Se potessi avere 9 euro l'ora: la battaglia "per un salario dignitoso in Italia"

Se potessi avere 9 euro l’ora: la battaglia “per un salario dignitoso in Italia”

Autore Esterno

Se potessi avere 9 euro l’ora: la battaglia “per un salario dignitoso in Italia”

sabato 29 Luglio 2023 - 10:30

La riflessione di Giuseppe Previti (Dc - Democrazia Cristiana) sul tema del salario minimo e sul dibattito in corso: "Almeno 9 euro netti"

Da Giuseppe Previti, componente della direzione nazionale della Dc – Democrazia Cristiana e vicesegretario del partito a Messsina, ed ex presidente del Consiglio comunale, riceviamo e pubblichiamo una riflessione sul tema del salario minimo.

Con salari e stipendi minimi sempre di più in caduta libera da circa 30 anni (risultando il Paese peggiore d’Europa), il cui potere d’acquisto si è sempre di più ridotto a causa di un’inflazione che nei suoi effetti pratici punisce le famiglie e arricchisce sempre di più le solite banche – le quali nel solo trimestre aprile/giugno di quest’anno hanno avuto un utile di 5,6 miliardi di euro – parlare di un minimo salariale a 9 euro lordi l’ora è non riconoscere alcuna dignità al lavoro e a chi lo esercita.

In pratica, considerando un reddito annuo fino a 15 mila euro  e applicando la relativa aliquota al 23%, i 9 euro/lordi/ora diventano poco meno di 7 euro netti. Calcolando la giornata media di un parasubordinato, un commesso e quant’altro, – poco o non tutelati da Ccnl, Contratto collettivo nazionale di lavoro – a 8 ore, si giunge all’equivalente settimanale di 280 euro su una stima di 40 ore lavorate, corrispondenti a circa 1232 euro netti mensili, poco sopra la soglia di povertà che per il 2022 l’Istat ha stabilito in euro 11.152 annui.

Molti devono scegliere se mangiare o curarsi

Ma in realtà chi già ha la “fortuna” di prendere questa somma, rispetto ai 3 milioni e 600 mila lavoratori italiani che, a tutt’oggi, non la percepiscono, avendo salari da mero sfruttamento, è anch’esso povero. E non è vero che non si arriva a fine mese perché, percependo lo “stipendio” il 27 ( la gran parte), fino al 31 ci si arriva. È dalla prima settimana del mese che non si arriva. E se devi mantenere i figli a scuola, pagare un mutuo e curarti, non hai scelta, trascuri la tua salute. Altissime sono le percentuali di italiani che sono costretti alla caudina scelta di mangiare o curarsi a discapito di quest’ultima.

Almeno 9 euro netti

Il timore che il salario minimo possa sostituire la contrattazione collettiva, spostando al ribasso i salari, non può e non deve rappresentare un freno a una rivendicazione per un salario minimo garantito per tutti. Un salario che certamente non può essere rappresentato dai 9 euro lordi l’ora ma dovrebbe essere almeno di 9 euro netti, ovvero di circa 11 euro lordi.

Una migliore distribuzione delle ricchezze, proveniente dagli utili dell’impresa e dalla catena di distribuzione, deve tenere in maggior considerazione la dignità del lavoratore. E su questo punto bene fa la Cisl ( e mi auguro si possano unire anche le altre sigle sindacali) a promuovere una raccolta di firme per riconoscere il diritto alla partecipazione del lavoratore all’impresa.

La riduzione del cuneo fiscale e il conseguente aumento in busta paga sono certamente segnali positivi e mi auguro si possa raggiungere un’intesa tra le varie componenti politiche, tra governo e opposizione, nell’interesse comune dei lavoratori. Il tutto per giungere sì a un salario “ricco” ma, ancor prima, a un salario dignitoso.

Giuseppe Previti

Articoli correlati

2 commenti

  1. Giustissima riflessione Pippo, il vero problema siamo noi italiani che accettiamo le scelte orribili di questi pseudo governatori, al massimo ne parliamo ma, provvedimenti concreti nessuno li prende. È vergognoso dover discutere sul salario minimo come fosse elemosina e deviare urgenze importanti per il futuro dei giovani, sanità e quant’altro. Vorrei dire molto ma rischierei l’arresto con questo governo!!!!!!!

    2
    0
  2. Sa perchè si verificano queste cose, perchè da 30 anni i politici stipendi si sono dati stipendi esagerati, prendiamo un presidente di quartiere stipendio circa 1500,00 euro al mese, il sindaco di una città circa 10000, 00 el mese, un consigliere di messina cira 2000,00 al mese, un deputato nazionale circa 25000,00 al mese, un deputato regionale 18000,00, e poi altre cose per sé per i figli ed altro, ci pensi ci pensi

    1
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED