Sentenza d'appello per Ruggeri, arrestato per il pauroso rogo che nel 2023 minacciò anche Taormina e Letojanni
E’ severa anche in appello la condanna per Giuseppe Ruggeri, imputato del devastante incendio del luglio 2023 tra Taormina e Castelmola. La Corte d’Appello lo ha condannato a 6 anni e 4 mesi, confermando la sua responsabilità e il pagamento del danno al Comune di Taormina, assistito dall’avvocato Giovanni Mannuccia. Il 61enne di Taormina, difeso dall’avvocato Antonello Scordo, incassa un lieve “sconto di pena”: in primo grado la condanna era stata a 8 anni di reclusione.
L’incendio del 2023
Ruggeri era stato arrestato dai carabinieri nel 2025 dopo l’enorme rogo scoppiato il 25 luglio 2023. Le fiamme superarono i 3 metri d’altezza e colpirono soprattutto Castelmola, minacciarono Taormina e lambirono Letojanni. Danneggiati i fabbricati e chiusa a lungo l’autostrada A18 tra Roccalumera e Taormina. Servirono più di 24 ore ai Vigili del Fuoco per domare completamente l’incendio.
Terreni da sfruttare per pascolo
Le indagini portarono a Ruggeri, individuato dopo due anni. L’uomo voleva bruciare terreni limitrofi ai suoi per rigenerarli e farne pascolo. I militari scoprirono che aveva invitato vari allevatori a condurre il proprio bestiame nelle aree in questione, avviando trattative per “concederle” – benché senza titolo – in cambio di somme di denaro per migliaia di euro. L’uomo avrebbe vantato ingiustificatamente la disponibilità dei terreni e, comportandosi di fatto come padrone.
Una vecchia conoscenza
Ruggeri, in carcere a Siracusa, era già noto alle forze dell’ordine, avendo la fedina penale già “macchiata”: in passato è stato coinvolto in inchieste antimafia che hanno svelato gli interessi dei clan nella zona jonica del Messinese.

