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Il libro dei sogni si chiude alla pagina “Ponte sullo Stretto”. Stizzito il sindaco Buzzanca: «Decisione inaccettabile»

ELENA DE PASQUALE

Il libro dei sogni si chiude alla pagina “Ponte sullo Stretto”. Stizzito il sindaco Buzzanca: «Decisione inaccettabile»

domenica 22 Gennaio 2012 - 01:26
Il libro dei sogni si chiude alla pagina “Ponte sullo Stretto”. Stizzito il sindaco Buzzanca: «Decisione inaccettabile»

Duro commento del primo cittadino che preannuncia azioni di tutela e salvaguardia della città. Ma forse la decisione adottata dal Cipe non è poi stata una doccia così fredda…

Un governo, quello Berlusconi, ha deciso di finanziarlo facendone uno dei vessilli del proprio mandato politico. Un altro, quello Monti, ha deciso di indirizzarne altrove le risorse. Inevitabile la pioggia di reazioni da parte di quanti hanno espresso la propria opinione sulla linea seguita dall’esecutivo tecnico. Su tutte quella del sindaco Buzzanca, che annuncia di intraprendere tutte le azioni a tutela e salvaguardia della città: «La decisione di de finanziare la realizzazione del ponte di Messina è un atto proditorio ed inaccettabile. Un governo non legittimato dal voto popolare avrebbe dovuto avvertire la necessità di mantenere le priorità dei predecessori, la cui elezione è stata ratificata dalle votazioni». Una priorità, appunto, del governo, anzi dei governi, tanto oggi quanto ieri, a prescindere se essi siano stati o meno eletti dal popolo.

Una posizione netta quella di Buzzanca, che vede sfumare la possibilità di ottenere per la città quei fondi che, così come spiegato in una delle ultima conferenze dei servizi tenutasi a Roma (vedi correlato) con Ciucci e i rappresentanti dell’Ente (Scoglio e Caminiti), si sarebbero dovuti inserire all’interno del tanto discusso Accordo di Programma Quadro. Ma con una specificazione ben precisa, ovvero che determinate opere (seconda Canna Giostra-Annunziata, svincolo Annunziata Guardia, a carico della Regione e non del Comune) venissero realizzate in maniera propedeutica, ovvero prima che nelle zone in questione venissero aperti i cantieri del Ponte. Cantieri che invece non verranno mai aperti, almeno non nei prossimi anni. Inutile dunque il gran parlare degli ultimi mesi, gli incontri, le seduta straordinarie di consiglio che hanno portato alla sottoscrizione di un documento oggi ancor meno utile di quanto non sia stato fino a ieri.

La decisione adottata dal Cipe ha però avuto un “precedente illustre”, ovvero il neo-Ministro all’ambiente Corrado Clini che, a qualche giorno di distanza dall’insediamento in seno all’esecutivo ma soprattutto poco dopo l’alluvione di Saponara e dintorni, dichiarava riferendosi all’infrastruttura: «E’ realmente necessaria?» (vedi correlato). Altrettanto enigmatiche, ed evidentemente non senza ragione, altre affermazioni rilasciate proprio da uno diretti interessati, l’Ad della Stretto di Messina, che a margine della giornata del “Cantoniere 2011”, lo scorso 6 dicembre (correlato), asseriva: «Le decisioni sulle priorita’ spettano al governo. Sono in corso le procedure previste dalla legge obiettivo. C’e’ una conferenza dei servizi che si e’ appena chiusa e il tema sara’ affrontato dai ministri e, per quanto ci riguarda noi stiamo lavorando». E le priorità, evidentemente, saranno altre. Il libro dei sogni si chiude ancora una volta alla pagina del “C’era una volta il ponte sullo Stretto”. (ELENA DE PASQUALE)

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10 commenti

  1. Questa interminabile agonia,ponte si ponte no,si è definitivamente chiusa,il governo Monti ha deciso NO PONTE,la crisi economica europea metterà il sigillo su questa opera INUTILE ai siciliani e a noi messinesi in particolare.Un governo tecnico ha evitato un terremoto umano,il ponte,più disastroso di quello di madre natura.Adesso speriamo venga cancellata la STRETTO DI MESSINA,società che ha inghiottito uno stretto di Messina di soldi,che potevano finanziare quelle opere infrastutturali di cui abbiamo bisogno.Non si illudano i SI PONTE,non ci sarà governo di DESTRA o SINISTRA,se ancora esisteranno,che potrà ridarci quell’agonia oggi chiusa per sempre.Questo provvedimento del CIPE contribuirà ad una stesura dei diversi piani regolatori,a cui la città è interessata,con una visione più chiara del futuro urbanistico,sociale ed economico dei messinesi.

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  2. Era ora che si smettesse con sto Ponte, già facciamo la fame, mancava pure questo disastro ecologico a darci il colpo di grazia…

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  3. Mio papà diceva sempre: “Non piango mio figlio che perde, piango mio figlio che si vuole rifare…”

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  4. Ma un sindaco delegittimato da cinque sentenze, compresa una della Corte Cotituzionale, come fa a parlare di legittimità di decisione?

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  5. rossetti mariano 22 Gennaio 2012 12:28

    Finalmente una decisione saggia ed attesa.
    Adesso l’immediato scioglimento della Stretto di Messina” ed il licenziamento del personale.

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  6. Tutti sono soddisfatti perchè il ponte non si realizza più.
    Nessuno si lamenta per le mancate risorse destinate a Messina.
    Scusate, forse Voi siete tutti ricchi e soddisfatti..ma ponte o non ponte, lavoro e risorse per Messina sono nulli e mio figlio per lavorare deve emigrare al nord….
    Il ponte, comunque non si sarebbe realizzato, le proteste rendevano solo più credibile un’opera fatta di fumo.
    Io sostengo che dovevamo pretendere il ponte(tanto non si sarebbe realizzato) e pretendere opere compensative per la sua “sicura” mancata realizzazione.
    Così mentre nel resto d’Italia si realizzava a Messina, mentre si progettava il ponte e si protestava contro il ponte, sparivano comandi militari, uffici dirigenziali ect. cioè migliaia di posti di lavoro…ma oggi siamo tutti contenti perchè il ponte non si realizza…ma perchè?Veramente esistono messinesi che ci credevano….Il ponte è una favola mentre la disoccupazione, il degrado, l’emigrazione dei nostri giovani, la mancanza di prospettive per il futuro ect. sono una realtà…già ma nessuno protesta contro la realtà.
    Si protesta contro un ponte inesistente, nel mare dei problemi messinesi.

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  7. DOPO che hanno rubato Sant’ Agata, hanno fatto le porte di ferro.All’incirca dice cosi un proverbio.In effetti dopo che politici,trombati e tromboni di ogni genere si sono “mangiati” per 20 anni e forse più, i soldi pubblici con stipendi,studi di fattibilità e sondaggi vari,OGGI una persona seria,il prof.Monti,NON consente più di bruciare soldi del popolo, quindi hanno fatto le porte di ferro,chiudendo i rubinetti del danaro.

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  8. forza Buzzy,facci a causa ca vincemu.

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  9. Benissimo, festeggiamo! Al posto dei due milioni di euro per il ponte (che è un’opera straordinaria) verranno finanziate la manutenzione delle autostrade, delle ferrovie, delle scuole e un piano per il dissesto idrogeologico, tutte cose che in un Paese civile vengono fatte in maniera “ordinaria”. Al nord nel frattempo fanno la pedemontana, la BreBeMi, la TAV, il MOSE… e naturalmente anche le opere ordinarie. La prossima volta a cosa dovremo rinunciare per avere le cose che dovrebbero spettarci di diritto? Bene, festeggiamo e facciamoci prendere per i fondelli…

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  10. Le strade del paese erano strette ed in salita, l’asino con il carretto stentava…..ma finalmente arriva il politico con la soluzione” farò volare l’asino ed il problema non esisterà più”.
    All’inizio nessuno ci credeva, ma nasceva un movimento di protesta contro l’asino volante che rendeva credibile il progetto.
    I muri del paese si riempivano di scritte con il NO all’asino che vola, venivano persino diffuse magliette con il NO all’asino che vola, distribuite durante comizi e proteste.
    I SI, credevano nello sviluppo del paese grazie all’asino volante…i No, credevano allo sviluppo del paese solo se si rinunciava all’asino volante.
    Dopo anni di abbandono, il paese era ridotto alla fame, aveva perso quel poco che aveva, la stazione ferroviaria era stata spostata al paese vicino, così come l’ufficio postale, ma l’importante era l’asino….volava o non volava.
    Un nuovo governo dichiarava che l’asino non deve volare e….. tutti i NO a festeggiare la grande vittoria….l’asino resta asino e gli asini non volano e non voleranno.
    Questa è una storia fantastica…….ma si può confrontare con la realtà…
    Quanti hanno abboccato all’amo ed hanno creduto nell’asino che vola?
    Quanti hanno abboccato all’amo ed hanno protestato contro l’asino che vola?
    Chissà se sono i politici poco attenti o i cittadini troppo…..lasciamo stare va…….
    Vivo a Messina, la provincia più bella d’Italia, ambiente fantastico e questo mi rende quasi felice.

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