L'emergenza ristori dopo la legge regionale impugnata. "7 mln già erogati in bilico e centinaia di imprese in attesa", sottolinea il movimento Più Uno
SICILIA – Il tema dei ristori a famiglie e imprese dopo i danni del ciclone Harry. Il governo Meloni ha impugnato la legge regionale n. 3 del 2026 approvata dalla Giunta Schifani in Sicilia e ora si attende l’approvazione dell’emendamento Calderone-Musumeci per sbloccare la situazione. “L’incertezza non è stata ancora risolta. Mentre la stagione estiva è alle porte, 7 milioni già erogati sono in bilico e l’emendamento Calderone–Musumeci avviato ma non ancora approvato. Centinaia di imprese sono in attesa. L’emendamento è avviato non ancora approvato: fino alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale la situazione giuridica resta incerta.”, mette in evidenza il coordinamento regionale Più Uno, il movimento politico di Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle entrate.
“Il governo nazionale ha atteso il sessantesimo giorno per impugnare, quello regionale ha commesso un errore legislativo”
Sottolinea il movimento: “Il governo nazionale ha atteso il sessantesimo giorno per impugnare, quando i ristori erano già parzialmente erogati, e ha avviato l’emendamento solo a danno consumato: un difetto di metodo che non cancella l’iniziativa odierna, ma ne ridimensiona il merito. Il governo regionale ha approvato una norma con una deroga Durc (Documento unico di regolarità contributiva, n.d.r.) — limite costituzionale pacifico e noto — senza coordinarsi preventivamente con lo Stato: un errore di tecnica legislativa che ha esposto i beneficiari a settimane di incertezza evitabile”.
L’emendamento del governo per risolvere il nodo Durc
“Dopo i necessari approfondimenti tecnici, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone e il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci hanno definito e inviato per l’istruttoria governativa l’emendamento integrativo al decreto-legge a beneficio di quanti sono rimasti colpiti dalla frana di Niscemi e dal Ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna. L’obiettivo dell’intervento – spiegano i ministri – è assicurare rapidità ed efficacia nell’erogazione delle misure di sostegno economico, finanziate con risorse pubbliche, a favore delle persone colpite dagli eventi calamitosi. L’emendamento permette inoltre di evitare che su una materia di competenza statale si creino discipline regionali differenziate, garantendo così uniformità e parità di trattamento tra territori e cittadini coinvolti”. Così in una nota il governo.
Gli effetti del ciclone Harry e gli interventi
A ricostruire la vicenda il movimento di Ruffini: “Tra il 19 e il 21 gennaio 2026 il ciclone Harry ha devastato la riviera jonica di Messina e Catania. L’Ars ha risposto approvando all’unanimità la l.r. n. 3/2026: 40,8 milioni di euro (20 per le attività commerciali, 5 per la pesca, 5 per l’agricoltura, oltre 10 per i balneari, più esonero pedaggi autostradali). Il 27 marzo il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge dinanzi alla Corte costituzionale, contestando la deroga Durc e l’esenzione dai canoni demaniali. A quel momento erano già stati erogati 7 milioni e depositate 1.200 domande. Il 31 marzo i ministri Calderone e Musumeci hanno inviato per l’istruttoria governativa l’emendamento integrativo al d.l. n. 25/2026, in corso di conversione parlamentare, per sanare il nodo Durc”.
“Le conseguenze dell’incertezza sui ristori: un danno stagionale irreversibile”
Viene rilevato dal movimento di Ruffini: “Le conseguenze dell’incertezza? Erogazioni a rischio: i 7 milioni già distribuiti sono stati erogati in forza di una legge formalmente impugnata. Nuove domande bloccate: le imprese non possono pianificare in attesa dell’approvazione parlamentare. Danno stagionale irreversibile: ogni settimana di incertezza è mancata ripresa per balneari e operatori turistici”.
Le richieste a Parlamento e governi nazionale e regionale
Ed ecco le richieste di Più Uno: “Chiediamo al Parlamento di approvare con urgenza l’emendamento al d.l. n. 25/2026 in tempi compatibili con la stagione estiva. Al governo nazionale di chiarire lo stato giuridico delle erogazioni già effettuate, escludendo recuperi a carico dei beneficiari. Al governo regionale di adeguare la l.r. n. 3/2026 ai contenuti dell’emendamento statale, eliminando ogni residuo profilo di illegittimità. A entrambi di istituire un protocollo permanente di coordinamento normativo per le emergenze calamitose, che prevenga il ripetersi di questi conflitti. I siciliani colpiti dal ciclone Harry non attendono l’avvio delle procedure: attendono l’approvazione definitiva, la certezza giuridica e la ripresa concreta”.
