Caso Iacp: quando la poltrona viene prima di tutto

Caso Iacp: quando la poltrona viene prima di tutto

Caso Iacp: quando la poltrona viene prima di tutto

sabato 28 Agosto 2010 - 07:23

Secondo la Fp Cgil «le polemiche di questi giorni sono la dimostrazione che i nostri politici si preoccupano esclusivamente della spartizione dei posti di potere».

L’unico pensiero? La spartizione delle poltrone. Secondo la Cgil non ci sono dubbi: «Le polemiche di questi giorni in merito allo Iacp – afferma Clara Croceè, segretario Fp – ampiamente riportate dalla stampa, sono la dimostrazione che ai politici messinesi si preoccupano esclusivamente della spartizione dei posti di potere . Siamo alle solite, nessun pudore , nessuna assunzione di responsabilità da parte dei nostri politici nel tempo a causa dei loro giochini di potere, sono state sprecate quantità di denaro pubblico. Progetti aggiornati più volte a causa del mancato finanziamento con un’evidente duplicazione dei costi a tutt’oggi, solo pochi progetti risultano appaltati, e nessun cantiere risulta avviato».

«Eppure – prosegue Crocè – l’avvio dei dieci cantieri (già finanziati fin dal mese di ottobre del 2009), costituirebbero un buon volano per l’asfittica economia della nostra città. Mancato risanamento delle zone baraccate densamente popolate , fognature a cielo aperto,coperture in eternit ed amianto. Questi sono alcuni esempi degli “atti di banditismo” che sono costretti a sopportare i cittadini e i lavoratori, dei quali il Sindaco, farebbe bene ad occuparsene. Sulla dirigenza dell’Iacp, è necessario precisare che la stessa persevera nell’immobilismo, infatti non provvede a dare nemmeno attuazione neanche a quegli istituti contrattuali definiti con le organizzazioni sindacali e ratificati dal commissario precedente; una per tutti la delibera di approvazione del piano triennale del fabbisogno del personale, la definizione del nuovo organigramma dell’ente e la nuova dotazione organica datata 31 maggio 2010».

«A tutt’oggi – conclude il segretario della Fp Cgil – solo trasferimenti estemporanei di personale, peraltro in contrasto con la delibera citata. La mancata organizzazione dei servizi e degli uffici, – conclude Crocè- da ascrivere unicamente ai dirigenti essendo un atto gestionale, non permette il raggiungimento di quegli standard di efficienza ed efficacia propri di una pubblica amministrazione».

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