Alessandro Russo: "Sosterrò Antonella ma la gestione Hyerace/Barbagallo ha spaccato il Pd" INTERVISTA

Alessandro Russo: “Sosterrò Antonella ma la gestione Hyerace/Barbagallo ha spaccato il Pd” INTERVISTA

Marco Olivieri

Alessandro Russo: “Sosterrò Antonella ma la gestione Hyerace/Barbagallo ha spaccato il Pd” INTERVISTA

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sabato 07 Marzo 2026 - 17:36

Così il consigliere: "La mia era la candidatura migliore. E ho evitato che decidesse Palermo, scavalcando Messina. Il prezzo politico è altissimo a causa dei segretari regionale e provinciale"

di Marco Olivieri

MESSINA – Alessandro Russo, consigliere comunale del Partito democratico a Messina. In Direzione provinciale del Pd la sua candidatura non è passata ieri per un voto: 16 a 15. A essere candidata a sindaca di Messina, per il centrosinistra, sarà Antonella Russo. Una sua valutazione?

“Dopo un mese di trattative abbiamo una candidatura. È vero che teniamo unito il centrosinistra ma a quale prezzo? Il risultato è che il Partito democratico è spaccato a metà. Non era opportuno che il Pd di Messina si spaccasse a metà. Per quanto uno si metterà adesso, in modo leale, a cercare i voti per Antonella Russo, come sindaca, una spaccatura politica non può essere senza conseguenze. Fossi io il segretario provinciale (Armando Hyerace, n.d.r.) una valutazione la farei. Non è che devi dimetterti ma devi pensare se il Partito democratico può andare avanti così, non avendo fatto lo sforzo minimo necessario per potere trovare una candidatura unitaria. Quando si dice che la candidatura unitaria era solo quella di Antonella, dopo quelle di Todaro e Timbro, non corrisponde al vero|”.

Perché?

“La mia candidatura era presente sin dal primo momento ma non sono stato mai convocato al tavolo del centrosinistra. Erano loro che si riunivano e parlavano. La candidatura di Antonella Russo non è unitaria perché, anche nella relazione del segretario, l’ha portata avanti come una sua valutazione, sostenendo che quella era la scelta giusta per Messina. Non era unitaria ma, al contrario, di una parte. Un’altra parte ha legittimamente sostenuto me. Non è una cosa che in due giorni risolvi”.

In che senso?

“Occorre ricostruire un tessuto con il partito che non si è riconosciuto nel percorso che ha intrapreso il segretario nella scelta del candidato. Ripeto: sosterremo Antonella e saremo leali. Ma il tema politico resta”.

Ma si potrebbe obiettare: perché Alessandro Russo, sostenuto dal deputato regionale Calogero Leanza, non ha fatto un passo indietro? Una rinuncia dato che il segretario in Sicilia Anthony Barbagallo e il segretario provinciale Hyerace hanno optato per Antonella Russo come candidata?

“Antonella Russo diventa candidata sindaca perché ha come main sponsor Anthony Barbagallo, il quale in modo legittimo tira la volata alla sua mozione, la mozione Schlein. Barbagallo sostiene la candidata della sua mozione, forzando sugli equilibri di partito di Messina. Ma soprattutto, e ciò è più grave, cercando di imporla attraverso il segretario provinciale senza una discussione in Direzione. Il tema vero è che questa candidatura arriva dopo che finalmente si è potuto votare sulla base delle mie resistenze nei confronti della segreteria provinciale”.

Che tipo di resistenze?

“Resistenze per far tornare la discussione all’interno della Direzione provinciale sulla candidatura a sindaco a Messina. Il tutto dopo che avevano per un mese giocato a Palermo, con un tavolo del centrosinistra autoprodottosi, che discuteva e imponeva candidati dall’alto senza avere mai ascoltato il partito di Messina. Né l’assemblea, né la Direzione. Una scelta che tradisce in profondità lo spirito che anima il Partito democratico. Uno spirito autonomistico e che prevede che le scelte del territorio vadano prese nel territorio. Se non mi fossi messo di traverso, con la mia area, a pretendere che fosse la Direzione di Messina a discutere del candidato di Messina, il segretario regionale di un partito che si dice democratico avrebbe calato dall’alto nell’ordine prima Paolo Todaro, dopo Barbara Floridia, Maria Flavia Timbro e in ultimo Antonella Russo. Se io fossi in Antonella Russo la farei una valutazione su questi passaggi. Non può essere soddisfatta del risultato del voto: è candidata per un voto e non in forma unitaria. E con un percorso che ha visto schiacciata, nel periodo di selezione, la Direzione provinciale di Messina”.

Il tavolo del centrosinistra a Palermo avrebbe deciso senza coinvolgere Messina dunque?

“A Palermo si teneva un tavolo che non aveva alcuna relazione con il territorio di Messina. Una cosa aberrante. E noi ci siamo limitati a chiedere il rispetto dello statuto e dei regolamenti del Partito democratico. Erano loro che stavano agendo così. E alla fine hanno agito scegliendo la candidata di Barbagallo e non spiegando questa candidatura. Ci saremmo aspettati che Palermo tenesse conto di un caso così grave, con una relazione del segretario provinciale Hyerace che spaccava il partito e due candidati che legittimamente non hanno fatto il passo indietro. Ci saremmo aspettati che da Palermo qualcuno si degnasse di partecipare alla Direzione provinciale e spiegare perché era giusto votare una candidatura rispetto a un’altra. Ma non hanno avuto neanche il rispetto politico della federazione di Messina e dei candidati che erano in ballo. Da Palermo non hanno sentito questa esigenza politica, a parte l’assenza di sensibilità umana. Sono passati sopra la dignità personale e io non dovevo fare un passo indietro”.

Perché?

“Io la mia disponibilità politica l’ho data il 9 febbraio. Ho chiesto più volte di fare le primarie. Ci è stato detto che in una settimana avremmo chiuso il tavolo del centrosinistra. Non è stato così. Hanno perso un mese. E quindi abbiamo perso anche l’occasione principe di far scegliere al nostro elettorato il candidato o la candidata. Dal punto di vista del metodo e del percorso, la segreteria Barbagallo/Hyerace ha portato il partito alla spaccatura. E questo è un prezzo politico altissimo di cui o Barbagallo, segretario regionale, o Hyerace, segretario provinciale, prima o poi dovranno rendere conto alla città. Per quale ragione avrei dovuto ritirare la mia candidatura? La mia era la migliore candidatura a mio giudizio. Ma sosterrò Antonella perché così ha deciso il partito. Ho chiesto che si votasse la candidatura. Ha vinto lei e la sosterrò lealmente”.

Ma lei non chiede le dimissioni di Hyerace, giusto?

“No, è inutile perché, in questo partito, ormai da tempo, nessuno riconosce il senso del limite e del risultato in politica. Se uno avesse un minimo di riconoscimento di quello che dovrebbe essere il proprio ruolo, nelle funzioni di rappresentanza del partito, non dovrebbe avere dubbi sul da farsi. Fossi un segretario che porta il Pd a un esito come quello di venerdì, delle conclusioni le tirerei. Ma non per il nome votato ma per il fatto che il Partito democrativo arriva alle elezioni in condizioni che non si possono nascondere. Adesso, in campagna elettorale, dobbiamo cercare di ricostruire. E questo è il problema. Fare finta di non notare che l’elettorato ancora una volta, siamo alle solite finzioni del Pd, manda messaggi, fa telefonate, commenta sui social, scrive post indignati sulle modalità con cui questo mese il centrosinistra ha condotto le operazioni politiche, significa essere ipocriti, ciechi e gente che non vive a Messina. Io non sono ipocrita e cieco, vivo a Messina e dico che bisogna trarne le conseguenze politiche. Non mi interessa il gioco dell’impallinare il segretario. Il partito è già messo male così. Ma non si possono prendere in giro gli elettori. Bisognerebbe avere l’umiltà di chiedere scusa dopo un mese così”.

La sua che candidatura a sindaco sarebbe stata?

“Il punto di partenza era quello di rappresentare il mondo che sta fuori dal Pd, che ci ha abbandonato negli anni e che non si sente più rappresentato. Il mondo del movimentismo civico, dell’associazionismo, del terzo settore, che opera nel disagio dei tanti messinesi esclusi dai diritti minimi di civiltà. Dovevamo rappresentare quei mondi, non gli equilibri interni di coalizione. Tutte queste (e tante altre cose) ho voluto incarnare con la mia disponibilità alla candidatura. E le rivendico con immenso orgoglio. Se l’elettorato non si sente rappresentato, vota altrove”.

Qual è ora il clima all’interno del partito?

“Per quanto mi riguarda, sono stato oggetto di calunnie e menzogne. Se sono un problema, all’interno del Pd, lo si dica. Io sono un fondatore di questo partito. E ho dato l’anima e risorse economiche quando non c’era nessuno in questo partito. Sono unitario quando vengo nominato coordinatore dei circoli cittadini e divisivo ora, quando avanzo la mia candidatura?”.

Qualcuno ha sollevato dubbi sulla spontaneità della petizione a suo favore come possibile candidato…

“Un partito che ha paura delle petizioni popolari ha un problema con le sue stesse radici fondative, dato che si dice democratico. Si tratta di persone fuori dal Pd che hanno posto un problema di metodo. Altrimenti, si è un partito delle élite. Si tratta di amici e compagni di una vita che hanno ritenuto di chiedere al centrosinistra di valutare la mia candidatura, tenendo in considerazione il territorio in un periodo in cui il nostro segretario, con Barbagallo, decideva a Palermo senza considerare Messina. La petizione è stata utilizzata come pretesto per impallinare la mia candidatura. Un modo per sopperire all’assoluta mancanza di argomenti politici per ostacolarla”.

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3 commenti

  1. Alessandro Russo, mostra per una volta il tuo peso schierati in coalizione con De Luca come ala di estrema sinistra in coalizione visto che nessuno ti ha preso in considerazione, e finalmente potrai contarti in una competizione elettorale, cosi’ facendo farai scacco matto al PD cittadino nella sua piu’ grande sconfitta a messina facendo cosi’ piazza pulita di chi non ti vuole nel PD.

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  2. I panni sporchi solitamente si lavano in casa per cui le dinamiche sviscerate dal consigliere dovevano essere frutto solo di un dibattito interno al partito che per l’ennesima volta si mostra spaccato e non coeso e soprattutto dipendente da Palermo, se non da Roma.E di questo l’elettore, prima di criticare gli avversari, non può non tenerne conto

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  3. Mi viene da piangere.
    Come è stato possibile ridursi in questo modo?
    Che razza di classe dirigente è mai questa?
    La situazione non è più quella urlata a piazza Navona il 2 febbraio del 2002, ma infinitamente più tragica.
    Anche perché nel frattempo il mondo è cambiato.
    Solo questo pseudo Centro sinistra de noantri pare non essersene accorto, avvitato com’è solo su sé stesso, bravo a guardare il proprio ombelico e non all’esterno .
    Se anche gli elettori di sinistra sono disgustati (e lo sono ve lo assicuro) da questo spettacolo misero e infimo , come sperare anche solo lontanamente di raccattare voti oltre il vostro campo?
    A questo punto non dico per vincere, neanche per competere dignitosamente, ma solo sperare in qualcosa che non sia una candidatura di mera rappresentanza, a prescindere dalla inequivocabile validità e serietà della figura dell’avv. Russo.
    “Con questi dirigenti non vinceremo mai! ”
    Mi viene solo da piangere

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