L'acqua a Messina e il futuro di Amam: "Obiettivo h24 entro il 2028"

L’acqua a Messina e il futuro di Amam: “Obiettivo h24 entro il 2028”

Giuseppe Fontana

L’acqua a Messina e il futuro di Amam: “Obiettivo h24 entro il 2028”

martedì 03 Febbraio 2026 - 11:56

Basile, Alibrandi e De Luca tracciano il bilancio tra investimenti Pnrr, nuovi pozzi e polemiche politiche

MESSINA – La consueta conferenza stampa settimanale di Sud chiama Nord è dedicata al sistema idrico cittadino. L’amministrazione comunale di Messina e i vertici di Amam hanno fatto il punto sulla gestione dell’acqua, analizzando i progressi compiuti dal 2018 a oggi e le sfide future. Tra nuovi progetti di efficientamento e la gestione delle emergenze siccità, è emersa una visione che punta alla normalizzazione del servizio nei prossimi due anni.

Basile: “Partiti dall’anno zero”

Il sindaco Federico Basile ha aperto i lavori: “Partiamo da quello che prima del 2018 non c’era e oggi c’è. Nelle immagini si è fatta una sintesi di un argomento importante su Amam, che negli anni ha generato tanti mal di pancia. Nel 2018 la dirigenza dell’azienda aveva come prima preoccupazione pagare gli stipendi. Il termometro di come il Comune fosse abbandonato a sé stesso è questo. Il Comune era in dissesto e grazie a un risanamento strutturale siamo arrivati a una programmazione per l’ente e le partecipate. Dal 2018 in poi si è cominciato a lavorare. Avere poca acqua a casa è complicato, perché l’acqua è un bene primario. Oggi ci sono progetti che per anni non erano stati portati avanti. Oggi andiamo a parlare di lavori sulle strutture, del servizio di pulizia delle caditoie. Parliamo di un’Amam che rispetto all’anno zero cresce e ha una visione precisa. Messina è l’unica città siciliana a reperire 21 milioni dal Pnrr per ridurre le perdite idriche. Abbiamo lavorato per dare servizi ai cittadini dove prima non c’erano”.

Gli interventi sulla rete e la manutenzione

Poi l’assessore Nino Carreri: “Ero consigliere di quartiere quando abbiamo scoperto che nel serbatoio Montesanto, oggi pronto quasi al 90%, un pastore teneva le sue pecore. Ci sono state tante polemiche, sterili e inutili, contro chi ci garantisce il servizio. Amam dal 2023 si occupa anche dei servizi aggiuntivi e nel 2024 siamo passati alla manutenzione strade. Le difficoltà ci sono ma lo sforzo dell’amministrazione sul piano strade è chiaro e speriamo di poter partire a breve. Amam è presente h24 e fa uno sforzo immane per garantire il servizio. Piano piano arriveremo ai livelli che vogliamo”.

Il presidente di Amam, Paolo Alibrandi, ha aggiunto: “Sono onorato di essere qui a rappresentare un’azienda che nelle case porta l’acqua. Vorrei ricordare, da cittadino e da presidente, cos’era l’azienda prima del 2018. Ricordo la prolungata assenza di acqua del 2015. Nel 2018 non c’erano software gestionali, progetti, un sistema di riscossione. Siamo partiti sì dai conti ma anche dall’immagine, dalle fontane riammodernate in centro e nei villaggi. Amam è tornata a essere presente e grazie all’azione strategica abbiamo ridotto i costi dell’energia di 6 milioni e con i progetti di efficientamento stiamo continuando. Ci sono state poi il Covid e le crisi idriche. Il 2024 è stato il picco dell’emergenza. Ciò nonostante Amam ha portato l’acqua nelle case, anche con le autobotti. Il 2025 è stato più sereno e questo ci ha consentito di lavorare in maniera regolare. La sostituzione di interi tratti di condotta ci consentirà di ridurre le perdite. Ricordiamoci che la nostra fonte principale di approvvigionamento arriva da fuori provincia. Un sistema che va sostenuto e che costa tanto. Stiamo continuando a implementare il sistema della Santissima, che è vitale. Nel 2025 abbiamo distribuito il 46% di acqua in più in città”.

Alibrandi ha citato diverse aree della città e le sorgive collinari. Ha poi parlato dei nuovi pozzi: “L’acqua è sempre stata buona. Abbiamo inserito in rete i pozzi Oteri-Busà-Cucinotta. Uno lo inseriremo a fine febbraio, poi altri quattro quindi cinque in tutto. Tutto questo si può fare grazie alla lungimiranza di questa giunta. Nel 2018 non c’era alcun parco progetti, oggi sì. Il Montesanto 1 sarà completato grazie alle nostre lotte. E così anche la ricerca idrica. Il revamping del depuratore di Mili ha visto la copertura delle vasche di dissabbiatura, l’installazione dell’impianto a bolle, e stiamo ancora lavorando”.

La sfida dell’erogazione continua

Nelle slide questi due progetti risultano completi rispettivamente al 90% e al 70%. E ancora: “I lavori Pnrr sono il fiore all’occhiello del Sud Italia. Penso al quartiere Lombardo, primo lotto di lavori. Da lì oggi non arrivano più telefonate. Significa che l’acqua c’è e non ci sono residui, occlusioni”. Infine il presidente ha spiegato che altri progetti (per 80 milioni) saranno presentati per “arrivare a ri-tarare gli obiettivi. Dai dati, dagli interventi e dalle attività possiamo arrivare all’acqua h24 nel 2028. Sfido chiunque a dire il contrario. L’Amam si occupa anche di servizi di fognature. In condizioni normali il deflusso è regolare. Ma con gli eventi meteorici intensi rischia di andare tutto all’aria, per questo Amam è sempre attiva, 24 ore su 24. La macchina della pulizia delle caditoie rappresenta la prevenzione. Non è solo aver efficientato il sistema, ma anche aver guardato a spiagge e mare così da non far arrivare niente. Per questo siamo arrivati alla Bandiera Blu, frutto di una strategia integrata tra servizi e tutela ambientale”.

L’analisi di Cateno De Luca

Cateno De Luca ha poi fatto un parallelismo: “Messina per l’apatia che c’era si era adeguata al sistema Sicilia. Era normale non avere acqua h24 o che l’acqua andava al mare e per riprenderla servivano i dissalatori. Il primo dato su Messina che fornisco è che dal 2018 a ora, sul fronte della gestione delle risorse idriche, ci sono stati investimenti importanti. Prima di quell’anno non si erano mai indirizzati 40 milioni di lavori fatti o in corso, di 20 milioni di euro sbloccati grazie alla nostra battaglia a Palermo. Ma perché ci vogliono ancora 80 milioni se 20 già ci sono? Ce ne vogliono 60. Quando ci siamo insediati avevamo parlato di oltre 100 milioni per arrivare alla normalità, cioè dare l’acqua a tutti, sempre e senza incidenti per strada. Alla fine quindi siamo arrivati a 120 milioni: i 20 da appaltare, i 40 in corso e i 60 milioni di progetti pronti. Ricordiamoci che quando siamo arrivati c’erano solo debiti e addirittura l’Amam doveva dare al Comune 16 milioni di utili, una stronzata. C’è solo un metodo per lavorare: fissare obiettivi. Quando mi dicono che non abbiamo raggiunto l’h24 e quindi abbiamo fallito ti irriti. Perché dobbiamo contestualizzare. Queste risorse sono state reperite con grandi battaglie. Vedere che nel 2018 la media di distribuzione era di 14 ore ma con i millimetri di pioggia più alti di questi anni. Nel 2021 siamo arrivati al picco di 19,5 grazie all’efficientamento delle reti. Nel 2022 il crollo, ma guardate la piovisità di quegli anni fino al 2024. È stata la più bassa. Ciò nonostante abbiamo continuato a lavorare perché serviva tempo. Oggi siamo quasi al picco (nelle slide 19,2 ore di media, ndr). Ma ci serve tempo. Penso al Montesanto, è una vergogna, perché era lì da sempre. Penso all’urbanizzazione selvaggia della zona nord. Noi abbiamo inserito anche progetto nelle opere complementari del Ponte. La nostra visione resta chiara ed un obiettivo che inseguiamo da 7 anni e mezzo. Tutti questi interventi valgono anche per il sistema fognario. Oggi Amam garantisce un servizio nonostante le criticità. Era l’azienda combinata peggio ma non si poteva permettere di essere in liquidazione perché proprietaria delle infrastrutture. Siamo stati sul filo del rasoio ma nonostante tutto siamo qui. È ovvio che noi, rispetto a un andamento complessivo, dobbiamo mettere a confronto Messina e la Sicilia nel 2018 e Messina e la Sicilia nel 2026. Col sistema ATI qui è stata fatta carne di porco. Qualche sindaco ha deciso che il voto di Messina doveva valere quanto il voto di Fiumedinisi. Noi scontiamo anche questa maledizione di aver avuto un sindaco che ha fatto male alla città con le proprie mani. Oggi combattiamo per salvaguardare il sistema idrico di Messina da quelle scellerate scelte politiche. Sul servizio idrico non si possono fare mettere le mani ai privati, da questo punto di vista sono un comunista. Il pubblico deve garantire un servizio essenziale, perché su questi servizi non si può lucrare”.

Le risposte alle critiche e il futuro politico

Sull’acqua h24 nel 2028, alle domande dei giornalisti sulla previsione forse troppo ottimistica, Basile ha spiegato: “Non è una promessa ma un impegno, visto il tema delicatissimo. C’è un elemento pluviometrico importante da considerare, sono condizioni che possono creare difficoltà. Nel 2024 ha piovuto la metà del 2018, no? Noi possiamo intervenire sulla condotta, lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo, perché sono lavori che riverberano sulla resa. Questa prospettiva del 2028 è data a condizioni attuali. Ma forse si potevano fare cose anche prima”.

E De Luca: “A chi ci attacca dico che sono sicuramente gli stessi che non hanno fatto nulla prima. Ditelo a quei cafoni del centrodestra che oggi hanno i bottoni della giostra alla Regione. Le nostre programmazioni sono agganciate a quelle regionali. La nostra responsabilità è fare i progetti. Voi che cazzo avete fatto in 30 anni? Prima di me e prima di noi la città è stata amministrata da tutto l’arco costituzionale. Poi ci sono cose imponderabili. Se non piove che dobbiamo fare?”.

Poi la politica e il tema del tagliando: “Con chiarezza dico che ho fatto un errore nel 2022. Un errore politico. Quella è una delle cause principali per cui abbiamo camminato con il freno a mano alzato, perché Nino Germanà ha fatto un danno incalcolabile alla città. Lui è stato resuscitato ma si è trasformato in un traditore. Messina ha subìto un andamento lento per questo. Il sindaco ha tempi veloci e deve avere una corrispondenza identica dal Consiglio. Oggi non ce l’ha per il mio errore. Si va avanti con un ragionamento monocolore, così che non ci sia responsabilità politica di un eventuale cambiamento di rotta. Il tagliando? Sabato alle 5 di mattina qui senza diretta, facciamo così?”.

2 commenti

  1. Acqua h/24 a Taormina, si sono confusi…

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  2. Due domande: ma non si era già detto H24 qualche tempo fa, e siamo già in ritardo ?
    Comunque…ma se poi si fa la società tra pubblico e privato (che avrà un guadagno notevolissimo), quanto ci costerà l’acqua ???
    Farei la terza: ma tutto ciò sembra giusto ???

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