Barcellona. Sequestrati beni per 500mila euro ad Antonino Calderone - Tempostretto

Barcellona. Sequestrati beni per 500mila euro ad Antonino Calderone

Redazione

Barcellona. Sequestrati beni per 500mila euro ad Antonino Calderone

sabato 11 Dicembre 2021 - 13:53

Operazione del Ros. L'uomo, già in carcere, è ritenuto elemento di spicco dell'ala militare della mafia barcellonese

BARCELLONA – I Carabinieri del Ros, unitamente a militari della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sottoposizione alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, per anni 5, e alla confisca di beni emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione a carico di Antonino Calderone, attualmente detenuto. 

Il provvedimento trae origine da più indagini condotte dal ROS che hanno interessato la famiglia mafiosa di Barcellona e consentito di individuare in Caldeonr uno degli elementi di spicco dell’ala militare dell’organizzazione.

Numerosi collaboratori di giustizia lo hanno inoltre indicato come autore di numerosi fatti di sangue che si sono registrati nella fascia tirrenica della Provincia di Messina a partire dall’inizio degli anni ‘90.

Antonino Calderone è stato arrestato, da ultimo, nel 2012 in esecuzione dell’ordinanza emessa nell’ambito del procedimento penale denominato “Gotha III”. Inoltre, in carcere è stato raggiunto da altri provvedimenti di condanna emessi per gravi fatti di cui è stato riconosciuto responsabile.

La confisca ha riguardato 2 immobili commerciali ubicati nell’abitato di Barcellona Pozzo di Gotto, 6 immobili ubicati nel medesimo Comune e costituenti un’unica struttura adibita a stalla, in passato utilizzata come luogo di riunione dei componenti del sodalizio criminale barcellonese e un’impresa dedita all’allevamento di animali e alla commercializzazione di carni, già posti sotto sequestro nel mese di luglio 2019.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a confisca è stimato in circa 500.000 euro. Il provvedimento si inserisce in un’ampia manovra di contrasto alla criminalità di tipo mafioso che l’Arma dei Carabinieri sta conducendo nel Distretto di Messina sotto la direzione della locale Procura della Repubblica.

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