Il consigliere provinciale sollecita Ricevuto affinché si lavori per la costituzione di una vera “rete oncologica provinciale”. Branca scrive invece a Petrella: “Si collochino centraline mobili per il controllo delle polveri sottili”
Il consigliere provinciale Antonino Scimone (Pdl), ha presentato una mozione chiedendo d’intensificare i presidi di prevenzione e cure oncologiche nella Provincia di Messina. Una presa di posizione dettata dall’analisi della situazione complessiva italiana e di vari ambiti di riferimento: “Ogni anno sono circa 22 mila i casi di neoplasie, con 10.500 decessi – scrive Scimone. La struttura assistenziale siciliana è cresciuta nel nuovo millennio ma, è ancora inadeguata a coprire le reali necessità oncologiche regionali. La politica regionale siciliana ha individuato alcune zone critiche ad alto tasso d’inquinamento ambientale, di cui fa parte anche la Valle del Mela, dove, però, non esiste un centro specializzato in tale settore”.
Scimone, medico, pertanto ben consapevole della problematica e dei suoi vari aspetti, sottolinea che al Nord-Italia ci si ammala di più ma si muore di meno, per patologia neoplastica, rispetto al Sud, dove l’incidenza è minore. Questo significherebbe che al Centro-Nord investono più energie economiche per attivare i centri di specializzazione, per cui la gente ha più possibilità di curarsi, con abbattimento dei tempi d’attesa, che in Oncologia devono essere assolutamente eliminati. “Nel confronto con la nostra realtà ed, in particolare, con il distretto di Messina – continua il rappresentante del Pdl -, in 109 comuni non esiste un ambulatorio convenzionato di Oncologia Medica; in tutti gli Ospedali cittadini e nei grossi centri della provincia non esiste la figura dell’oncologo Medico, tranne che a Taormina”.
L’assemblea Regionale Siciliana ha approvato, nel marzo la legge che regola le norme per il riordino del Servizio Sanitario Regionale. In tale stesura provvisoria, in un sub-emendamento si legge: “nelle aree industriali a rischio saranno individuate con decreto assessoriale, le prescrizioni in materia di prevenzione individuale e collettiva, diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria per le patologie derivanti dagli insediamenti industriali ed individuate specifiche risorse” ed inoltre ”nel quadro della riorganizzazione delle aziende sanitarie provinciali continuano ad applicarsi le disposizioni in cui all’art. 1 comma 3 della Legge Regionale 6 febbraio 2006 n. 10 relativamente all’attivazione di nuove unità operative complesse in discipline oncologiche e radio-terapiche nei distretti ospedalieri ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale”.
Per le condizioni esposte, il consigliere Scimone nella sua mozione, chiede al Presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ed al Presidente del Consiglio Provinciale, Salvino Fiore, di attivare tutte le forze necessarie, politiche, sanitarie e sociali affinché vengano istituiti nuovi presidi Oncologici di prevenzione e cura dei Tumori sia nelle zone ad alto rischio ambientale che nei grossi presidi ospedalieri della Provincia per creare quella “rete oncologica provinciale” che servirà a ridurre i tempi di attesa, a ridurre i viaggi della speranza, a sensibilizzare localmente i cittadini alla prevenzione, ad avere un approccio alle cure in tempi brevissimi e quindi cercare di dare sia qualità ma anche quantità al malato oncologico.
E sulla tutela dell’ambiente torna invece il consigliere provinciale della zona tirrenica Massimiliano Branca, che ha presentato una lettera all’Assessore di competenza, invitandolo a concordare la collocazione di centraline mobili in dotazione della Provincia, per il controllo della presenza, nel nostro distretto, di polveri sottili, meglio note come PM10.
Il consigliere ricorda che la legge fissa i limiti delle concentrazioni di polveri sottili (D. M 2/4/2002 n. 69) a 50 microgrammi per metro cubo (valore medio giornaliero), e stabilisce il limite massimo di giorni in cui tale limite possa malauguratamente essere superato in 35 (che diventano 50, perché il legislatore ha dato 15 giorni di tolleranza, per permettere un adeguamento non brusco a questi standard). “A tal proposito – spiega Branca – il Ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha dovuto chiedere una deroga al 2011, per poter garantire un adeguamento del nostro Paese alle norme UE sulle polveri sottili, ben sapendo che per riuscire a rispettare quella scadenza, necessiterà una collaborazione capillare, e quindi anche da parte degli enti locali”.
Branca chiede inoltre che vengano intraprese azioni concrete e strutturali per la soluzione del problema, a partire dalla suggerita collocazione di apparecchiature per conoscere il livello d’inquinamento nella Provincia di Messina ed, in caso di risultati preoccupanti, di intervenire, principalmente, sulla mobilità urbana, dal momento che oggi, in gran parte delle città, il trasporto stradale contribuisce al 70% delle emissioni di PM10, rappresentando la fonte principale di inquinamento atmosferico.
