Spanò, Foti e Silipigni dopo la proposta del commissario Grasso: «La soluzione è un'azienda unica con la partecipazione di altri soggetti pubblici come la Provincia»
«Per chiedere l’aumento del biglietto si dovrebbe prima garantire il servizio». E’ lapidaria ma anche tremendamente realistica la risposta che la Cgil dà alla proposta avanzata dal commissario Antonio Grasso al Comune di innalzare da 50 centesimi a 1 euro il biglietto della corsa singola di bus e tram. Prezzi più alti solo dopo aver migliorato il servizio, dicono Franco Spanò, segretario provinciale della Cgil, Pino Foti della Fit e Franco Silipigni del settore Autoferrotranvieri, senza «lasciare quindi che circolino solo poche decine di autobus, ma è altresì vero che la riduzione degli incassi è un problema serio che sommato ai mancati investimenti ed ai tagli praticati da Sinatra, condanna inesorabilmente l’Atm alla chiusura. C’è anche da dire che l’utenza spende meno in biglietti solo perché, per potersi spostare, è costretta a spendere di più in auto e moto, ma se solo gli fosse offerta l’opportunità, la stessa sarebbe anche ben lieta di scambiare un aumento del biglietto con il sicuro risparmio di soldi e salute, derivante dall’uso certo e puntuale del mezzo pubblico».
«Limitarsi quindi solo ad aumentare il costo del biglietto è inutile – aggiungono i sindacalisti – perché non accrescerebbe il numero dei mezzi in circolazione, restringerebbe ulteriormente la platea dei paganti e colpirebbe ingiustamente solo quelle categorie socialmente deboli, come anziani studenti e disoccupati, che non hanno alternative e che invece dovrebbero beneficiare di specifiche agevolazioni. Sinatra, come tutti i candidati in corsa, sa benissimo che il problema Atm si risolve soltanto acquistando i pezzi di ricambio ed aumentando di conseguenza, linee, utenti ed incassi. E dato che il trasporto pubblico ha innegabili ed importantissime ricadute su vivibilità, occupazione, inquinamento e traffico, e così come in tutto il resto d’Italia non si ripaga con il solo costo politico del biglietto ma attraverso gli utili derivanti da tutte le altre attività, la soluzione è affidata solo alla volontà».
«Smembrare l’Atm – prosegue la nota – per dividere le attività più economicamente convenienti dalle altre sarebbe del tutto inutile, e servirebbe solo per consegnarle ai privati. Diverso, e molto più consigliabile, sarebbe invece mantenere una sola azienda pubblica che gestisce tutte le attività e che, anche se trasformata in Spa, veda la partecipazione di altri soggetti pubblici come la provincia regionale ed altri enti».
