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Bilancio, via al processo: parlano i teste dell’accusa, da Ferlisi a Cantello. Nominati 5 periti

Veronica Crocitti

Bilancio, via al processo: parlano i teste dell’accusa, da Ferlisi a Cantello. Nominati 5 periti

mercoledì 07 Dicembre 2016 - 23:08
Bilancio, via al processo: parlano i teste dell’accusa, da Ferlisi a Cantello. Nominati 5 periti

Un'udienza fiume di oltre 7 ore, al cui termine sono stati anche nominati cinque periti del Tribunale che giureranno il prossimo 24 gennaio

E’ entrato nel vivo oggi il processo sui Bilanci del Comune di Messina tra il 2009 ed il 2011, la maxi inchiesta passata alla storia peloritana come “Mancato Dissesto” che vede coinvolti, tra ex dirigenti e revisori dei conti, ben 34 imputati. Questa mattina in Corte d’Assise, dinnanzi al collegio presieduto dalla dottoressa Grasso, sono stati ascoltati quattro dei teste scelti dal Sostituto Procuratore Antonio Carchietti, titolare dell’indagine.

A prendere la parola sono stati Calogero Ferlisi, comandante della Polizia Municipale, Giovanni Bruno, dirigente al Patrimonio e vice-segretario di Palazzo Zanca, Giuseppe Melazzo, ex Presidente della Commissione Bilancio, e Ivano Cantello, ex consigliere comunale. Tutti e quattro sono stati esaminati dal Pm e controesaminati da alcuni degli avvocati difensori degli imputati, tra cui Scurria, Giannone, Parisi e Randazzo. Tutti i testimoni hanno sostanzialmente confermato le dichiarazioni che avevano reso durante la fase delle indagini, quando anche loro comparivano come indagati. Poi la loro posizione è stata archiviata.

Un'udienza fiume di oltre 7 ore, quella di oggi, al cui termine sono stati anche nominati cinque periti del Tribunale che giureranno il prossimo 24 gennaio: Paolo Lupi, Raffaella Carbone, Lionello Savasta Fiore, Antonella Mamberti e Renato Remmert.

L'inchiesta, basata sulla consulenza del professore Vito Tatò, contesta ai componenti di Giunta ed ai revisori di aver portato in consiglio comunale, tra il 2009 e il 2011, bilanci di previsione e consuntivi falsati. In particolare, nelle carte in mano alla Procura, risultava la mancata iscrizione dei debiti fuori bilancio e l'iscrizione di crediti non esigibili.

A sedere sul banco degli imputati, in un processo che si profila come pienamente farraginoso, compaiono: Francesco Aiello, il segretario comunale Santi Alligo, Antonio Amato, Roberto Aricò, Attilio Camaioni, il ragioniere generale Ferdinando Coglitore, Giovanni Di Leo, Domenico Donato, Carmelo Famà, Carmelo Giardina, Diane Litrico, Domenico Manna, Giuseppe Mauro, Giuseppe Puglisi, Vincenzo Schiera, Dario Zaccone, Domenico Maesano, Giancarlo Panzera, Filippo Ribaudo. Tra gli imputati anche l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, che oggi sedeva in ultima fila, e i componenti della sua allora Giunta Pinella Aliberti, Elvira Amata, Melino Capone, Dario Caroniti, Giuseppe Corvaja, Pippo Isgrò, Salvatore Magazzù, Orazio Miloro, Franco Mondello, Giorgio Muscolino, Giuseppe Rao, Carmelo Santalco, Gianfranco Scoglio, Roberto Sparso. (Veronica Crocitti)

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