Ciucci: "Il ponte sullo Stretto si farà, sono ottimista"

Ciucci: “Il ponte sullo Stretto si farà, sono ottimista”

Marco Olivieri

Ciucci: “Il ponte sullo Stretto si farà, sono ottimista”

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lunedì 30 Marzo 2026 - 07:00

Presente a Messina in occasione della manifestazione per la grande opera, l'ad non vede ostacoli insormontabili nei rilievi della Corte dei conti

MESSINA – Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, presente sabato in città per la manifestazione sì ponte. Il decreto che affronta il tema ponte riuscirà a superare gli elementi critici sollevati dalla Corte dei conti? Lei ha parlato di un avvio negli ultimi tre mesi del 2026…

“Sono ottimista. O comunque ho un atteggiamento positivo, nel senso che il recente decreto legge ha fissato un programma dettagliato, impegnativo, trasparente, per conformarsi ai rilievi della Corte dei conti. La Corte ci ha un po’ sorpreso con una decisione negativa che sinceramente non ci aspettavamo. Ma rispettiamo il suo parere e ne riconosciamo il valore costituzionale. E quindi ripartiamo, così come indicato anche dal governo, per presentarci con una nuova delibera Cipess, su cui chiederemo ovviamente la registrazione. È importante che il progetto parta su basi solide e senza nessun dubbio tantomeno di legittimità”.

Il tema cruciale è quello della mancata gara, come evidenziato di recente dall’Anac, Autorità nazionale anticorruzione. Lei non ritiene che questo potrebbe inficiare l’operazione?

“Direi di no. Io ho parlato spesso con il presidente Giuseppe Busia. Abbiamo un buon rapporto. Il presidente esprime un parere: a suo avviso sarebbe stato preferibile fare una gara. Ma nessuno può teorizzare che fosse necessario procedere con una nuova gara. La decisione di fare una nuova gara, o di attivare i contratti a suo tempo sospesi con una legge, era prerogativa del Parlamento. Ed è stato il Parlamento che ha ritenuto di non dilapidare il patrimonio di attività, e anche di costi, di spese sostenute, per arrivare al livello del progetto definitivo”.

Ma questo decreto legge è qualcosa che non risolve proprio il problema della mancata gara. In base a quanto rilevato dalla Corte dei conti, la necessità di una nuova competizione concorrenziale nasce da un dettaglio non trascurabile: non è stata fornita “la documentazione necessaria per dimostrare che l’aggiornamento dei costi non avesse superato il limite del 50% previsto dalla stessa direttiva, al di sopra del quale una gara diventa obbligatoria”…

“Il problema della gara non esiste. Scatterebbe soltanto qualora noi non fossimo in grado di rispettare la direttiva europea sulla crescita del contributivo. Ma noi non supereremo quei limiti. Se lei va a leggere l’articolo 72 della direttiva, è detto chiaramente che le varianti non vengono cumulate. Il problema del 50% riguarderebbe nuovi lavori, non gli aumenti di prezzi dovuti all’inflazione”.

Un tema per molti decisivo è la valutazione dell’Unione Europea…

“Con l’Europa il dialogo è in corso da tre anni, cioè dal momento in cui è stato deciso da parte del governo di riavviare il progetto. E il dialogo lo tiene il governo. La società Stretto di Messina partecipa, supporta e collabora, condividendo questo confronto sia sulla direttiva Habitat, con in primo piano la valutazione d’incidenza ambientale, sia per quanto riguarda il rispetto del limite del 50%. Abbiamo avuto, a dicembre, un incontro ai massimi vertici con la Dg Env (Commissione europea Direzione generale ambiente) e con quella relativa agli appalti. Abbiamo ricevuto delle domande formali di conoscenza sui singoli argomenti. A tutte e due le richieste abbiamo risposto all’inizio di marzo. E preciso che non c’è in corso nessuna procedura d’infrazione sul ponte. Siamo in una fase di dialogo strutturato e di approfondimenti”.

Altro aspetto cruciale: l’assenza della verifica di tutti gli elementi alternativi per evitare un’opera che comunque ha un effetto così impattante sul territorio…

“Le misure alternative? Non capisco perché si dica che non sono state valutate. Riguardo all’opzione zero, con il potenziamento dei traghetti, vorrei capire chi non riconosce che qualche problema di impatto ambientale lo provocano, con gli sversamenti dovuti a oltre centomila traversate l’anno. Insomma, qualche cosa lasceranno in acqua. Noi passiamo con il ponte sopra l’acqua, neanche la tocchiamo. Sono state studiate tante soluzioni, come il tunnel sotterraneo e il tubo flottante, giudicate tecnicamente infattibili già da decenni. In più, aggiungo che un ponte a campata unica comporta decisamente meno problemi rispetto a quello a tre campate, di cui si parlò in passato nella commissione tecnica nominata dall’allora ministro Giovannini. Di fatto il ponte a più campate è irrealizzabile”.

Il senso della sua presenza a Messina per la manifestazione sì ponte?

“Noi siamo un organo tecnico, non siamo politici, non siamo un partito, ho partecipato perché mi è stato chiesto di raccontare che cosa stiamo facendo. In generale, ci aspetteremmo che ci venisse detto: Fatelo, fatelo bene e fatelo presto. Perché da questo ne verrà indubbiamente un vantaggio enorme per questo territorio, per la Sicilia, la Calabria e per tutta l’Italia”.

Altra osservazione: il cambio del modello di finanziamento, passato dal project financing, con capitali privati, alla copertura integrale pubblica...

“Questa teoria del cambiamento delle modalità di finanziamento come un mutamento sostanziale del contratto è un’improprietà, un’inesattezza. Dal punto di vista della gara e dal punto di vista del contraente generale (il consorzio guidato da Webuild, n.d.r.), non c’è nessuna differenza, perché in ogni caso era una società pubblica (la Stretto di Messina, n.d.r.) impegnata al pagamento. Noi riteniamo che nell’ultimo trimestre del 2026 si possa entrare nella fase realizzativa dell’opera perché non esistono ostacoli insormontabili. Da qui il mio ottimismo”.

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6 commenti

  1. Ovviamente deve essere ottimista. Ritengo sia retribuito non lo fa da volontario.
    Essendo un lavoro è giusto credere nel mandato ricevuto.
    Io pure sono ottimista….non si farà e tutta questa giostra finirà presto conZaia alla guida dell lega e con le elezioni del 2027.

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  2. Probabilmente il governo cadrà tra poco cio’ significa che finirà il teatrino del ponte sullo stretto al netto degli enormi costi sostenuti fin ora

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  3. L’ottimismo è il sale della vita…
    È ottimista da vent’anni, occhio alla pressione alta!

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  4. Emanuele Ferrara 30 Marzo 2026 12:04

    Questo signore continua a percepire lauti stipendi per un’opera che non si farà mai. Soldi che dovrebbero essere spesi per cose molto più utili e importanti per il paese. Non sanno nulla ma sono sempre lì da anni a prendere stipendi per un progetto fallito in partenza, un progetto che non verrà mai realizzato perchè troppe sono le incongruenze ed i rischi che questo Ponte produrrebbe. Uno studio approfondito dimostra con dovizie di particolari che il treno su un Ponte a campata unica di 3-300 metri oscillerebbe paurosamente. E non è affato vero che il Ponte sarebbe aperto 365 all’anno. In caso di forti venti il Ponte non sarebbe percorribile! Poi ci sono le faglie, i terremoti, i venti, una serie di concause che rendono quest’opera infattibile. E’ inutile dire che in altri parti del mondo hanno realizzato dei ponti. Non sono come questo! Non hanno le stesse caratteristiche geofisiche del Ponte sullo Stretto! Pertanto l’amministratore Ciucci, Salvini, e il Governo Meloni la smettano di raccontare novelle alle persone e investano i soldi del ponte per fare tutte le infrastutture di cui la Sicilia e la Calabria necessitano.

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  5. Pure io sarei ottimista se avessi il conto in banca di Ciucci e 240.000 euro di stipendio all’anno.

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  6. Tanto per Ciucci più tempo passa, più soldi prende e più lauta sarà la pensione sua e delle persone che lavorano nella società Stretto di Messina, che ha già speso un mare di soldi senza concludere nulla. Se la società fosse stata privata l’avevano chiusa da anni ma, essendo pubblica, Pantalone deve pagare. Ricordo che Berlusconi aveva messo la prima pietra 25 anni fa……

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