Atm, è rottura tra i commissari. I sindacati pronti alla protesta

Atm, è rottura tra i commissari. I sindacati pronti alla protesta

Atm, è rottura tra i commissari. I sindacati pronti alla protesta

venerdì 02 Maggio 2008 - 10:04

Grasso: «Non si può più andare avanti, non resta che la liquidazione». Calabrò e Chiofalo si dissociano: «L'azienda si può salvare. Pressioni politiche? Mai avute». Pronta la bozza per la Spa

Secondo Antonino Calabrò, uno dei tre componenti della commissione commissariale dell’Atm presieduta da Antonio Grasso, «non c’è alcuna spaccatura». In realtà è ormai rottura all’interno della commissione con Calabrò e Massimo Chiofalo da una parte e proprio Grasso dall’altra. Già il caso dei consulenti legali nominati dai primi due un mese e mezzo fa e dai quali prese le distanze Grasso fu il primo campanello d’allarme, poi ieri l’intervista-sfogo dello stesso Grasso su “Gazzetta del Sud-, nel quale preannuncia di voler alzare bandiera bianca: questo non significa che si dimetterà, ma che è sul punto di chiedere la liquidazione dell’Atm. Nell’intervista Grasso e parla di «ostruzionismo», addirittura di veri e propri «ricatti», ammettendo che «non si può più andare avanti in queste condizioni» e che ci sarebbero continue «pressioni politiche nella gestione dell’azienda». Grasso dice di essere messo in minoranza da Calabrò e Chiofalo, e che un continuo via vai di politici si verifica costantemente negli uffici di via La Farina. E poi ci sono gli esuberi (circa 150 dipendenti) e soprattutto la lista infinita dei debiti, a cui vanno aggiunti i pagamenti di Tfr, ritenute, contributi Inps. Una voragine allargata dal pignoramento di 1,2 milioni di euro ottenuto dalla Ventura, la ditta che si occupa della manutenzione del tram, che ha aperto un’ulteriore falla sul fronte stipendi.

«Non abbiamo mai messo Grasso in minoranza – afferma oggi Calabrò – e non c’è nessuna spaccatura. A confermarlo ci sono le delibere, tutte approvate all’unanimità. Io e Chiofalo vogliamo prendere le distanze dalle dichiarazioni di Grasso nelle quali parla di liquidazione: secondo noi l’azienda può essere salvata, con l’aiuto del Comune. I fondi per pagare gli stipendi ci sono, certo bisogna stabilire delle priorità perché ci sono dei debiti a cui dover far fronte. Probabilmente il malumore di Grasso nasce dal fatto che ha proposto il rinnovo del contratto di un dirigente in scadenza e noi non l’abbiamo approvato. Semplicemente abbiamo detto che avremmo voluto capire se ci sono le condizioni, anche perché parliamo di un contratto da 5-6mila euro al mese. L’area di esercizio di questo dirigente potrebbe essere gestita dal capo area, in attesa che il prossimo Cda valuti il da farsi. Secondo Grasso noi riceviamo pressioni politiche, ma non è così. Anzi, forse è il contrario. Dice di vedere entrare e uscire politici? Faccia nomi e cognomi».

«Siamo stati nominati – prosegue Calabrò – per l’ordinaria amministrazione e per la trasformazione in Spa. A questo proposito abbiamo già consegnato al commissario Sinatra la bozza di statuto per la trasformazione dell’azienda, che dovrà essere poi eventualmente approvata con i poteri del consiglio. Per ripianare i debiti stiamo predisponendo un piano di rientro, ma non crediamo che l’Atm debba essere messa in liquidazione. I lavoratori vanno sostenuti e tutelati. Con i fornitori, tra i quali la Ventura, abbiamo pensato ad una soluzione transattiva che dovrebbe essere conclusa martedì, e che senza quella querelle sui due consulenti legali che avevamo nominato a questo scopo e che hanno rinunciato dopo il dissenso di Grasso e di parte della stampa, avremmo concluso un mese e mezzo fa, evitando così il pignoramento di qualche giorno addietro». Rapporti definitivamente incrinati con Grasso? «E’ una vicenda strana. Mercoledì alle due, quando noi eravamo al Comune per l’incontro con Sinatra poi slittato, ci giunge una lettera in cui Grasso comunica che sarebbe mancato ad una riunione fissata per la settimana prossima ma dava piena fiducia a Chiofalo per sostituirlo. Nello stesso giorno rilascia quelle dichiarazioni alla Gazzetta. Difficile capire»..

Certo è che il quadro dipinto dal commissario Grasso, nel frattempo, ha creato ovvio allarmismo tra i sindacati. Quelli di base, che già due giorni fa si erano esposti contro il direttore generale Claudio Conte lamentando la mancata applicazione degli accordi presi sulla gestione del personale, sono sul piede di guerra. Uil Trasporti, Ugl, Rsu, Cildi, Cisas, Cisal e Cub dichiarano lo stato d’agitazione, mentre proprio in queste ore stanno discutendo con Conte. Stamattina hanno inviato un documento al prefetto Alecci, al commissario Sinatra e alla commissione commissariale nel quale chiedono chiarimenti su quanto sta accadendo all’Atm.

«Sugli stipendi non abbiamo notizie» afferma Silvio Lasagni, segretario aggiunto della Uil Trasporti. Martedì ci sarà un’ulteriore incontro tra i commissari e Alecci e Sinatra, mentre il 9 maggio, in occasione dello sciopero nazionale per il quale il trasporto pubblico rimarrà bloccato dalle 9.30 alle 13.30, si svolgerà un’assemblea in cui lavoratori e sindacati faranno il punto della situazione.

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