La proposta del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia punta a istituire un aliscafo diretto. Ma il calcolo reale della traversata e delle coincidenze terrestri alza l'asticella delle percorrenze
Un collegamento marittimo diretto tra Milazzo e Reggio Calabria per facilitare l’accesso all’aeroporto e offrire una nuova alternativa di mobilità ai cittadini del comprensorio tirrenico. È la proposta contenuta in una mozione presentata al Consiglio comunale dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, primo firmatario Roberto Mellina, insieme ai consiglieri Fabiana Bambaci, Rosario Piraino e Mario Sindoni.
L’iniziativa punta a mettere in relazione il porto mamertino con lo scalo aeroportuale reggino attraverso una corsa veloce senza cambio a Messina. Un progetto che, nelle intenzioni dei proponenti, “potrebbe rappresentare una soluzione utile sia per i viaggiatori diretti a Reggio Calabria sia per quanti, in caso di limitazioni o sospensioni dei voli a Catania, avessero bisogno di raggiungere un altro aeroporto”. La mozione impegna il sindaco e la giunta ad avviare un confronto istituzionale e uno studio sulla fattibilità tecnica ed economica del servizio.
Le motivazioni della proposta e la fase sperimentale
I consiglieri muovono dai numeri registrati nel 2025: 1.145.083 movimenti di passeggeri di linea al porto di Milazzo e 977.984 passeggeri all’aeroporto di Reggio Calabria, cresciuto del 56,7% su base annua. Nel documento si richiamano le difficoltà del collegamento stradale con l’aeroporto di Catania, distante circa 140 chilometri da Milazzo, tra “congestione della tangenziale, cantieri e incidenti”, a cui si aggiungono le ricorrenti limitazioni di Fontanarossa dovute alle emissioni di cenere vulcanica dell’Etna.
I firmatari chiedono la convocazione di un tavolo di confronto con Regione Siciliana, Regione Calabria e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, coinvolgendo gli enti locali, l’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, le Capitanerie, Sacal, Liberty Lines e Atam per “individuate le competenze e definire il coordinamento tra gli enti”.
Entro sessanta giorni si richiede l’acquisizione di una prima proposta economica da confrontare con l’ipotesi di uno scalo intermedio a Messina e con le alternative terrestri. L’idea dei consiglieri prefigura una fase sperimentale di 180 giorni con tre coppie di corse giornaliere, la gratuità della navetta tra il porto di Reggio e l’aeroporto sostenuta da adeguata copertura finanziaria e l’ipotesi di “consentire il check-in aereo direttamente a bordo dell’aliscafo durante la traversata”.
I conti della traversata: la variabile dei tempi reali
Se il quadro politico-amministrativo delinea le intenzione della mozione, l’analisi tecnica dei tempi reali evidenzia criticità difficilmente sormontabili sul piano operativo.
Oggi la rotta in aliscafo Messina-Reggio Calabria (circa 11 chilometri via mare) impiega dai 30 ai 35 minuti, considerati i rallentamenti obbligati per le manovre di disormeggio e d’ingresso nei bacini portuali. La tratta Milazzo-Reggio Calabria misura circa 39 chilometri: ai tempi della rotta dello Stretto vanno aggiunti matematicamente circa 28 chilometri di navigazione in mare aperto. Anche ipotizzando che un mezzo veloce viaggiasse costantemente alla massima velocità di crociera (circa 55-60 km/h), occorrerebbero almeno 28-30 minuti di sola navigazione aggiuntiva. La traversata diretta Milazzo-Reggio richiederebbe quindi tra i 60 e i 65 minuti effettivi. Se si inserisse lo scalo intermedio a Messina, con l’ingresso in porto, la sosta alla banchina per l’imbarco/sbarco dei passeggeri con bagagli e il disormeggio, il viaggio via mare salirebbe inevitabilmente a 85-90 minuti.
Scesi dall’aliscafo a Reggio Calabria, occorre considerare i tempi di sbarco, il raggiungimento della fermata, l’attesa del bus e il tragitto su gomma fino al terminal dell’aeroporto Tito Minniti, stimabili in ulteriori 30-35 minuti complessivi (15 minuti per il cambio mezzo e lo sbarco, più 15-20 minuti di percorrenza della navetta). Insomma un totale di circa 90-100 minuti per i collegamenti diretti e 110-120 minuti per i collegamenti con scalo intermedio a Messina, cioè tempi non molto diversi da quelli di collegamento con l’aeroporto di Catania, raggiungibile senza cambio mezzo.
L’incognita passeggeri e la sostenibilità economica
Un quadro che apre dubbi sostanziali sulla sostenibilità della linea: da un lato, l’opzione con scalo a Messina allungherebbe i tempi a tal punto da renderla del tutto poco competitiva rispetto all’auto o al pullman via autostrada A20 e A18; dall’altro, una rotta diretta Milazzo-Reggio rischierebbe di viaggiare con un numero di passeggeri estremamente ridotto, non potendo contare sul bacino d’utenza della città di Messina e dipendendo esclusivamente dai flussi diretti verso i voli dello scalo reggino. Difficile che questi numeri e questa catena di coincidenze possano giustificare i costi di esercizio dell’infrastruttura navale.

