Questa mattina giornata di mobilitazione sindacale, solidarietà anche da parte del presidente Ricevuto. E Buzzanca: “Mi è stato detto che sta preparando un’interrogazione da presentare all’Ars ma finora non ci sono stati contatti”. Discorso analogo con i vertici dell’Asp5
Giornata di mobilitazione per protestare contro la chiusura del centro riabilitativo Dismed di Faro Superiore. Protestano in strada, di fronte i cancelli dell’Asp5 di via La Farina, gli oltre 60 lavoratori che rischiano il posto di lavoro e lo fanno accompagnati dalla segretaria generale lla Fp Cgil Clara Crocè. Non accettano il provvedimento regionale, confermato dal Tar, nemmeno i rappresentanti sindacali di Cisl Fp e Uil Fpl, favorevoli anch’essi ad un incontro con il direttore provinciale dell’Asp di Messina. La richiesta, in particolare, è quella di capire se l’azienda sanitaria abbia intenzione di fare qualcosa per proseguire il rapporto con gli utenti minori e con le professionalità impiegate al Dismed, oppure abbia in mente un’altra soluzione: “Insomma – scrivono i segeretari Emanuele e Calapai – è urgente conoscere le determinazioni che si intendono assumere per la continuità del servizio e la salvaguarda dei posti di lavoro”. Stesse richieste quelle della Cgil che ha inoltre invitatola deputazione regionale e nazionale a muoversi affinché Messina non subisca l’ennesimo sgarbo, e manifesti solidarietà nei confronti dei lavoratori e delle famiglie dei pazienti ricoverati (oltre 400), e di coloro che si sottopongono a visita ambulatoriali o domiciliari.
Sulla vicenda intervengono oggi i consiglieri di Provincia e Comune Cerreti e Tamà, che in una lettera aperta indirizzata al sindaco Buzzanca, al prefetto Alecci e al presidente Ricevuto, dichiarano “grande amarezza, nel continuare ad assistere a livello regionale, a palesi disparità di trattamento in favore di Palermo e Catania, ed a discapito della realtà messinese. Non sfugge come l’applicazione della riforma sanitaria e dei servizi ad essa collegati, abbia nuociuto alla città dello Stretto Messina e alla sua provincia, in maniera superiore rispetto alle altre realtà siciliane, con la chiusura di un numero sproporzionato di centri notturni del 118 ed il conseguente spostamento della sua sede direzionale su Catania, con il ridimensionamento di importantissimi reparti ospedalieri, come quello di nefrologia di Patti, con l’assurdo ridimensionamento dei reparti e servizi di primo intervento, con la riduzione del personale applicato nei pronto soccorso e la mancata attivazione del servizio di elisoccorso all’ospedale Barone Romeo di Patti, ed in conclusione con i ridottissimi trasferimenti economici per i servizi di riabilitazione, che hanno previsto, non si sa secondo quale criterio, lo stanziamento di 15, 4 milioni di euro su Messina, rispetto ai 90 milioni di euro assegnati a Catania”.
Solidarietà e vicinanza viene espressa anche da Nino Di Mento Presidente del Circolo di Generazione Italia “Futuro e Libertà per Messina-. -Un centro d’eccellenza – spiega Di Mento – che ha saputo creare attraverso la propria specifica professionalità proprio a Faro Superiore un servizio che adesso rischia di essere minato da un problema burocratico. Spero che questa vicenda possa risolversi nel migliore dei modi attraverso il buonsenso delle Istituzioni-.
Il provvedimento di chiusura del centro non è tuttavia ancora stato notificato, così come ci conferma il responsabile amministrativo del Centro Vincenzo Farrugio, che in merito alla solidarietà mostrata nelle ultime ore, non nasconde un pizzico di scetticismo: “Sappiamo bene a che a Messina, prima o dopo, si finisce sempre con lasciarsi scivolare tutto addosso, e rimane ben poco da fare. Apprezziamo l’interessamento della comunità come è giusto che sia, ma confidiamo molto nella protesta che abbiamo organizzato sabato mattina perché speriamo di poter trovare sostegno nella mediazione del prefetto Alecci. Solidarietà c’è stata mostrata anche dal presidente della Provincia Ricevuto che si è impegnato personalmente per una soluzione positiva della vicenda, e mi è stato detto – continua Farrugio – che il sindaco Buzzanca ha preparato un’interrogazione da presentare all’Ars. Se non vedo però non posso parlare con certezza. Per quanto riguarda infine il direttore dell’Asp5, non c’erano contatti in tempo di pace, meno che mai ci sono adesso”.
