei lavoratori per la questione stipendi. “E’ da tempo – afferma – che avanziamo la richiesta di un confronto con il sindaco Buzzanza, per avere delucidazioni sulla situazione economica tra Ato, Comune e Messinambiente, ma come spesso accade, non è arrivata nessuna risposta”.
La segreteria oltre a non condividere le dichiarazioni di Dalmazio, condanna anche la mancata convocazione delle organizzazioni sindacali per annunciare l’esternalizzazione di alcuni servizi Ato affidate a cooperative private: “ Nonostante ripetute richieste non ci è stato ancora comunicato quanti e quali servizi la società controllata da Antonio Ruggeri abbia affidato a soggetti esterni e su questo aspetto abbiamo già dato mandato ai nostri legali di intervenire-, spiega la Crocè che incalza: . “Il sindaco ci convochi subito per fare chiarezza. Non vogliamo assistere all’ennesima sceneggiata tra le parti buona a giustificare i mancato pagamenti delle retribuzioni dei lavoratori. Quanto ad un eventuale esubero di personale, il continuo ricorso a doppi turni e straordinari smonta da sé qualunque illazione, anzi, è la dimostrazione pratica di una carenza di personale o di una cattiva organizzazione del lavoro. Elementi, questi ultimi, che ci hanno spinto a chiedere verifiche all’Ispettorato del lavoro-.

