Clara Crocè e Angela Cacciola tornano sul caso “Magazzini generali” dopo la replica del presidente dell’ente camerale
Capitolo chiuso? Nemmeno per sogno. La replica del presidente della Camera di Commercio Nino Messina alla bufera sollevatasi sull’Ente camerale, sui rapporti con l’Azienda speciale “Magazzini generali” e le esternazioni della Cgil non basta per calmare le acque. Così arriva la controreplica della stessa Cgil. «Quanto sostenuto dal presidente Messina non ci convince – dichiara Clara Crocè, segretario generale della Fp Cgil- solo chiacchiere, che non hanno alcun valore, contano i fatti. L’Azienda Speciale è per definizione “ ente strumentale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto”. La qualificazione dell’azienda speciale quale ente strumentale rivela l’esistenza di un collegamento inscindibile tra l’Azienda e la Camera di Commercio. “Strumentalità” significa che l’Ente attraverso l’azienda realizza una forma diretta di servizio dunque, la Camera di Commercio si serve dell’azienda speciale per la gestione di un servizio pubblico, per soddisfare esigenze della collettività. E’ facilmente comprensibile che come l’autonomia imprenditoriale dell’Azienda sia limitata non solo dalla peculiarità propria dell’attività che essa svolge (servizio pubblico) ma anche dall’ingerenza dell’ Ente nella formazione dello statuto, mediante il quale è regolato il funzionamento dell’Azienda. Anche le Aziende speciali, pertanto, come tutte le società partecipate degli Enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione, sono sottoposte alle normative regionali e nazionali che impongono regole e procedure di evidenza pubblica per il reclutamento del personale. Queste non sono chiacchiere ma fatti ai quali invano , la Fp Cgil ha richiesto risposte . Eccetto che il Presidente della Camera di Commercio non voglia far passare l’idea che l’Azienda Speciale debba essere considerata una sorte di bottega privata dove tutto è possibile , anche l’assunzione di pargoli amici e parenti».
La Crocè e la responsabile aziendale Angela Cacciola sottolineano anche che la Cgil «non ha sottoscritto i contratti integrativi aziendali relativi agli anni 2006-2007-2008, della Camera di Commercio perché li ha ritenuti scandalosi e poco importa se la proposta di parte pubblica sia stata approvata dai sindacati maggioritari. In fondo siamo abituati ad accordi separati. La Fp Cgil, ha opposto un netto diniego alla proposta di apertura degli sportelli Camerali al pubblico, attraverso pagamento di prestazioni di lavoro straordinario. I dipendenti della Camera di Commercio assicuravano l’apertura pomeridiana degli sportelli, il mercoledì pomeriggio, durante il normale orario di lavoro, come del resto ancora oggi è assicurato in tutti gli altri uffici regionali .In buona sostanza – continuano Crocè e Cacciola- attingendo le somme dal fondo miglioramento dei servizi e attraverso una modifica dell’articolazione dell’orario di lavoro è stata approvata dai sindacati maggioritari, la proposta di apertura degli sportelli al pubblico , sempre il mercoledì pomeriggio, ma dietro pagamento, di prestazioni di lavoro straordinario, ai dipendenti volontari Contrariamente a quanto accade negli altri uffici regionali, dove i dipendenti assicurano la stessa apertura all’utenza e nello stesso giorno, senza percepire alcun extra».
«A proposito della pianta organica e alla ristrutturazione – continuano Crocè e Cacciola – si chiarisce che al personale delle camere di commercio siciliane si applica il trattamento giuridico ed economico del personale dipendente della Regione Sicilia a tutt’oggi, soltanto i dirigenti, hanno avuto l’applicazione integrale dei contratti anche per anche per alla parte relativa alle indennità economiche e professionali. I funzionari direttivi apicali( 41 unità) non hanno goduto di alcun trattamento particolare, anzi non hanno potuto beneficiare di quegli istituti contrattuali che avrebbero consentito una diversificazione professionale basata sulla meritocrazia, termine molto in voga ma poco apprezzato per la dichiarata difficoltà a definire criteri e regole con cui individuare il personale interessato. La Fp Cgil ad ogni riunione di delegazione trattante – concludono Crocè e Cacciola – ha continuato a chiedere l’applicazione integrale del contratto sia con riferimento alle posizioni organizzative che ai profili evoluti, istituti che consentirebbero anche uno snellimento della struttura camerale utilizzando risorse e personale proprio».
