Il Comune ha aggiudicato provvisoriamente l’appalto a “La Cascina Global Service”: un mese fa il tribunale di Bari ha condannato alcuni componenti della cooperativa proprietaria della ditta per “truffa nelle pubbliche forniture”
La notizia è di ieri. Il Comune ha aggiudicato provvisoriamente, «fatti salvi i controlli di legge», il servizio di mensa scolastica per le scuole materne, elementari e medie inferiori della città. Il servizio, che sarà espletato per il periodo ottobre 2010 – maggio 2011 e ottobre 2011 – maggio 2012, è stata aggiudicato alla ditta “La Cascina Global Service S.r.l.”, con un ribasso del 20,20 per cento, rispetto all’importo a base d’asta di 3.425.312 euro. Ribasso che era stato già considerato “anomalo” dagli uffici di Palazzo Zanca: con questa cifra, infatti, ogni pasto costerebbe appena tre euro! Ma tant’è, il Comune è andato avanti.
L’anomalia, però, ben più grave è un’altra. “La Cascina Global Service”, con sede legale a Roma, è una delle ditte “figlie” della più importante società cooperativa “La Cascina”, finita al centro di un maxi processo che si è concluso appena un mese fa, il 21 settembre, presso il tribunale di Bari (dove la cooperativa ha una delle sue sedi). Processo che ha portato all’arresto di diciassette persone (32 gli indagati inizialmente), tra cui due degli attuali consiglieri d’amministrazione della “Cascina Global Service”, condannati uno a due anni e mezzo di reclusione e l’altro a un anno e sei mesi. I reati: truffa e frode nelle pubbliche forniture. Tra le accuse iniziali, anche reati alimentari, per i quali però gli imputati sono stati assolti. Secondo i pm, avrebbero servito cibi di pessima qualità ai bambini ammalati del Policlinico di Bari, agli alunni delle scuole di Bari e agli studenti dell’Università pugliese.
Non solo. Sempre secondo i pm, gli imputati, a vario titolo, avrebbero partecipato a diverse gare d’appalto truffando le amministrazioni pubbliche e producendo autocertificazioni false che attestavano il pagamento di contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte. Va detto che a conclusione del processo, il legale della cooperativa romana, l´avvocato Francesco Paolo Sisto, ha così commentato: «La sentenza del tribunale di Bari vede notevolmente ridimensionata la prospettazione dell’accusa, affermando responsabilità parziali e per fatti specifici. Sono stati condannati pochi imputati e per pochi reati. Nessuna condanna per la Cascina, che vede anzi confermata la sua capacità di stare sul mercato. Una valutazione che trova riscontro nella mancata liquidazione immediata del danno alle parti civili». La Cascina sta sul mercato, eccome. E lavorerà, da domani, anche a Messina.
