Duro attacco del segretario aziendale dell’OrSa che torna a denunciare “inopportuni favoritismi”
Una clima caratterizzato dal “tutti contro tutti”; un’azienda giunta sull’orlo del baratro; la mancanza di un piano di produzione aziendale che continua a favorire disorganizzazione e consueti favoritismi. Una descrizione, quella fatta dal segretario aziendale dell’OrSa Giovanni Burgio, che calza a pennello sull’azienda di trasporto locale, dove “continua a permanere lo status quo che ha trascinato la società al fallimento”.
Qualche settimana fa (a ridosso del ferragosto) il sindacato aveva denunciato le condizioni di immobilismo ancora presenti tra gli uffici di via La Farina, a distanza di poco tempo l’OrSa torna a denunciare situazione che favoriscono “l’ennesimo scialacquio di risorse che con dinamiche assurde privilegia il clientelismo e il nepotismo, avvantaggiando posti di comodo, inopportune promozioni, favoritismi e carriere facili”. Non migliora la situazione sul fronte stipendi: i lavoratori attendono ancora una mensilità arretrata e nessuna soluzione sembra intravedersi in tal senso. “Dopo aver raschiato il barile, tanto da averne eroso il fondo, la dirigenza aziendale allarga le braccia e si affida al fato, intanto il tempo scorre inesorabile e fra non molto i lavoratori matureranno il secondo stipendio e chi sa se e quando sarà pagato”.
Ed è proprio la dirigenza, secondo l’OrSa, il vero male di un’azienda che, forse, “con un opportuno cambio della guardia – conclude Burgio – potrebbe tentare di avere un’immagine diversa in una città dove l’occupazione è diventata un miraggio e 650 famiglie sono costrette a mendicare il salario”.
