Pubblichiamo la replica del presidente dell’Ente camerale che spiega: «La Camera ha rapporti di lavoro di natura privatistica»
Nino Messina, presidente della Camera di Commercio, sfida la bufera. E lo fa replicando punto per punto alle notizie di questi giorni e soprattutto alla nota con cui la Cgil, una decina di giorni fa, aveva espresso dubbi sui trasferimenti finanziari dalla Camera di Commercio alla “figlia prediletta”, l’Azienda speciale “Magazzini generali”. Una replica non proprio recente, giunta alla nostra redazione, però, solo nelle scorse ore. Dalle assunzioni («i rapporti di lavoro sono di natura privatistica») all’Azienda speciale, dalle questioni interne ai bilanci, Messina espone il punto di vista dei vertici dell’ente camerale. Riservando poche parole al “caso” Musmeci: «Abbiamo fiducia nella giustizia». Una frase di rito che poco chiarisce. «Con grande rammarico – esordisce Messina – debbo rilevare come proprio nel momento in cui l’Ente camerale e la sua Azienda Speciale per la prima volta sono impegnati in una proposta alla città e alle istituzioni di infrastrutturazione dai grandi contenuti socioeconomici ed occupazionali quale la realizzazione del centro polivalente per l’accoglienza crocieristica e le attività turistiche di cui la città è priva, vengano attualizzate e riproposte tematiche ed avvenimenti anche assai datati. Infatti nell’esposto anonimo “circostanziato”, di cui la stampa ha dato notizia, vengono citati anche due dipendenti assunti dall’Azienda Speciale circa trentasette anni fa e già in quiescenza. Altre due assunzioni risalgono a dieci/nove anni fa e le due più recenti sono di tre/quattro anni fa. Verosimilmente si vuole con anonimi autolesionistici delegittimare l’Amministrazione dell’ Istituzione Camerale appannandone l’immagine e depotenziandone il peso, il ruolo e la credibilità».
LA CAMERA DI COMMERCIO RISPONDE ALLA CAMERA DEL LAVORO
Al sindacato il presidente dell’ente risponde punto per punto. «Relativamente alla questione Piano di lavoro , dopo una lunga ed ampia trattativa, la sola rappresentanza sindacale Fp Cgil in delegazione trattante non lo sottoscrisse il Piano di Lavoro, per la parte relativa al progetto obiettivo di ampliamento dell’orario di ricevimento del pubblico nella fascia pomeridiana, condivisa, invece, dalle altre rappresentanze sindacali maggioritarie. L’attuazione del progetto fu preceduta dal totalitario interpello del personale per verificarne l’adesione e la fattibilità. Il progetto aveva alla base l’esigenza di legare parte del compenso accessorio per produttività a parametri obiettivi e di agevole lettura da parte di tutti. E’ da rilevare, che Piano di lavoro e progetti obiettivo sono stati definiti con tempi e contenuti pieni, in tutti gli anni, a differenza di quanto registrato nel tempo anche in sede di Amministrazione regionale».
«In merito agli esposti del 2007,che la Fp Cgil fece – aggiunge Messina – sono state fornite alle Autorità richiedenti ampie ed esaurienti informazioni, non ricevendo dalle stesse alcun rilievo sulla legittimità e correttezza dell’azione amministrativa della Camera di Commercio. In ordine alla documentazione richiesta, di cui si sottolinea la rilevante quantità, peraltro non in dettaglio ma per grandi categorie, gli Uffici camerali interessati sono stati attivati e sono stati prodotti con accordi diretti con la responsabile aziendale Cgil gli atti in copia. Sul tema della riorganizzazione dei servizi e della dirigenza, la Fp Cgil è perfettamente a conoscenza che l’argomento è già stato trattato ampiamente in connessione logica e temporale con la definizione della dotazione organica provvisoria, la verifica del fabbisogno triennale e la proposta di dotazione triennale definitiva. I documenti schema sono stati consegnati alle organizzazioni sindacali e sottoposti alla Giunta camerale per il successivo confronto con le rappresentanze sindacali, propedeutico alla loro attuazione. L’ultima fase non si è conclusa poiché sono in corso di valutazione in tutte le Amministrazioni gli effetti dei provvedimenti statali e regionali per il contenimento della spesa pubblica in materia di personale. Lo schema predisposto dall’Amministrazione comporterà in ogni caso la riduzione delle Aree dirigenziali da quattro a tre. E’, comunque, di complicata definizione l’assetto organizzativo e la struttura dell’organico in quanto su 54 dipendenti sono presenti 41 funzionari direttivi apicali che hanno goduto per gli avanzamenti delle norme di legge regionali e dei contratti collettivi regionali».
I BILANCI
Capitolo bilanci: «Premesso che la gestione camerale è regolata dal 2007 dai principi privatistici economico aziendali e non da quelli pubblicistici, occorre ricordare che il finanziamento dell’Ente proviene quasi esclusivamente dal diritto annuale camerale pagato dalle imprese iscritte al Registro delle imprese e dai diritti di segreteria in base a misure stabilite dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con quello dell’Economia. Ciò posto è bene ulteriormente chiarire quello che agli addetti è già molto chiaro e cioè che la questione pensionistica delle Camere di Commercio della Sicilia ha una storia, nota a tutti i livelli, condizionata dalla legislazione regionale che a fine anni 70 ha imposto l’abolizione del Fondo di quiescenza ed onerato il bilancio camerale del pagamento delle pensioni e del Tfr dei dipendenti che cessano l’attività. La questione trattata a livello regionale sin dagli anni ’80 dello scorso secolo, non ha dato alcun risultato positivo, per cui l’Amministrazione camerale prudentemente ha costituito nel proprio bilancio un conto pensione proprio a cui affluiscono i contributi quiescenziali dovuti dal personale e dall’amministrazione. Pertanto l’esposizione nel bilancio di esercizio del debito quiescenziale per i dipendenti, ha connotati di debito storico-latente e contabilmente dovuto, ma significativo solo nell’ipotesi teorica irrealizzabile di un contemporaneo e contestuale collocamento in quiescenza di tutto il personale camerale. Se ciò dovesse avvenire a livello generale, per tutta la finanza pubblica e privata sarebbe una catastrofe. La Camera di Commercio, grazie ad una oculata amministrazione, ha sempre e tempestivamente pagato direttamente il Tfr e le pensioni per un importo annuale (anno 2009) di 4 milioni 245 mila euro ben maggiore degli oneri stipendiale del personale in servizio di 3 milioni 228 mila euro, nel rispetto della previgente legge regionale per il personale ante anno 1995. Sull’argomento, come per le rimanenti voci, i bilanci camerali con allegati i connessi bilanci dell’ Azienda Speciale, tutti approvati dall’Autorità di vigilanza, con le relazioni e le note integrative, parlano ed hanno sempre parlato chiaro».
L’AZIENDA SPECIALE
La vera “bufera”, però, nasce attorno all’Azienda speciale “Magazzini Generali”. Messina spiega in maniera molto formale che «la legge e lo Statuto aziendale, approvato dall’Autorità di vigilanza, ne regolano lo svolgimento , secondo i principi di diritto privato ed il codice civile. Ha come oggetto lo svolgimento di attività che rientrano nell’ambito dei fini istituzionali camerali contenuti nelle legge e nei programmi poliennali ed annuali dell’Ente camerale, con particolare riferimento ai nuovi servizi, alle attività innovative, per specifiche professionalità e di supporto per lo sviluppo degli interessi generali delle imprese. In questi ambiti svolge su delega e/o su autonoma progettualità, servizi per la Camera di commercio. Ha un proprio Capitale e un Fondo di dotazione. Le Aziende speciali delle Camere di Commercio operanti con analoghe caratteristiche sul territorio nazionale secondo i dati in possesso sono 135 con 1500 addetti stabili». Messina aggiunge che «le aziende camerali tendenzialmente mirano all’equilibrio economico dei costi strutturali, per cui sviluppano particolarmente la progettualità innovativa ed i nuovi servizi in armonia con le linee programmatiche camerali. In questo quadro, essendo soggetti tributari autonomi, come tali fatturano le prestazioni rese alla Camera di Commercio e ricadenti nelle fattispecie di legge; qualora l’equilibrio finanziario tendenziale non venga conseguito la Camera di Commercio è legittimata a ripianare il disavanzo, verificando dall’attività l’interesse generale ad agire in tal senso. Un recente decreti legislativo ha previsto la possibilità di una preventiva assegnazione di fondi per i servizi camerali delegati e le attività di sviluppo attribuite». Capitolo a parte meritano le assunzioni: «Le Aziende operano come privato datore di lavoro, nei limiti di un contingente prefissato, coerentemente con le finalità aziendali . Il contratto di lavoro applicato è quello del terziario, Commercio e Servizi. A comprova dei connotati privatistici del rapporto di lavoro e delle relative procedure di reclutamento si evidenziano: alcune decisioni del giudice amministrativo che, nel previgente regime pubblicistico del pubblico impiego, si è dichiarato privo di competenza in vertenze riguardanti lavoratori delle Aziende speciali, il divieto assoluto di transito dei dipendenti delle Aziende speciali nei ruoli delle Camere di Commercio(finanziaria 2008), le norme statutarie aziendali che prevedono la durata dell’Azienda ed in caso di suo scioglimento il subentro della Camera di Commercio in tutti i rapporti con l’ esclusione del rapporto di lavoro dei dipendenti».
TRASPARENZA? C’E’ ECCOME
«Infine – conclude Messina – per quanto riguarda la presunta mancanza di trasparenza sui dipendenti, tutti ben conosciuti dall’ambiente camerale anche per i frequenti rapporti professionali e di lavoro quotidianamente intercorsi, si evidenzia che sul sito web dell’Azienda Speciale da tempo sono inseriti nomi e cognomi dei dipendenti aziendali a tempo indeterminato, cliccando sulla voce “contatti”.Non è inserito in quanto interinale con scadenza nel mese di settembre, il nominativo di una quinta unità somministrata da Infocamere per alcuni suoi servizi Il medesimo sito contiene tutte le altre notizie utili sull’attività aziendale, unitamente all’Albo Aziendale, visionabile in sede. L’Azienda per alcune attività specifiche, stampa e tecniche, utilizza collaborazioni a contratto di natura professionale. Su ciò, come sul procedimento di mobilità del dr. Musmeci e su quello della nomina del nuovo segretario generale, nel confermare le ragioni di legittimità dell’attività camerale, deve rispettarsi da parte di tutti quanto è proprio degli Organi di Giustizia nei quali si pone la fiducia totale».
