Danneggiamento della rampa di Boccetta: tre arresti per falso ideologico

Danneggiamento della rampa di Boccetta: tre arresti per falso ideologico

Danneggiamento della rampa di Boccetta: tre arresti per falso ideologico

lunedì 22 Giugno 2009 - 12:28

Ai domicliari sono finiti due consulenti privati dell'impresa Archimede srl ed un funzionario della Provincia

“Una vicenda gravissima che ha messo a repentaglio l’incolumità di migliaia di persone”. Così, visibilmente corrucciato, il Procuratore capo Guido Lo Forte ha introdotto la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell’operazione. Da stamattina si trovano agli arresti domiciliari tre persone accusate di aver indotto in errore, grazie a false perizie, gli enti pubblici che hanno rilasciato le autorizzazioni per la realizzazione di un varco d’accesso ad un cantiere edile. Lavori che hanno compromesso la stabilità di un pilone della rampa autostradale di Boccetta. Accogliendo le richiesta della Procura il gip Luana Lino ha inviato ai domiciliari il progettista e direttore dei lavori Giuseppe Termini, 64 anni, il consulente dell’impresa Archimede srl, il professor Antonio Teramo, 58 anni, direttore dell’Osservatorio Sismologico dell’Università di Messina e Benedetto Sidoti Pinto, 59 anni, dirigente della Provincia Regionale e responsabile della procedura amministrativa grazie alla quale è stata concessa all’impresa edile l’autorizzazione per effettuare i lavori che hanno danneggiato il pilone. Sono accusati di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici ma sono stati iscritti nel registro degli indagati anche per i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti ed abuso d’ufficio. Contemporaneamente sono stati indagati i coniugi Paolo ed Antonia Denti proprietari del terreno in cui sorge il cantiere ed i legali rappresentanti dell’impresa Archimede srl, Antonino Mangraviti e Vincenzo Vinciullo.

L’inchiesta scattò nel febbraio 2008 quando, a seguito di un esposto, la sezione di PG della Polizia Municipale mise i sigilli al varco d’accesso al cantiere. Un passaggio ricavato grazie al danneggiamento del pilone autostradale. L’11 marzo scorso la Procura sequestrò la rampa, chiudendo il Boccetta in ingresso e gettando nel caos la città. Sette persone furono indagate dai sostituti procuratore Vincenzo Barbaro, Rosa Raffa e Vincenzo Cefalo. Qualche giorno dopo la rampa fu riaperta ma solo parzialmente per consentire il transito ai mezzi leggeri. La città riprese a respirare ma la magistratura continuò ad indagare. Quel varco era necessario per consentire ai mezzi di raggiungere il complesso edilizio che l’Archimede srl stava realizzando proprio alle spalle del liceo scientifico di viale Regina Margherita. Così le indagini proseguirono anche con l’impiego di intercettazioni telefoniche ed ambientali ed emersero gravi responsabilità a carico delle tre persone arrestate stamattina.

In particolare il professor Teramo, nella veste di consulente privato dell’impresa, in una perizia avrebbe attestato che i blocchi di calcestruzzo da rimuovere non avevano alcuna relazione con la struttura di sostegno del pilone autostradale. Insomma la loro rimozione non avrebbe provocato alcun danno al pilone. Stessa tesi fu sostenuta dal progettista e direttore dei lavori Giuseppe Termini. E lo stesso dirigente della Provincia Regionale, Sidoti Pinto, assecondò le condotte dei due consulenti privati. Il risultato fu quello sperato: Comune, Provincia e Genio Civile diedero via libera al progetto di realizzare il varco d’accesso, forti di perizie così autorevoli. A smontarle completamente ci ha pensato però il consulente della Procura, il professor Siviero il quale le ha definite “perizie false” ed ha aggiunto anzi che risulta opportuno provvedere alla messa in sicurezza del viadotto, perché di estrema rilevanza per la Protezione civile. Infatti lo svincolo di Boccetta è considerato di fondamentale importanza in caso di eventi sismici. Ma, naturalmente, deve essere messo in condizione di essere utilizzato dagli automobilisti.

Rimane da aggiungere che le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile e dalla sezione di PG della Polizia Municipale che in questi mesi ha acquisito una quantità smisurata di atti e documentazione. L’inchiesta, infatti,non è ancora conclusa. C’è anche un filone che riguarda la realizzazione vera e propria del complesso edilizio ed altre persone sarebbero già state iscritte sul registro degli indagati dalla Procura.

(foto Dino Sturiale)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED