Autorità portuale, Lo Bosco non si dimetterà: avanti anche lui col “doppio incarico”

Autorità portuale, Lo Bosco non si dimetterà: avanti anche lui col “doppio incarico”

Autorità portuale, Lo Bosco non si dimetterà: avanti anche lui col “doppio incarico”

venerdì 03 Settembre 2010 - 08:55

Il presidente dell’Authority pare intenzionato a non lasciare dopo la nomina alla guida di Rfi: il suo mandato si concluderà regolarmente a dicembre 2011. Eppure qualcuno aveva parlato di conflitto d’interessi

Già si erano fatti i primi nomi per la sua sostituzione (da Turi Leonardi a Francesco Di Sarcina, passando per l’ex comandante della Capitaneria di Porto), ma a quanto pare chi dovrà indicarne tre al ministero dei Trasporti avrà più tempo del previsto. Dario Lo Bosco quasi certamente non si dimetterà dalla carica di presidente dell’Autorità portuale, in quanto non sarebbe incompatibile, a termini di legge, con quella di presidente di Rfi, ricoperta dagli inizi di agosto. Tutti davano per scontate le sue dimissioni, una volta raggiunto il prestigioso e impegnativo “doppio incarico” (ebbene sì, anche in questo caso), e invece pare certo che Lo Bosco arrivi fino alla fine del suo mandato, che scadrà nel dicembre 2011, fra quattro anni.

Solo a quel punto si innescherà la complessa procedura di nomina del nuovo presidente, che prevede che la scelta venga fatta da Regione e ministero dei Trasporti, sulla base di una terna di nomi “di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” indicati da Provincia, Comune e Camera di Commercio.

A questo punto, però, non si può non ricordare quanto avvenne in consiglio comunale quasi due anni fa, quando l’aula di Palazzo Zanca di fatto “sfiduciò” Lo Bosco, ponendo la questione del suo conflitto d’interessi. Allora Lo Bosco era “solo” consigliere d’amministrazione di Rfi ed il conflitto d’interessi consisteva nel fatto che Rfi detiene il 50 per cento del capitale sociale della Network Terminali Siciliani Spa, la società che sta realizzando e gestirà l’interporto di Catania. Oggi che Lo Bosco il consiglio d’amministrazione lo presiede, il conflitto d’interessi, prendendo per buone le considerazioni del consiglio comunale («gli obiettivi della Network Terminali Siciliani appaiono, sotto il profilo strategico ed economico, in palese antagonismo e concorrenza con quelli che deve perseguire l’Autorità Portuale di Messina, nell’interesse della città»), dovrebbe essere ampliato. Il “doppio incarico”, evidentemente, non è una prerogativa esclusiva della politica.

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