Il marito si spacciava spesso per il boss Nitto Santapaola. Consegnava alle vittime gli estremi della moglie e si faceva inviare il pizzo mediante bonifico postale
Si spacciava per il boss catanese Nitto Santapaola terrorizzando telefonicamente imprenditori e commercianti di Messina. Prima li minacciava, poi li costringeva a pagare il pizzo on line.
Mario Fisichella, 43 anni e la moglie Santina Assenzio 42 anni furono arrestati nel 2007. Nel 2008 patteggiarono una prima volta ma è ora comparso di nuovo davanti al gup per rispondere di una lunga sfilza di estorsioni telefoniche e con pagamento on line. Il giudice li ha rinviati a giudizio al 13 ottobre prossimo quando dovranno comparire davanti alla I sezione collegiale del Tribunale.
Fisichella, che per un periodo si era trovato agli arresti domiciliari, non poteva recarsi di persona ad incassare il pizzo. Così aveva escogitato un sistema originale per questo genere di reati. Forniva alle vittime delle estorsioni gli estremi della moglie e si faceva inviare la tangente tramite bonifico postale. Quindi si recava negli uffici postali ed incassava il denaro. Le somme oscillavano fra 100 e 3000 euro ma lo stratagemma non durò a lungo perché i carabinieri, che tenevano sotto controllo il suo telefono, lo smascherarono e ricostruirono almeno un centinaio di estorsioni. Fisichella a volte si presentava con il nome di Laganà raccontando di aver bisogno di soldi per una nipote
gravemente ammalata. Ma la maggior parte delle volte diceva di essere Nitto Santapaola e quasi sempre riusciva ad impaurire le ignare vittime.
